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Investimenti sostenibili

Giornata Mondiale degli Oceani 2022: investitori a raccolta per salvare il pianeta blu

Daniel Bowie MacDonald, investment specialist di Abrdn, spiega quali sono i rischi e le opportunità derivanti dalla tutela dell’ecosistema marino

Giornata Mondiale degli Oceani

L'Oceano copre oltre il 70% della superficie terrestre, ed è sorprendente constatare che esiste una mappatura più ampia della superficie lunare rispetto ai fondali oceanici. Eppure, in occasione della Giornata mondiale degli oceani, cresce la consapevolezza del ruolo cruciale che l'oceano svolge nella nostra vita. Gli oceani producono fino all'80% dell'ossigeno che respiriamo e assorbono oltre il 90% del calore in eccesso causato dalle emissioni di gas serra.

Ma non solo. In termini economici, il valore della pesca, delle rotte marittime, del turismo costiero, dei trasporti, dei prodotti marini per la farmaceutica e di molti altri servizi derivanti dall'Oceano è stimato in 24.000 miliardi di dollari, circa di 2.500 miliardi di dollari l'anno.

Convinta che gli enormi benefici degli oceani siano del tutto sottovalutati, e che gli investitori non conoscano a sufficienza le minacce che incombono su questa vasta risorsa naturale, l'Unesco ha sviluppato un corso di "alfabetizzazione oceanica" dedicato al settore finanziario , come spiega Daniel Bowie MacDonald, investment specialist, Abrdn.

 “L’obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per la vita sott'acqua è tristemente sotto finanziato, ricevendo solo lo 0,01% di tutti i finanziamenti destinati agli Sdg. La missione di alfabetizzazione dell'Unesco è quindi urgente e Abrdn sta cooperando con l'Unesco per realizzarla.

Secondo il Wwf, se l'oceano fosse un Paese, questa nazione sarebbe la settima economia mondiale. Il valore della pesca, delle rotte marittime, del turismo costiero, dei trasporti, dei prodotti marini per la farmaceutica e di molti altri servizi e prodotti dell'oceano è stimato in 24.000 miliardi di dollari, circa di 2.500 miliardi di dollari l'anno.

Con così tante imprese e industrie che dipendono dall'oceano, le sfide derivanti dall'inquinamento, dal cambiamento climatico, dall'innalzamento del livello del mare, dallo sviluppo di infrastrutture dannose e da pratiche industriali scorrette devono essere prese molto più seriamente. In qualità di investitori, è nostro dovere comprendere tali rischi e dialogare con le aziende in cui investiamo, in modo da favorire modalità più sostenibili di utilizzo di questa risorsa. Chi investe in aziende come catene alberghiere, container navali, vaccini, allevamenti ittici, cosmetici e aziende turistiche, deve considerare quanto potrebbe essere in gioco se la salute e la sostenibilità degli oceani non fossero tenute in debita considerazione.

Tutti traggono beneficio da una migliore salute degli oceani. Il modo migliore per garantire la salute futura degli oceani del mondo e della loro vita marina è quello di comprendere meglio la loro importanza e le sfide che devono affrontare.

Diventando competenti in materia di oceani, gli investitori possono identificare meglio sia i rischi legati agli oceani sia le numerose ed entusiasmanti opportunità connesse. Saremo anche in grado di interagire in modo più consapevole con l'enorme numero di aziende e industrie che hanno nell'oceano la loro linfa vitale.

La pesca

Nel mondo, tre miliardi di persone ricavano oltre il 20% delle loro proteine dal pesce e si prevede che la popolazione aumenterà di due miliardi nei prossimi 30 anni. In alcuni dei Paesi più poveri, il pesce fornisce oltre il 50% dell'apporto proteico delle persone, quindi le pratiche di pesca sostenibili sono essenziali. Eppure, la produttività ittica sta diminuendo in tutto il mondo a causa della pesca intensiva, degli effetti dannosi del cambiamento climatico, dell'inquinamento provocato da pratiche industriali carenti e delle infrastrutture costiere che danneggiano gli habitat locali.  Si stima che il 50% di tutto il pesce destinato al consumo umano provenga oggi dall'acquacoltura. Si tratta di un'industria altamente vulnerabile e spesso responsabile di: inquinamento, scarsa qualità dell'acqua e diffusione di malattie. Vorremmo che l'intera filiera dell'acquacoltura collaborasse per garantire pratiche sostenibili.

Turismo

Due miliardi di persone vivono nel raggio di 100 km dalla costa. Molte di queste comunità si affidano all'oceano per ottenere un reddito da settori come la pesca, il turismo o le risorse alimentari, e sono quindi esposte all'innalzamento del livello del mare, che danneggia gli immobili costieri, e agli effetti della cattiva salute degli oceani, come l'acidificazione, che può devastare la pesca e il turismo. Il turismo, che tende a basarsi sulle aree costiere, contribuisce per il 10% al PIL globale, per cui un turismo mal gestito e pratiche ambientali non sostenibili avranno un impatto molto negativo sull'economia globale.

Trasporto marittimo

Circa l'80-90% delle merci del mondo viene trasportato via mare e si prevede che il volume di questo traffico raddoppierà entro il 2030 e quadruplicherà entro il 2050. Ma le enormi navi porta container sono i principali produttori di gas a effetto serra e di inquinamento dell'aria e dell'acqua. Per essere all'altezza del futuro, l'industria del trasporto marittimo deve migliorare il proprio impatto ambientale.

Prodotti farmaceutici

L'oceano ha un ruolo cruciale nell'industria cosmetica e farmaceutica. Le alghe marine sono ampiamente utilizzate nei prodotti cosmetici. La squalina, ricavata dal fegato degli squali, è utilizzata nei vaccini Covid-19, in quanto aumenta la risposta del sistema immunitario. La possibilità di utilizzare queste preziose risorse naturali a lungo termine dipende dall'attenta conservazione di tutta la fauna marina”.

 

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