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Criptovalute

21Shares: come fare asset allocation con le valute digitali

Nel suo sesto report dal titolo “State of Crypto” spiega perché un portafoglio che le contiene ottiene una performance superiore rispetto a uno tradizionale

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Nonostante la volatilità particolarmente elevata che sta interessando il mercato delle criptovalute in questo periodo, 21Shares nel suo sesto report dal titolo “State of Crypto” spiega perché un portafoglio contenente asset digitali ottiene una performance superiore rispetto a uno tradizionale.

In questa nuova edizione, il focus principale è l’attività di asset allocation con le criptovalute (in particolare con il Bitcoin), dopo aver dimostrato come le performance di un portafoglio conservativo standard (60% azioni e 40% obbligazioni) migliori sensibilmente le sue performance quando comprende anche una piccola parte di criptovalute (nello studio si è preso in esame il 5% di Btc).

Eliézer Ndinga, direttore del team di ricerca di 21Shares

I risultati hanno evidenziato, come riporta l’analisi, “come aggiungere criptovalute a un portafoglio, siano esse il Bitcoin o comunque le prime 5 per capitalizzazione, può accrescere notevolmente i rendimenti di questo aggiustati per il rischio. Inoltre, si è visto anche includere un 5% dei maggiori asset digitali per capitalizzazione, restituisce un trade-off rischio/rendimento migliore, rispetto alla stessa allocazione in soli Bitcoin, come dimostra dai valori assunti dall’indice di Sharpe. Infine, si è scoperto che quando si combinano tutte le misure di rendimento e rischio su diverse frequenze di ribilanciamento con la stima dei costi di negoziazione, il miglior trade-off è dato da un ribilanciamento su base trimestrale”.

Tra le altre evidenze emerse nel report è che gli asset digitali sono risk-on: “Negli ultimi 8 anni, la correlazione tra Bitcoin e indice S&P 500 si è mantenuta su valori relativamente bassi (circa 0,15). Nel marzo del 2020, nel momento in cui la pandemia di Covid-19 ha provocato il crack del mercato, la correlazione tra questi è salita a 0,53, raggiungendo il picco di 0,69 in questo scenario di mercato risk-off, nel quale però la correlazione tra tutti gli asset e lo S&P 500 è cresciuta. L’unica eccezione è stata l’oro. Nel breve periodo, specialmente durante i periodi di difficoltà, i livelli di correlazione tra le classi di attività aumentano ma a lungo termine, le criptovalute non sono correlate e continuano a essere uno degli asset più performanti dell'ultimo decennio”.

Il report sottolinea inoltre come “il ribilanciamento riduca gli effetti delle contrazioni di mercato: ribilanciare è un’attività fondamentale all’interno di un portafoglio, in quanto permette di smorzare le oscillazioni tra le varie asset class. Questo è particolarmente vero tra le criptovalute come Bitcoin, Ethereum o un basket. Inoltre, nel lungo periodo permette di trarre beneficio dalla diversificazione”.

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