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Altro che crollo, è tempo di investire sui Faang

Nonostante le pesanti perdite registrate recentemente, i più attivi trader azionari in Italia sono su posizioni rialziste. Lo rivela un’indagine di GraniteShares

L'azionario regge ma il futuro resta incerto

I più attivi trader azionari in Italia vogliano accrescere la loro esposizione verso i colossi del tech statunitense, nonostante la recente volatilità. Lo rivela una nuova indagine pubblicata dall’etp provider GraniteShares che evidenzia come la maggior parte di loro sia su posizioni rialziste.

Lo studio indica che quasi la metà degli intervistati (il 44%) intende accrescere la quota di giganti del tech Usa nel proprio portafoglio, poiché ritiene che questo sia un buon momento per questo tipo di operazione, nonostante alcune di queste imprese abbiano riportato perdite considerevoli recentemente.

Dall’altro lato, solo il 5% ha dichiarato di voler ridurre la sua esposizione, mentre il 35% vuole mantenere quella attuale. Infine, il 15% ha dichiarato di non essere esposto a questo settore. Dall’indagine però è possibile tratteggiare un quadro complessivo in cui gli investitori italiani sono generalmente ottimisti circa la crescita del comparto tecnologico a stelle e strisce.

A rafforzare questa opinione il fatto che il 71% degli intervistati dichiara di avere prospettive rialziste sulle azioni Faang (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) e il 19% arriva addirittura a definirle come “fortemente rialziste”.

Ben il 72% ritiene che queste azioni faranno registrare performance superiori a quelle del Nasdaq100 per i prossimi 5 anni.

Will Rhind, fondatore e ceo di GraniteShares, ha dichiarato: “Le azioni dei giganti del tech hanno attraversato un periodo di forte volatilità e alcune hanno anche registrato ingenti perdite. Tuttavia, i trader azionari italiani sono generalmente ottimisti su questo settore, con circa la metà di loro che intende incrementare la sua esposizione e la maggior parte che condivide posizioni rialziste per il futuro del settore, che ha sempre performato molto bene. Naturalmente, a queste sono associati anche dei rischi, ma si è anche visto che durante la pandemia, l’interesse verso il trading è cresciuto, con i grandi investitori retail che hanno iniziato ad adottare strategie che sono sempre state un’esclusiva degli istituzionali”.

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