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Intesa Sanpaolo, primi 9 mesi con utile netto a 6,3 mld, 3,11 senza Ubi

L'utile, escludendo l'apporto di Ubi, è in calo di circa il 7% rispetto all'utile contabile dei nove mesi nel 2019, ma supera il consensus degli analisti: e il titolo festeggia in borsa

Carlo Messina

Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpalo

Intesa Sanpaolo chiude i primi nove mesi del 2020 con un utile netto contabile pari a 6.376 milioni di euro, quasi raddoppiato rispetto allo stesso periodo di un anno fa, complice l'operazione su Ubi banca. L'utile dei nove mesi di Intesa SanPaolo escludendo l'apporto di Ubi è in calo di circa il 7% rispetto all'utile contabile dei nove mesi nel 2019, ma supera il consensus degli analisti ed è più alto dell'obiettivo che la banca si era posta per l'intero esercizio 2020.

L'utile netto scende a 3,11 miliardi "escludendo il goodwill negativo originato dall'acquisizione di Ubi Banca da allocare nel quarto trimestre 2020 a oneri di integrazione, miglioramento dell'efficienza e accelerazione della riduzione del profilo di rischio" e a 3,07 miliardi, rispetto ai 3,31 mld dei nove mesi 2019, escludendo i due mesi di apporto di Ubi Banca. Il risultato corrente lordo in aumento di circa il 16%, rispetto ai primi nove mesi 2019 "se si escludessero le rettifiche di valore su crediti per i futuri impatti di Covid-19".

I proventi netti scendono del 3,2% ma beneficiano della ripresa nel terzo trimestre dell'anno, post emergenza Covid. Gli interessi netti e le commissioni sono saliti rispettivamente del 3,9% e del 6,7% rispetto al secondo trimestre 2020.

"I risultati dei primi nove mesi del 2020 confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di affrontare efficacemente la complessità del contesto conseguente all'epidemia da Covid19", si legge in una nota dell'istituto.

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