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Crediti deteriorati

Uilca: svendendo gli Npl, svendiamo l'Italia

Per il sindacato la cessione dei crediti deteriorati rischia di mettere in ginocchio le Pmi. Preoccupano le 2,7 milioni di domande di moratoria sui prestiti concesse dal sistema bancario per circa 294 miliardi di euro, che alla scadenza nei prossimi mesi potrebbero trasformarsi in Npl

A Roma un aggiornamento su crediti deteriorati e Npl

"Siamo da sempre contrari alla cessione degli Npl, che rischia di mettere in ginocchio le piccole medie imprese, vera base della nostra economia. Questi crediti hanno un valore e prova ne è il fatto che ci siano operatori internazionali interessati a comprarli: svendendo gli Npl, svendiamo l'Italia". Lo ha scritto in una nota Massimo Masi, segretario generale uscente della Uilca. "Sono contento di leggere, su diversi organi di stampa, che da oggi si unisce a noi in questa battaglia Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm. Peccato che in passato Castagna abbia proceduto, come altre banche, a cedere gli Npl a società esterne, scorporando persino il personale. Bene il ravvedimento: speriamo che le affermazioni dell'ad di Banco Bpm contribuiscano ad aprire nuovamente un dibattito su Npl e Utp (Unlikely-to-pay), che ha visto in questi anni la Uilca sempre in primo piano e contraria a scorpori e cessioni". Per la Uilca preoccupano le 2,7 milioni di domande di moratoria sui prestiti concesse dal sistema bancario per circa 294 miliardi di euro, che alla scadenza nei prossimi mesi potrebbero trasformarsi, si spera non tutti, in Npl. La riduzione o l'azzeramento dei redditi per la chiusura di imprese ed esercizi commerciali, oltre al mancato rinnovo dei contratti di lavoro o al ritardo per la cassa integrazione, non disegnano scenari positivi per il settore del credito. "A pagare sarebbe poi il mondo del lavoro e non possiamo, come Paese, permetterci di aumentare il tasso di disoccupazione", ha aggiunto Masi.

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