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Educazione finanziaria

Come gestire i propri soldi: da tema per esperti a questione di famiglia

Secondo un’indagine di eToro, l’ampia diffusione di informazioni sul web e sui social avrebbe spinto gli italiani a parlare di finanza anche in famiglia. Ma la strada verso una maggiore consapevolezza è ancora lunga…

Risparmio gestito, cresce il patrimonio ma non la raccolta

La finanza esce dal confine riservato agli “addetti ai lavori” e diventa finalmente una “questione di famiglia”. La maggiore facilità di approccio alle informazioni finanziarie e la moltiplicazione delle piattaforme di investimento hanno avvicinato alla finanza anche quelle fasce di reddito che prima si sentivano escluse.

Il nuovo sondaggio condotto da eToro, la piattaforma di investimento multi asset, su un campione rappresentativo della popolazione italiana (1000 intervistati non appartenenti alla community eToro), mostra come anche in Italia si stia andando verso una maggiore diffusione della cultura finanziaria.

In linea generale, l’86% degli intervistati dichiara di essere parte attiva nella gestione dei suoi investimenti e il 75% si sente a proprio agio nel discutere apertamente di finanza anche se la strada è ancora lunga: fronte di un 40% degli intervistati che ritiene infatti la finanza ancora materia da esperti, oltre il 50% del campione non ha ancora espresso un’opinione precisa sul tema. 

Allo stesso modo, il 40% degli intervistati desidera procedere con una gestione personale, indipendente e informata dei propri soldi, superando il proprio gap di competenze: l’80% degli intervistati prova a migliorare la competenza del settore e degli strumenti, di cui un buon 30% in maniera attiva.

Cresce l'interesse e la disponibilità di informazioni

Giovani e meno giovani insieme pongono al primo posto tra le fonti i siti delle principali testate finanziarie, ma gli intervistati compresi nella fascia tra i 18 e i 35 anni mostrano una maggiore predisposizione nel consultare più canali di informazione, in particolare social media, YouTube e blog.

Il linguaggio dei siti specializzati viene ritenuto comprensibile ma poco adatto ai neofiti (53%), invece le nuove generazioni ritengono la comunicazione dei nuovi canali social più accessibile anche ai meno esperti (40% tra i 18 e i 35 anni).

Per 9 persone su 10 inoltre, l’aumento di informazione finanziaria sui media digitali ha favorito l’avvicinamento al mondo degli investimenti per la gestione del risparmio. Interessante tuttavia, come non vi sia cieca fiducia nei canali social ma permanga la consapevolezza di doversi avvalere anche della consulenza di esperti (84% degli intervistati).

Più educazione finanziaria a scuola e in famiglia

Le generazioni che hanno vissuto gli scandali finanziari del 2008 si dichiarano responsabili in prima persona della propria educazione finanziaria (uno su due dai 34 ai 65 anni), e trovano sia corretto fare del tema un normale argomento di discussione all’interno della famiglia.

Per le nuove generazioni risulta infatti normale confrontarsi con la propria famiglia in materia di investimenti, che diventa insieme con la scuola il primo luogo deputato all’educazione finanziaria (45%).

La gestione autonoma del denaro per le nuove generazioni (18-35 anni) è legata alla possibilità di poter avere accesso ai mercati con piccole somme (40%) e a basso costo (34%), piuttosto che da una generale sfiducia verso le istituzioni bancarie (28%). Tale sfiducia, al contrario, è più presente tra le generazioni più mature (55-65 anni).

 

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