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L’impegno del gruppo triestino

Pmi a scuola di sostenibilità con l’aiuto di Generali e Sda Bocconi

Il gruppo assicurativo intende supportare le piccole e medie imprese nell’adozione di modelli di business e di pratiche più sostenibili

 Pmi a scuola di sostenibilità con l’aiuto di Generali e Sda Bocconi

Promuovere la sostenibilità anche nelle piccole e medie imprese è la grande sfida dell’Europa. Le Pmi costituiscono infatti la quasi totalità delle aziende presenti nell’Unione europea e in Svizzera, generano oltre la metà del valore aggiunto complessivo e offrono oltre 100 milioni di posti di lavoro, i due terzi del totale. A questi dati si accompagna un valore aggiunto complessivo di 4,3 miliardi di euro, vale a dire il 56,4% del totale nell’Ue e in Svizzera. 

I progetti strutturati di sostenibilità permettono a questi soggetti economici di accedere a filiere certificate e ai mercati globali, nonché a fondi e risorse dedicate, ed è a questa platea che si rivolge il Libro Bianco “Fostering Sustainability in Small and Medium-sized Enterprises” (Promuovere la sostenibilità nelle piccole e medie imprese) promosso dal gruppo assicurativo Generali e realizzato da Sda Bocconi – School of Management Sustainability Lab. Il libro - che ha appunto l’obiettivo di incentivare le aziende ad adottare modelli di business sostenibili e di dare visibilità, anche attraverso una piattaforma digitale, a quelle che già lo hanno fatto stimolando il dibattito pubblico sul tema - è stato presentato da Generali ai primi di ottobre a Bruxelles, in occasione della prima edizione di Sme EnterPrize per le pmi europee, una delle numerose iniziative del gruppo triestino dedicate alla sostenibilità. 

«Le piccole e medie imprese costituiscono un pilastro fondamentale dell’economia europea e uno dei driver principali per attuare la transizione sostenibile», ha detto il group ceo di Generali, Philippe Donnet, alla presentazione del libro, «Oltre a valorizzare le esperienze più significative e supportare le Pmi nell’adozione di modelli di business e pratiche più sostenibili, Generali intende promuovere un confronto continuo con le istituzioni nazionali ed europee, con il mondo accademico e con altre realtà del settore privato per analizzare le barriere e le opportunità di sviluppo in un settore chiave per la crescita sostenibile dell’economia del nostro continente», ha aggiunto Donnet. Obiettivo della prima edizione di Sme EnterPrize, che ha visto il coinvolgimento di rappresentanti della Commissione e del Parlamento europeo, è anche quello di promuovere la conoscenza delle istituzioni e dei programmi dell’Unione dedicati alla ripresa economica e al sostegno per le piccole e medie imprese, dal Next Generation Ee alle iniziative parte dell’“European Framework in Support of Smes”.  

Nel corso dell’evento sono stati presentati anche i “Sustainability Heroes”, ovvero le Pmi selezionate provenienti dai sette Paesi europei che hanno aderito al progetto (Italia, Germania, Francia, Spagna, Austria, Ungheria e Repubblica Ceca) che hanno implementato iniziative di sostenibilità di particolare rilievo nelle loro attività di business nelle aree ambiente, welfare e senso della comunità. Il Comitato Scientifico di Sme EnterPrize - composto da dieci rappresentanti delle principali istituzioni europee, di Ong, della stampa e del mondo accademico – ha indicato per l’Italia Natura Iblea-PaniereBio, azienda agricola con i più alti volumi produttivi biologici del Sud Italia, premiandola per le sue iniziative di welfare rivolte ai propri dipendenti, in particolare durante la crisi pandemica. Il gruppo Generali, che ha recentemente ha superato l’obiettivo di ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra legate alle attività dirette nel periodo 2013-2020, ha anche aggiornato la propria strategia a tutela del clima impegnandosi a realizzare tra il 2021 e il 2025 ulteriori investimenti in obbligazioni verdi e sostenibili per un valore compreso tra 8,5 e 9,5 miliardi di euro e assumendo criteri sempre più stringenti per l’esclusione del settore carbonifero orientati a un progressivo disinvestimento totale da queste attività. 

La nuova strategia include l’obiettivo di una completa interruzione degli investimenti nel settore del carbone termico entro il 2030 per i Paesi Ocse ed entro il 2040 nel resto del mondo, e di una progressiva decarbonizzazione del portafoglio investimenti diretti per renderlo neutrale per il clima entro il 2050, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e dalla Net-Zero Asset Owner Alliance, nata su iniziativa delle Nazioni Unite, alla quale la compagnia assicurativa ha aderito nel 2020. 

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