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Istituti di credito con bilanci sempre più in salute

Il dg Abi, Giovanni Sabatini: "Ad agosto, le sofferenze nette erano pari a 32,5 miliardi di euro, in calo del 20% rispetto a un anno prima e del 64% rispetto al picco registrato a fine 2015"

Istituti di credito con bilanci sempre più in salute

Nonostante l'indebolimento congiunturale, "il settore bancario si conferma solido. Ad agosto 2019, le sofferenze nette erano pari a 32,5 miliardi di euro, in calo del 20% rispetto a un anno prima e del 64% rispetto al picco registrato a fine 2015. Il tasso di deterioramento del credito si colloca sui valori minimi storici e si mostra resistente al basso tono congiunturale (1,4% nel secondo trimestre del 2019)". Lo ha detto oggi il direttore generale dell'Associazione bancaria italiana (Abi), Giovanni Sabatini (in foto) in audizione in commissione Finanze alla Camera sul dl fiscale.

Questa dinamica però è in netta contrapposizione tra l'andamento del credito alle imprese, in contrazione, che riflette una domanda ancora modesta e quello alle famiglie (Giovanni Sabatini, Abi)

"Il grado di patrimonializzazione si colloca al 13,5% in termini aggregati, su livelli ampiamente superiori ai minimi regolamentari", continua Sabatini, ripreso da Adnkronos.

"Gli impieghi al settore privato continuano a crescere, anche se a tassi contenuti", aggiunge il dg.

"Questa dinamica continua, però, ad essere caratterizzata da una netta contrapposizione tra l'andamento del credito alle imprese, che registra una contrazione che riflette una domanda ancora modesta e quello alle famiglie, che invece cresce a tassi stabilmente superiori al 2%".

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Nell'osservare che il quadro economico si caratterizza per un marcato indebolimento della crescita a livello internazionale, l'Abi osserva che tuttavia i recenti sviluppi finanziari segnalano "una netta riduzione del differenziale di rendimento tra Btp e Bund a scadenza decennale".

Buone notizie anche dall'andamento del differenziale tra btp e bund tedeschi. "Lo spread si colloca ora intorno ai 130 punti base, in calo rispetto ai 240 punti base toccati nella prima decade di agosto 2019. La riduzione dello spread ha effetti positivi sulla finanza pubblica poiché crea spazi di manovra fiscale" e "questi risparmi possono essere utilizzati per stimolare la crescita economica".

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