Interviste

Casagrande (Generali Investments): "Ecco le strategie anti-Covid"

L’head of insurance portfolios investment strategy nella business unit Generali investments, asset & wealth management spiega qual è stata la reazione del gruppo alle nuove sfide poste dalla pandemia

Generali, Casagrande: ecco le strategie anti-Covid

Filippo Casagrande, head of insurance portfolios investment strategy nella business unit Generali Investments, Asset & Wealth Management

Già prima della pandemia i tassi sul fixed income erano molto bassi o addirittura negativi; il Coronavirus ha prodotto ulteriori turbolenze nei mercati finanziari e gravi arretramenti nelle economie reali. Come sta rispondendo la funzione Investimenti del gruppo Generali a questo scenario? Filippo Casagrande, head of insurance portfolios investment strategy nella business unit Generali Investments, Asset & Wealth Management, ne ha discusso durante l’Annual meeting di studio dedicato alle compagnie di assicurazione, sul tema “Prodotti innovativi e soluzioni efficienti per competere nel tempo del coronavirus e dei tassi minimi”, promosso da Itinerari Previdenziali.

D. Quali strategie avete adottato per le vostre gestioni separate assicurative per far fronte all’attuale scenario?

R. La crisi che stiamo vivendo ha caratteristiche peculiari che la rendono difficilmente confrontabile con altri episodi passati di volatilità sui mercati finanziari a causa di una interrelazione fra crisi sanitaria, economica e finanziaria. È importante anche tener conto della risposta delle autorità sia a livello fiscale che monetario: la risposta delle banche centrali in particolare può guidare ad una divergenza fra la performance dei mercati finanziari e quella dei dati macroeconomici.

In questo contesto, la priorità della funzione Investimenti di Generali è la protezione del bilancio del gruppo, preservandone il margine di solvibilità ed assicurando un alto livello di liquidità, tramite l’allungamento delle durate del portafoglio obbligazionario per proteggerci da un regime di bassi tassi d’interesse, l’aumento della qualità del portafoglio credito e una revisione della composizione del portafoglio governativo.

Per quanto concerne il mercato azionario, l’approccio deve esser più cauto sia alla luce del significativo recupero delle valutazioni viste a giugno e luglio, sia in quanto la crisi avrà forti ripercussioni sugli utili delle aziende, sulla loro capacità di fare riacquisti di azioni, specie se finanziati a debito. Diventa qui sempre più fondamentale la diversificazione, al fine di beneficiare delle sempre più frequenti rotazioni geografiche, settoriali e di fattori di rischio.

Parlando di Private assets, nel segmento private Private Equity, l’attuale market dislocation fornirà ottime opportunità di acquisto a valutazioni e multipli interessanti. Il segmento Private Debt potrebbe beneficiare dal punto di vista delle valutazioni dal minore supporto diretto da parte delle Banche Centrali, aprendo delle potenziali opportunità di acquisto, che però vanno valutate in modo selettivo al fine di evitare settori ed emittenti maggiormente impattate dal Covid. Nei prossimi mesi si potrebbero cogliere opportunità ad alto rendimento in società solide, beneficiando di una ridotta competizione sul mercato e di conseguenza un pricing migliorato.

 

D. Gli investimenti a supporto dell’economia reale sono sempre più fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese, soprattutto da parte dei grandi investitori istituzionali italiani chiamati a svolgere anche un importante ruolo sociale: quali iniziative di investimento state portando avanti in quest’ottica e con quali obiettivi?

Il piano strategico del Gruppo Generali ha posto la diversificazione in private & real asset al centro dello sviluppo triennale 2019-2021. Questo è motivato sia da una logica di ricerca di diversificazione con attivi a bassa correlazione con i mercati quotati sia da una ricerca di extra rendimento in aree non toccate in modo diretto dall’attività di acqusito di titoli delle Banche Centrali.

Nell’ambito di questo piano di diversificazione ci sono 3 pilastri principali: infrastrutture, private debt, real estate.

Gli investimenti infrastrutturali sono gestiti direttamente da una società creata ad hoc dal gruppo nel contesto della strategia multi-boutiques, Generali Global Infrastructure. L’obiettivo è quello di aumentare la quota di investimenti in infrastrutture, con un focus particolare sui trasporti e sui progetti legati alle energie rinnovabili, coerentemente con la strategia di sostenibilità del Gruppo. L’impatto sull’economia reale è evidente in quanto infrastrutture ed efficientamento energetico sono elementi cardinali della crescita economica e dell’aumento della produttività.

In ambito Private Debt, l’obiettivo del Gruppo è quello di contribuire all’erogazione di credito alle imprese di medie dimensioni, che solitamente non hanno accesso al mercato dei bonds e che quindi non beneficiano dei programmi di quantitative easing. Riteniamo che tale attività sia particolarmente importante in questa fase dove la liquidità per le aziende è diventata sempre più strategica. Inoltre il Gruppo si sta organizzando per poter contribuire fattivamente al successo del programma Ecobonus 110% del Governo, usando la propria rete agenziale e l’ampia base clienti per essere compratore di crediti di imposta. Riteniamo che tale attività sia anche utile a facilitare il successo dell’iniziativa governativa, disegnata con due finalità principali: supportare il settore edile e favorire l’economia green e l’efficientamento energetico.

Nel settore real estate il Gruppo è uno dei players principali in Europa tramite GRE  e vogliamo continuare a mantenere questa leadership, adattando l’attività di investimento nel mondo post-Covid, cosa che richiederà un ribilanciamento di alcune aree di investimento a favore di altre.

 

D. La sostenibilità degli investimenti è uno dei temi più dibattuti del momento, un vostro primo parere generale: si tratta solo di una moda o possiamo considerarla una vera e propria rivoluzione? Più nello specifico della vostra esperienza, avete scelto di adottare strategie di investimento sostenibile (SRI) e di applicare i criteri ESG ai vostri portafogli o, eventualmente, avete intenzione di farlo in futuro?

R. Ritengo che la sostenibilità degli investimenti sia diventata una prerogativa non evitabile e non procrastinabile. Ne è prova il fatto che durante il crollo dei mercati cui abbiamo assistito a causa di Covid i fondi Esg/Sri sono stati praticamente l’unica categoria di fondi che ha continuato a ricevere flussi in entrata da parte degli investitori. Penso non solo che questo sia un trend strutturale destinato a durare, ma anche che esso modificherà le valutazioni degli assets finanziari e creerà un elemento di allocazione dei capitali che premierà chi ha modelli di business sostenibili rispetto a quelli con un impatto ambientale o con modelli di governance inappropriati o con impatto negativo sulla società.

Nello specifico, il gruppo Generali da anni applica dei criteri di esclusione nella propria scelta di investimenti: ciò significa evitare in toto l’investimento in azioni o obbligazioni di società che non superano determinati criteri Sri, riducendo nel mentre le esposizioni pre-esistenti a tali società.

Abbiamo lanciato dei fondi equity con strategie Sri e abbiamo acquisito una società, Sycomore, specializzata nella gestione di fondi Sri.

Il Gruppo, nel contesto del suo piano industriale 2019-2021 si è impegnato a fare oltre 4.5 miliardi di investimenti in ambito green e social.

In futuro stiamo valutando la creazione di strategie di activist investing che si basi non solo su criteri di esclusione ma anche sull’esercizio di una pressione più marcata sulle società che reputiamo non avere modelli di business sostenibili per accelerare il cambiamento.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo