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Cresce l'indice di State Street Gx sulla fiducia degli investitori

Rispetto a aprile, a maggio registrati 6,6 punti in più. Kenneth Froot: "La forte ripresa di maggio evidenzia che alcuni investitori potrebbero tornare a investire dopo il calo dei prezzi degli asset"

Cresce l'indice di State Street Ge sulla fiducia degli investitori

State Street Global Exchange ha reso noti i dati sulla fiducia degli investitori globali a maggio 2019, rilevata attraverso lo State Street Investor Confidence Index (ICI).

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È uno scenario in chiaroscuro, quello delineato dall'indice della società di investimenti, anche se l'andamento segna una crescita in positivo.

A livello globale l’indice è salito a quota 79,5, con un incremento di 6,6 punti rispetto ai 72,9 del mese di aprile. La fiducia degli investitori in Nord America e in Europa ha registrato un aumento, passando rispettivamente da 71,3 a 76,7 punti e da 86,6 a 92,5 punti. Al contrario l’Ici in Asia ha riportato un calo di 4,2 punti, raggiungendo quota di 88,4.

"Gli investitori che hanno optato per il sell in May and go away hanno decisamente adottato l’approccio più semplice, dato che gli asset di rischio stanno vivendo la fase di performance più debole dell'anno", commenta Marvin Loh, senior global macro strategist di State Street Gm. "L’azionario globale, trainato da preoccupazioni in ambito commerciale e sulla crescita, è destinato a chiudere in territorio negativo per la prima volta quest'anno".

"I rendimenti sono crollati, con i tassi di interesse sovrani dei mercati sviluppati che hanno raggiunto i minimi degli ultimi anni. L'esitazione generale che ha caratterizzato il comportamento degli investitori tutto l'anno riflette molte delle preoccupazioni emerse in questo mese", aggiunge Loh.

D'accordo anche Kenneth Froot di State Street Associates, divisione di servizi di ricerca e consulenza del gruppo. “Le incertezze legate alla guerra commerciale e alla Brexit sono state le principali notizie di questo mese. Gli investitori istituzionali hanno adottato un approccio cauto e, viste le potenziali interruzioni della catena di approvvigionamento e le preoccupazioni legate all’incremento del protezionismo, è comprensibile che il sentiment rimanga ancorato all’avversione al rischio".

"Tuttavia, se da un lato il basso livello dell'indice indica che gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un comportamento risk-off, dall’altro la forte ripresa registrata a maggio evidenzia che alcuni investitori potrebbero tornare a investire dopo il calo dei prezzi degli asset", conclude Froot.

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