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Il credito che cambia

Banca Valsabbina, un occhio alla tradizione e l’altro al fintech

Tra i primi investitori di Satispay, l’istituto bresciano ha ampliato le sinergie con aziende che operano nel fintech e nella finanza complementare. Forte l’impegno sulla sostenibilità

Banca Valsabbina, un occhio alla tradizione e l’altro al fintech

Nella foto, in piedi, Marco Bonetti, condirettore generale di Banca Valsabbina. Nella foto, seduto, Tonino Fornari, direttore generale di Banca Valsabbina. In basso, Hermes Bianchetti

«Vogliamo continuare a crescere supportando un numero sempre maggiore di territori, con un approccio misto di banca tradizionale, che affonda le sue radici nella storia, ma anche di banca orientata al futuro, alla continua ricerca di nuove soluzioni ed opportunità, per offrire alla clientela servizi sempre più efficienti e su misura», dice Hermes Bianchetti, responsabile Divisione Business di Banca Valsabbina: «Siamo sicuramente una banca tradizionale e vogliamo mantenere questa caratterizzazione soprattutto nei rapporti con clienti e soci», prosegue: «Abbiamo un modello di business che punta sulle persone, sull’offerta di un rapporto e di una relazione di qualità. Oltre a questo, però, non perdiamo d’occhio le evoluzioni della tecnologia, continuando ad innovare per offrire prodotti e servizi che siano qualitativamente sempre più elevati: per velocizzare i processi, ottimizzando le tempistiche di elaborazione e gli adempimenti burocratici. Con questo spirito, siamo molto vigili sulle novità del mercato fintech e sui servizi all’avanguardia che si possono offrire al territorio». Banca Valsabbina è ormai un caso di scuole. È un istituto che da oltre 120 anni opera per servire al meglio le attività imprenditoriali e le famiglie delle aree presidiate dalle sue 70 filiali. Anche oggi, per aiutare il territorio a superare la crisi economica determinata dalla diffusione della pandemia, la banca bresciana continua ad ampliare la propria offerta, innovandola sia in termini di prodotti che di servizi ed esplorando nuove opportunità e segmenti di business. E insomma: pur restando fedele alla parte qualitativa di una lunghissima tradizione, innova.

Vanno proprio in questa direzione le numerose operazioni concluse dall’Istituto bresciano con realtà fintech, finalizzate all’acquisizione di quote di capitale o all’avvio di collaborazioni in un ambito che negli ultimi anni sta guidando i principali cambiamenti dell’intero settore bancario. L’interesse per il fintech, però, ha origini risalenti a qualche anno fa. Vale infatti la pena ricordare come Banca Valsabbina sia stata tra i primi investitori di Satispay, per una partnership che da allora non si è mai interrotta. In tempi più recenti poi hanno preso forma una serie di sinergie con aziende che operano nei settori del fintech e della finanza complementare, perfezionando importanti operazioni di investimento diretto nel capitale di queste realtà tecnologiche per rafforzare e favorire ogni possibile sinergia. Tra queste troviamo le operazioni di cartolarizzazione per sostenere le Pmi del territorio realizzate insieme a Borsadelcredito.it (che ora ha mutato nome in Opyn), di cui a luglio Banca Valsabbina ha acquisito una partecipazione pari a circa l’8,3%.

Nell’ambito della digitalizzazione dei processi di monitoraggio e reporting di operazioni di cartolarizzazione, a maggio è stato invece acquisito poco meno del 10% del capitale di Cardo AI; mentre a luglio, nell’ambito dell’invoice trading e del credito commerciale, la banca ha rilevato il 17,5% della veneta Mycredit Service. 

È solida anche la partnership con la bresciana Neosperience, che consente di supportare le Pmi del territorio che vogliono crescere e intendono investire nel proprio business attraverso soluzioni digitali studiate per cogliere al meglio le opportunità offerte dal mercato. Risale infine a poche settimane fa l’avvio della collaborazione con Modefinance, società fintech specializzata in rating per le imprese, con cui la Banca punta ad efficientare e innovare il proprio processo di valutazione del merito creditizio. 

Questo per quanto riguarda il connubio tra finanza e tecnologia. Ma un altro asset sempre più rilevante anche in ambito finanziario è quello della sostenibilità, che sta influenzando le scelte strategiche di numerosissime realtà. Ovviamente, quando si parla di sostenibilità è quasi scontata l’associazione con tematiche quali l’ambiente, il green o l’economia circolare. Benché questo ambito non presenti criticità particolari per Banca Valsabbina, anche per la natura del settore in cui opera, l’Istituto ha comunque adottato negli anni politiche per la riduzione dei consumi energetici ed è impegnato in particolare in un progetto di digitalizzazione paperless, che a regime prevede l’adozione di strumenti di firma elettronica avanzata nell’ambito delle operazioni di sportello, favorendo la riduzione degli acquisti e dei consumi di carta. Particolare riguardo è poi posto sullo smaltimento dei rifiuti e sulla raccolta differenziata: ogni anno, nella rete di filiali dislocate tra Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Trentino Alto Adige, vengono riciclati decine di migliaia di chilogrammi di carta e cartone.

Ma oltre all’ambiente, una banca deve guardare in particolare alla sostenibilità sociale e finanziaria della propria attività. E alcuni strumenti messi a disposizione di imprese e famiglie clienti nel corso degli anni provano come l’istituto bresciano sia pienamente virtuoso anche da questo punto di vista. Nell’ambito dell’Ecobonus 110%, in merito ai lavori di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico, anche Banca Valsabbina ha definito un’offerta rivolta sia ai privati che alle imprese per la cessione del credito. A cui vanno aggiunti gli strumenti e le iniziative messe in campo nei mesi scorsi per sostenere famiglie e imprese del territorio a superare la crisi seguita alla diffusione del Covid-19.

Nell’ultimo biennio, infine, insieme al Fondo europeo per gli investimenti (Fei, parte del gruppo Bei - Banca europea per gli investimenti), la banca ha siglato un accordo del valore di 10 milioni di euro per sostenere l’imprenditoria sociale in Italia, nell’ambito del Programma per l’occupazione e l’innovazione sociale dell’Unione Europea (EaSI). L’accordo, che prevede la garanzia del Fei fino all’80% su ogni prestito, ha consentito a Banca Valsabbina di poter richiedere minori garanzie alle imprese sociali al momento della richiesta del prestito, potendo applicare un tasso d’interesse più basso sulle somme erogate. 

Tutte iniziative che confermano come da tempo la sostenibilità sia un elemento centrale della strategia che guida l’attività dell’Istituto.

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