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Banca Generali più forte della pandemia: ricavi a 447 mln, + 10%

Le masse totali sono a 70,4 mld (+7%), la raccolta netta nei 9 mesi a 4,1 mld (+8%). Il CET1 ratio è al 20,4%

Gian Maria Mossa, ad e direttore generale di Banca Generali

Gian Maria Mossa, ad e direttore generale di Banca Generali

Il consiglio di amministrazione di Banca Generali, riunitosi sotto la presidenza di Giancarlo Fancel, ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2020.

L’amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato: “Crescita e qualità sono la sintesi di un risultato di cui siamo molto orgogliosi, che ha visto crescere in modo importante il totale degli assets, gli investimenti in soluzioni di risparmio gestito ed assicurativo e gli assets sotto consulenza evoluta anche grazie ad una raccolta in accelerazione rispetto all’anno scorso. Tutte le principali componenti di ricavo sono in netto miglioramento ed i costi risultano sotto controllo. Mai come quest’anno il forte impegno e la grande qualità dei nostri banker e l’importante lavoro di tutti i colleghi di sede hanno rafforzato la nostra immagine sulla clientela, trasmettendo vicinanza e professionalità. Le preoccupazioni per l’evoluzione della pandemia caricano di incognite le prospettive per i prossimi mesi, ma la grande efficienza nella gestione operativa, l’innovazione nelle soluzioni gestite, e le risposte positive che continuano ad arrivarci dalle famiglie, ci rendono fiduciosi per l’ultima parte dell’anno dove contiamo di continuare a crescere in modo sostenibile, ad un ritmo superiore al nostro mercato di riferimento”.

I primi nove mesi del 2020 si sono chiusi con un utile di €195,8 milioni, in linea a quanto realizzato nello stesso periodo dello scorso anno (€196,0 milioni), che – ricordiamo – era stato particolarmente positivo. Il risultato ha evidenziato un forte miglioramento delle voci ricorrenti grazie all’ampliamento della diversificazione e sostenibilità dei ricavi. Tale incremento è stato tuttavia parzialmente assorbito da un aumento delle componenti non operative – in parte di natura straordinaria – legate ai contributi a fondi bancari (+53%), agli accantonamenti (+45%) e all’imposizione fiscale (+34%).

I risultati finanziari sono stati trainati da una brillante performance commerciale, che ha superato i livelli dello scorso anno nonostante le criticità legate alla pandemia da Covid-19. La raccolta netta si è infatti attestata nei 9 mesi a €4,1 miliardi, in crescita dell’8% su base annuale, mentre quella gestita è più che raddoppiata a €1,8 miliardi (+111%), in scia alla crescente domanda di consulenza per l’ottimizzazione della liquidità. La positiva dinamica della raccolta e la gestione attenta e diversificata degli attivi hanno contribuito all’aumento delle masse gestite e amministrate che hanno toccato il nuovo massimo di €70,4 miliardi (+2% da inizio anno, +7% a/a).

La crescita commerciale e operativa della banca non ha intaccato la tradizionale solidità patrimoniale che, al contrario, è ulteriormente migliorata attestandosi con il CET 1 ratio al 20,4% e il Total Capital Ratio al 21,7%, su livelli ampiamente superiori ai requisiti specifici fissati per la società da Banca d’Italia, nell’ambito del periodico processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP).

Esaminando nello specifico le principali voci di bilancio si evidenzia

Il margine di intermediazione è salito a €447,4 milioni (+10%). L’incremento è stato trainato da tutte le linee di contribuzione e in particolare dalla crescita del margine finanziario (€77,1 milioni, +22%) e delle commissioni ricorrenti nette (€269,8 milioni, +8%). Positivo anche il contribuito delle commissioni variabili (€100,4 milioni, +4%) legato alla dinamica dei mercati finanziari.

Il margine d’interesse ha mostrato una dinamica particolarmente favorevole (€67,1 milioni, +25%) che ha trascinato il margine finanziario nel suo complesso. Il risultato ha beneficiato anche della crescita degli impieghi medi totali degli attivi finanziari, della tenuta della redditività del portafoglio titoli e del miglioramento dell’efficienza nella gestione della liquidità disponibile rispetto alla scorso anno. Al risultato, hanno inoltre contribuito i proventi legati al finanziamento TLTRO per complessivi €1,3 milioni.

Le commissioni lorde ricorrenti hanno messo a segno una crescita robusta (€575,2 milioni, +7%) favorita dalla solidità delle commissioni di gestione (€496,8 milioni, +4%) a cui si è affiancato in modo strutturale l’incremento delle commissioni bancarie e d’ingresso (€78,4 milioni +31%). Queste ultime infatti beneficiano del crescente apporto delle nuove iniziative per la diffusione dei servizi di Consulenza Evoluta (BGPA), il collocamento di prodotti strutturati e il contributo dalle attività di negoziazione per il retail. Le commissioni di gestione hanno mostrato nell’ultimo trimestre una netta accelerazione (€170,5 milioni, +6%) grazie all’espansione delle soluzioni gestite e ad una complessiva gestione prudente e diversificata, che ha consentito il superamento dei livelli pre- Covid-19 delle masse totali.

Le commissioni variabili hanno mostrato una buona tenuta rispetto ai primi nove mesi del 2019 (+4%) grazie ai risultati realizzati nei primi mesi dell’anno precedenti allo scoppio della pandemia e al successivo recupero innescato dagli interventi concertati di Banche centrali e governi a sostegno dell’economia.

I costi operativi si sono attestati a €163,9 milioni con un incremento (+11%) che sconta la variazione di perimetro per l’acquisizione dell’ex-gruppo Nextam e di Valeur, oltre ai costi straordinari per €0,9 milioni legati alle donazioni per l’emergenza Covid-19. Al netto di queste voci, la crescita organica dei costi “core” si attesta al 2%.

Si segnala che, al fine di migliorare la comprensione della dinamica gestionale, si è provveduto a riclassificare i contributi obbligatori (ordinari e straordinari) versati a fondi per la salvaguardia del sistema bancario (FITD, Fondo di Risoluzione Unico europeo e al Fondo di Risoluzione nazionale) dall’aggregato delle spese amministrative ad una voce propria distinta. Tale riesposizione allinea la disclosure della banca alle più diffuse prassi di mercato e permette di meglio rappresentare l’evoluzione dei costi più strettamente legati alla struttura operativa della banca rispetto all’ammontare degli oneri sistemici sostenuti

L’efficienza operativa della banca si conferma su livelli d’eccellenza, con l’incidenza dei costi totali sulle masse a 31 bps (in linea con fine 2019) mentre il cost/income ratio, su basi rettificate per le componenti non ricorrenti quali le commissioni variabili, si è attestato al 37,5% (31,4% il livello reported) confermando dunque l’efficienza operativa della Banca su livelli di assoluto rilievo.

Infine, il complesso delle voci relative ad accantonamenti, rettifiche di valore nette e oneri relativi al sistema bancario ammonta complessivamente a €32,3 milioni, in crescita di €9,8 milioni rispetto al corrispondente periodo del 2019, di cui €6,2 milioni legate a poste straordinarie. Nello specifico, €4 milioni si riferiscono alla variazione del tasso di attualizzazione applicato alla valutazione statistico-attuariale dei fondi previdenziali e dei piani di fidelizzazione della rete e €2,2 milioni ai recenti interventi straordinari legati al FITD bancario.

Si segnala, inoltre, un incremento del livello di tassazione medio al 22% rispetto al 17,4% dello scorso anno in virtù delle proiezioni elaborate per la fine dell’esercizio.

 

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