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Banca Generali batte le stime: crescita del 15% nel secondo trimestre

L’utile del periodo si è attestato a 63 milioni di euro, in crescita del 15,2% rispetto ai 54,7 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio

Banca Generali, schizza la raccolta a luglio grazie (anche) al reclutamento

Gian Maria Mossa, ad e dg di Banca Generali

Nonostante la negativa performance dei mercati nel secondo trimestre, Banca Generali ha messo a segno risultati superiori alle attese.

L’utile del secondo trimestre si è attestato a 63 milioni di euro, in crescita del +15,2% rispetto ai 54,7 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. La componente ricorrente del risultato è stata di 54,7 milioni, pari all’86,8% dell’utile del periodo. Il margine di intermediazione è risultato pari a 153,7 milioni (-20,3%) che si raffronta ai 192,8 milioni del secondo trimestre 2021. Nel trimestre si è registrata una forte contrazione delle commissioni variabili (1,9 milioni contro i €54 milioni dello scorso anno) parzialmente compensata dal rialzo del Margine d’interesse (29,3 milioni, +32,3%) e delle commissioni nette ricorrenti (111,4 milioni, +2,9%).

I costi operativi si sono attestati a 60,0 milioni contro i 56,3 milioni del secondo trimestre 2021, includendo €1,0 milioni di poste straordinarie. A livello ‘core’ i costi sono stati pari a 53,9 milioni (5,9% a/a) includendo 1,3 milioni di costi per lo sviluppo del piano di crescita internazionale senza i quali, l’incremento rispetto allo scorso anno si sarebbe attestato al 4,9%.

Il risultato operativo ha toccato i 93,7 milioni contro i 136,5 milioni del secondo trimestre 2021. Il dato ha tuttavia mostrato un netto progresso su basi ricorrenti attestandosi a 91,8 milioni, in progresso dell’11,2% rispetto al corrispondente periodo del 2021.

Il risultato pre-tasse è stato di 84,1 milioni contro i 45,0 milioni dello scorso anno dopo aver spesato minori poste per accantonamenti ordinari e straordinari.

L’amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato: “Un secondo trimestre ancora una volta caratterizzato da un grande lavoro dei nostri professionisti, con una raccolta complessiva nel primo semestre di 3mld. La componente ricorrente del conto economico mostra una buona tenuta grazie alla grande flessibilità del nostro modello di business, alla ripresa del margine di interesse ed alla tenuta della redditività della componente gestita. Inoltre, anche il mese di luglio sta confermando gli ottimi risultati dei mesi precedenti, nonostante la grande incertezza del contesto, grazie al nostro forte posizionamento al fianco delle famiglie nella consulenza finanziaria e nella protezione patrimoniale”.

I risultati del trimestre forniscono un contributo positivo ai risultati consolidati al 30 giugno appena approvati dal Consiglio di amministrazione di Banca Generali.

Il primo semestre del 2022 si è chiuso con un utile netto consolidato di 131,3 milioni, che si raffronta ai 190,1 milioni del corrispondente periodo dello scorso anno (-31%). Il confronto non risulta omogeneo: i primi sei mesi del 2022 sono stati infatti caratterizzati da una delle peggiori crisi finanziarie di sempre, in netta contrapposizione alla fase espansiva dei mercati finanziari dello scorso anno.

L’utile netto ricorrente della Banca - che esclude voci di ricavi variabili e altre poste straordinarie - si è attestato infatti a 107,9 milioni con un progresso del +30% rispetto allo scorso anno. Alla base di questo risultato si pongono la forte spinta alla crescita operata negli anni, la flessibilità del modello di business e una sempre attenta gestione dei costi operativi. Complessivamente, gli utili ricorrenti hanno rappresentato l’82% dell’utile del periodo contro il solo 44% del totale del corrispondente periodo dello scorso anno.

Il margine di intermediazione si è attestato a 314,4 milioni, che si raffronta ai 432,7 milioni dello scorso esercizio. Il risultato è legato ad una forte crescita sia del margine finanziario (67,5 milioni, +22,1%) che delle commissioni nette ricorrenti (231,4 milioni, +8,9%) mentre le commissioni variabili (15,6 milioni, -90,6%) hanno risentito del crollo dei mercati finanziari azionari e obbligazionari del periodo.

Nello specifico, il margine d’interesse (51,8 milioni, +18,1% a/a) ha beneficiato del significativo rialzo dei rendimenti obbligazionari degli ultimi mesi, in virtù di una struttura di attivi finanziari incentrata su un portafoglio obbligazionario con una duration corta (1,4 anni) e una elevata esposizione ai tassi variabili (51% del totale). Al rialzo del margine d’interesse ha inoltre contributo l’aumento degli attivi fruttiferi (16,5 miliardi, +14,4% a/a e +9,4% da inizio anno) a fronte della continua espansione dei depositi nel periodo.

L’incidenza dei costi operativi si è mantenuta su livelli di eccellenza pari allo 0,30% delle masse, segnando un lieve rialzo per la contrazione delle masse di riferimento. Il Cost/Income ratio rettificato per le componenti non ricorrenti è stato pari al 39,6% (dal 41,8% del primo semestre 2021).

Al 30 giugno 2022, il Cet1 ratio si è attestato al 15,2% e il Total Capital ratio (Tcr) al 16,3%. I coefficienti di capitale si posizionano su livelli ampiamente superiori ai requisiti minimi richiesti nell’ambito del processo di revisione e valutazione prudenziale Srep di 8,0% per il Cet1 ratio e 12,3% per il Tcr.

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