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Azionario

Mid-small cap: nel breve termine nessuna rivalutazione all’orizzonte

Secondo il report mensile realizzato da Intermonte si può torna a guardare con fiducia ai titoli esposti al business digitale o alle energie rinnovabili

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Un  mese caratterizzato da un continuo flusso di notizie negative dall'Ucraina e da uno scenario macro ancora scosso dai timori di stagflazione. Ma si torna a guardare con fiducia, dopo alcune settimane recentemente negative, a titoli esposti al business digitale o alle energie rinnovabili, agli operatori della sicurezza informatica e alle società coinvolte nella transizione verde. A fornire questo quadro è il report mensile sull’andamento del segmento italiano delle mid-small cap realizzato da Intermonte che sottolinea la mancanza di eventi di breve termine in grado di innescare una rivalutazione.

Performance

Il mercato azionario italiano (prezzi al 20 aprile 2022) è cresciuto del 2,5% nell'ultimo mese ed è in calo del 9,3% da inizio dell’anno a oggi. L'indice Ftse Italia Mid-Cap (+0,2% nell'ultimo mese) ha sottoperformato l'indice principale del 2,3% (-3,1% ytd su base relativa), con l'indice Ftse Italia Small Caps (+4,8% nell'ultimo mese) che ha performato il 2,3% meglio del mercato nell'ultimo mese, o +3,9% su base relativa da inizio 2022. Guardando alle performance delle mid/small cap in tutta Europa, l'indice Msci Europe Small Caps è rimasto piatto nell'ultimo mese, performando peggio delle small cap italiane.

Stime

Dall'inizio dell'anno Intermonte ha attuato una revisione del -1,1% alle  stime eps 2022, nonostante alcuni rialzi degli utili dei titoli energetici, mentre ha tagliato le previsioni per la copertura mid/small cap del 5,0%. Nell'ultimo mese, se si guarda alla copertura mid/small cap, sono state riviste le previsioni eps 2022 di +0,2%.

 Valutazioni

Se si confrontano la performance da inizio dell’anno fino ad oggi con la variazione delle stime Fy22 nello stesso periodo, vediamo che i titoli Ftse Mib hanno registrato un de-rating ytd dell'8,3%, le mid-cap un de-rating del 7,5%, mentre le small cap un re-rating dello 0,8%. Su base p/e, il panel è scambiato con un premio del 48% rispetto alle large cap, ben al di sopra del premio medio storico (17%), ma in linea con il livello di un mese fa (47%).

Liquidità

Guardando all'andamento ufficiale dell'indice italiano, la liquidità per le large cap nell'ultimo mese (misurata dai volumi medi moltiplicati per i prezzi medi in un periodo specifico) è stata leggermente al di sotto della media annuale, risultando inferiore dell'1,3% rispetto alla media a 1 anno e crollando rispetto a un mese fa, quando la stessa metrica era +46,6%. È interessante notare come la liquidità per le mid-cap abbia visto una contrazione più significativa, mostrando una variazione del -14,5%, mentre per le small cap la stessa metrica sia diminuita del 19,3%.La liquidità media giornaliera per la copertura mid/small cap è stata di 2,23 mln di euro nell'ultimo mese, in calo del 5,6% rispetto al periodo corrispondente di un anno fa.

Strategia d’investimento

Questo mese è stato caratterizzato dal continuo flusso di notizie negative dall'Ucraina e da uno scenario macro ancora scosso dai timori di stagflazione. Il mercato italiano è stato caratterizzato da volumi di scambio inferiori dopo il riposizionamento avvenuto a marzo. Durante settimane caratterizzate da scarso flusso di notizie specifiche per le società (nuovi aggiornamenti saranno forniti nelle prossime settimane insieme ai risultati del 1Q22), i gestori di fondi hanno adottato un approccio "wait-and-see" soprattutto sulle mid/small cap sulle quali hanno una alta convinzione, mossa, secondo Intermonte, sensata. Alcuni investitori guardano a eventi di breve termine, quali ad esempio le elezioni francesi, come a punti di svolta in positivo per il mercato, ma in generale Intermonte non si aspetta un massiccio re-rating a breve. Resta fiduciosa dopo alcune settimane recentemente negative, nel raccomandare nomi con un outlook favorevole come i titoli esposti al business digitale o alle energie rinnovabili, gli operatori della sicurezza informatica o le società coinvolte nella transizione verde. Per quanto riguarda i fondi Pir, per il momento la società attende una maggiore visibilità per rivalutare le stime, che rischiano di essere eccessivamente impegnative nello scenario attuale.

 

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