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Nexi, da Piazza Affari alla conquista dei Pos italiani

Domani il lancio del titolo a 9 euro per azione, un importante passo all’interno del mercato domestico dei pagamenti digitali. La più grande Ipo al mondo da inizio anno rientra in una strategia di crescita fatta di acquisizioni e sviluppo di sistemi

Nexi, da Piazza Affari alla conquista dei Pos italiani

Paolo Bertoluzzo, ad di Nexi

15|04|2019

Il collocamento privato chiuso l’11 aprile ha raccolto richieste per 5,4 miliardi di euro, mentre il flottante è pari a 35,6% del capitale sociale, incrementabile fino a 40,9% in caso di uso dell’opzione greenshoe. Questi sono i numeri del lancio di Nexi su Piazza Affari, domani 16 aprile. Numeri che fanno, di questa, la più grande Ipo realizzata sul pianeta da inizio anno. 

L'azienda milanese si occupa di servizi e infrastrutture per il pagamento digitale per banche, aziende, istituzioni e pubblica amministrazione. Attualmente gestisce più di 41 milioni di carte di pagamento, registra 2,7 miliardi di transazioni ogni anno e conta su circa 890 mila punti vendita convenzionati. Le imprese che serve con i suoi servizi di coprorate banking sono 420 mila; i Pos che portano il suo marchio sono 1,4 milioni e 446 miliardi sono gli euro transati. 13.500, gli Atm distribuiti su tutto il territorio. Al 31 dicembre scorso i ricavi operativi netti sono stati 550 milioni di euro con un ebitda di 287 milioni. Complessivamente l’azienda ha una capitalizzazione di 5,7 miliardi e un valore totale di 7,3 miliardi.

Il lancio del titolo. Il prezzo per titolo è di 9 euro. La collocazione, rivolta agli investitori istituzionali, riguarda azioni di nuova emissione per un controvalore complessivo di 700 milioni (con esclusione del diritto di opzione e azioni esistenti), recuperati dall'aumento di capitale approvato di recente. Un aumento destinato alla riduzione dell'indebitamento finanziario che, scriveva l'azienda tempo fa, "alla chiusura dell’offerta risulterà di 1,7 miliardi al netto degli oneri per il processo di quotazione e per il rifinanziamento del debito pari a circa 70 milioni e all’aumento di capitale". 

Nexi ha comunicato che sono state collocate 223.405.054 azioni così suddivise: 125 milioni da parte di MercuryUK Holdco; 20.627.277 azioni da parte di Banco Bpm, Banca Popolare di Sondrio, Banca di Cividale, Credito Valtellinese e Iccrea Banca. l restanti 77.777.777 azioni (escluso il diritto di opzione) provengono dall'aumento di capitale. Al termine del collocamento Mercury Uk deterrà il 62,6% del capitale sociale e il 57,3% in caso di applicazione della greenshoe.

Gli obiettivi della quotazione. Sono quelli citati nell’annuncio di qualche settimana fa dell’imminente Ipo, insieme ai nomi delle banche che seguiranno la stabilizzazione del titolo. Obiettivi ambiziosi: ricavi operativi netti da far crescere annualmente tra il 5 e il 7%, con un ebitda normalizzato in crescita del 13-16%.

Con il lancio del titolo in Borsa italiana Nexi fa un nuovo importante passo all’interno del mercato domestico dei pagamenti digitali. Il precedente risale al 2017 con le acquisizioni dei rami d’azienda relativi alle attività di merchant acquiring di Banca Monte dei Paschi di Siena e Deutsche Bank Italia.

Una serie di operazioni conclusa con l’acquisizione del 100% di Bassilichi spa, capogruppo del gruppo Bassilichi specializzato nell’area dei pagamenti e dei servizi per il business.

La strategia, come scrivono il ceo presidente Paolo Bernabè (in foto sx) e l’ad Paolo Bertoluzzo, nella relazione al bilancio 2017, aveva come obiettivo un “rebranding volto a rinnovare i due marchi storici ICBPI e CartaSi”.  

Nexi è concentrata da tempo sul settore dei terminali per i merchant italiani. Al riguardo l'head of innovation, Alessandro Piccioni (in foto a dx), spiegava in un'intervista di un anno fa che “con una business partnership di una giovane società della Silicon Valley, in sei mesi di tempo, siamo stati in grado di sviluppare una soluzione estremamente innovativa“. Gli ambiti di ricerca su cui si sta concentrando il team di Piccioni sono PSD2 e open innovation, digital disruption, alternative rails, data driven technologies e blockchain.

L'azienda guarda ad un mercato interno con grandi margini di crescita. Secondo i dati contenuti nell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce 2019, l’anno scorso i consumatori italiani hanno effettuato pagamenti con carta per 240 miliardi di euro, portando il trend ad una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. I Pos mobile e i lettori di carte hanno invece registrato 1,5 miliardi di entrate eseguite tramite smartphone. Per il 2021 l’osservatorio si aspetta un valore complessivo delle transazioni con Pos mobile tra 1,8 e 2,2 miliardi di euro.

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