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Ue

Tria: se vanno in crisi le banche tedesche poi saltano pure le nostre

L’ex ministro dell’Economia risponde così a chi sostiene che il backstop del Mes serve proprio alle banche tedesche

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L'ex ministro dell'economia e delle finanze Giovanni Tria

"Se vanno in crisi le banche tedesche poi saltano pure le nostre. Noi dobbiamo opporci a ciò che ci danneggia, non a ciò che avvantaggia gli altri. Altrimenti poi ci sarà chi si oppone al Recovery in base alla stessa logica: perché avvantaggia noi. Purtroppo per fare lotta politica interna si fa polemica su alcuni pezzi senza guardare il mosaico". Lo ha affermato, in un’intervista a 'Il Foglio', Giovanni Tria, ex ministro dell'economia a proposito del Mes, a proposito della tesi secondo la quale si introduce il backstop che serve alle banche tedesche. "A parte la Grecia, la cui vicenda in parte è prima del Mes, paesi come Spagna e Portogallo hanno usufruito del Mes e ne sono usciti con un tasso di crescita accelerato e uno spread più basso dell'Italia. E poi nessuno di questi paesi, Grecia inclusa, è contro la riforma" ha affermato Tria. E sul fatto che il Mes sia ritenuto da alcuni il "cavallo di Troia" della Troika spiega: "Ma dov'è la Troika? Il Fmi dice che bisogna fare debito e politiche fiscali espansive, la Bce ci sta salvando con i suoi programmi di acquisti, la Commissione europea ha messo in campo il Next Generation Eu e sospeso il Patto di stabilità. Di cosa stiamo parlando? È un altro mondo". ''Forse - precisa - è uno strumento che fa parte di un'epoca passata, ma se vogliamo rivedere i trattati bisogna farlo insieme agli altri paesi. E il presupposto per decidere il futuro insieme agli altri è stare ai patti ed essere un paese credibile".

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