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OUTLOOK/ Scenari

Il prossimo sarà un anno bifronte ma nell’incertezza si può vincere

Nel reddito fisso occhio alle occasioni provenienti dai Paesi dell’Est. Nell’azionario le opportunità sono nei titoli finanziari e nei settori “value”

Il prossimo sarà un anno bifronte  ma nell’incertezza si può vincere

Nella foto Salvatore Bruno, responsabile investimenti di Generali Investments Partners

Il 2022 non si presenta come un anno facile: se da un lato le prospettive di crescita rimangono buone così come pure i fondamentali delle aziende, dall’altro l’aumento dell’inflazione e le incertezze sul comportamento delle banche centrali rendono problematica l’analisi dei mercati. Le banche centrali interpretano l’inflazione come temporanea, in quanto determinata da strozzature dal lato dell’offerta a loro volta temporanee. Tuttavia il marcato rialzo in atto nelle componenti dei prezzi meno volatili fa pensare che l’inflazione possa essere più persistente ed elevata di quanto ci si aspetta oggi. In questo quadro il rischio più importante per i mercati finanziari è che le banche centrali si trovino a un certo punto costrette ad accelerare la normalizzazione delle politiche monetarie, con pesanti effetti in termini di volatilità degli indici. Nonostante il quadro incerto, vi sono tuttavia temi che meritano attenzione. Nell’ambito del reddito fisso, va notato che diversi Paesi, in particolare gli emergenti, hanno già iniziato a normalizzare la politica monetaria, contrapponendosi in questo a Fed e Bce. Tali mercati rappresentano quindi potenziali temi di investimento per il 2022 quando, terminato il ciclo di rialzi, potranno offrire rendimenti interessanti rispetto alle aree tradizionali, con rischi valutari contenuti. I Paesi dell’Europa dell’est sono sicuramente tra questi. Per quanto riguarda gli asset rischiosi, la dinamica dei tassi reali costituisce senz’altro un elemento cruciale: se le banche centrali, in un contesto di aggiustamento delle politiche monetarie, riusciranno contenere il rialzo dei rendimenti reali è verosimile pensare che tali asset possano continuare a beneficiare di fondamentali che appaiono ancora molto buoni. In questo caso, in ambito azionario, è interessante valutare i settori sensibili al rialzo dei prezzi e dei tassi di interesse, quindi in particolare i settori finanziari e i settori cosiddetti “value”. Rimangono inoltre interessanti i settori esposti a tematiche di lungo periodo, legate alla digitalizzazione, alla mobilità sostenibile o alla transizione energetica. Sempre in ambito azionario inoltre la Cina può rappresentare nuovamente un’opportunità di investimento dato il livello valutativo decisamente contenuto. Nel comparto del credito è interessante guardare al tema Esg: sebbene le valutazioni sugli emittenti esposti comincino a essere elevate, è molto probabile che il focus su questo settore rimarrà ancora elevato sulla scia dei programmi di sostenibilità ambientale. Rimane interessante anche il comparto high yield, soprattutto europeo. In termini di allocazione, la nostra aspettativa di un graduale rialzo dei rendimenti porta a un’allocazione molto prudente nel governativo europeo e americano, in particolare verso le parti lunghe delle curve, attualmente molto compresse. La componente azionaria è ancora supportata da buoni fondamentali e da liquidità abbondante; un’attenta selezione di settori e aree può offrire opportunità di investimento a patto che i tassi reali non salgano in modo violento e disordinato. Per il mercato italiano, l’implementazione del programma di investimenti (Pnrr) è un fattore di supporto per i settori esposti al digitale, alle infrastrutture, alle energie rinnovabili e all’economia circolare, come le ex-municipalizzate. Da non trascurare il settore bancario che sta in effetti proponendosi come finanziatore per la fase attuativa. In un quadro economico e finanziario che appare piuttosto complesso per il prossimo anno, il nostro approccio si conferma incentrato su flessibilità, gestione molto attiva dei portafogli e diversificazione. Sono elementi strategici, a nostro parere, in un contesto nel quale la ricerca del valore dovrà esplorare mercati e strategie non tradizionali.


* Responsabile investimenti di Generali Investments Partners

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