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Sostegno alle imprese

Gros-Pietro: le banche si impegnino per la transizione industriale

Il presidente del Cda di Intesa Sanpaolo, facendo riferimento al rapporto del centro studi di Confindustria che riconosce l'origine antropica del cambiamento climatico in atto, sottolinea l’importanza degli investimenti in innovazione e del ruolo di sostegno delle banche

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo

"Anche le banche devono impegnarsi per rendere praticabile il passaggio da un sistema industriale a un altro”. Lo ha affermato Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Cda di Intesa Sanpaolo, facendo riferimento al rapporto del centro studi di Confindustria che riconosce l'origine antropica del cambiamento climatico in atto e segnala che questo potrebbe essere irreversibile. «In questa fase di passaggio sono di fondamentale importanza le competenze e le nuove tecnologie. È quindi quanto mai necessario puntare su ricerca e investimenti in innovazione e partire subito ripensando e rifacendo gli impianti di produzione e logistici. L'Italia è uno dei principali Paesi produttori di macchinari: siamo i secondi in Europa dopo la Germania e per la nostra industria contribuire al rifacimento degli apparati produttivi e logistici può essere una grande opportunità. Anche in questo campo, oltre a quello legato al risparmio energetico, abbiamo quindi un vantaggio competitivo rispetto ad altri Paesi. Dobbiamo guardare all'orizzonte di lungo termine, senza limitarci a fronteggiare l'immediato. Abbiamo ottime prospettive, un sistema imprenditoriale dinamico che ha saputo rafforzarsi dal punto di vista finanziario e una voglia di fare impresa non riscontrabile altrove". Gros-Pietro ha poi spostato l’analisi sulla situazione patrimoniale delle impres e sul ruolo richiesto alle banche. "Gli ultimi dati, aggiornati a settembre, ci dicono che le imprese italiane hanno aumentato i loro depositi di oltre il 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Hanno quindi messo fieno in cascina, beneficiato dei provvedimenti dei governi, della Bce e del sostegno delle banche. Hanno ottenuto liquidità e molte sono in condizioni di poterla utilizzare quando la produzione riprenderà a pieno regime. Rimane il problema che io chiamo 'il fossato', vale a dire i mancati incassi dovuti al periodo di chiusura. Questo fossato va riempito e qui si spiega la rilevanza e l'abbondanza dell'intervento della Bce, che deve essere trasmesso alle imprese tramite le banche, che possono finanziarsi a tassi molto bassi a Francoforte, ma che al contempo, nel trasferire i finanziamenti alle imprese devono essere pronte a prendere qualche rischio, perché non tutte le imprese saranno in grado di restituire i crediti ottenuti. È evidente che le banche devono irrobustirsi per poter correre rischi con maggiore sicurezza, non solo dal punto di vista dimensionale: devono essere capaci di sostenere i propri clienti con nuove tecnologie e affinare la capacità di analisi dei crediti".

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