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Borse, acquisti diffusi sui listini

Lievi accenno di rimbalzo. Ma restano i timori per gli effetti delle politiche monetarie restrittive delle banche centrali

Borse europee contrastatePiazza Affari giù dello 0,4%

Gli investitori guardano con apprensione alle ultime decisioni delle banche centrali per contrastare l’inflazione ma dopo le forti vendite della seduta di ieri, oggi la giornata è iniziata con un timido rimbalzo.

Secondo i dati RadioCor, il  Ftse Mib +1,52% a Milano è in rialzo seguita dal Dax 40 +0,84% di Francoforte e il Cac 40 +0,73% di Parigi.

Segnali negativi invece arrivano dall’Asia, dove Borsa di Tokyo ha chiuso in forte calo (-1,8% l'indice Nikkei), mentre ieri a Wall Street i timori di recessione hanno annullato il rimbalzo del giorno precedente: il Dow Jones (-2,4%) è sceso sotto i 30mila punti per la prima volta dal gennaio 2021.

Sulla stessa linea, secondo i dati di Teleborsa, profondo rosso per l'S&P500, che si ferma a 3.667 punti, in netto calo del 3,25%. In netto peggioramento il Nasdaq 100 (-4,02%); con analoga direzione, pessimo l'S&P 100 (-3,05%).

In discesa tutti i comparti dell'S&P 500: in fondo alla classifica, i maggiori ribassi si sono manifestati nei comparti energia (-5,58%), beni di consumo secondari (-4,76%) e informatica (-4,11%

Intanto sul Ftse Mib, Pirelli & C +4,91% spicca in testa al segmento principale, dove gli acquisti premiano anche Saipem +4,03% e Campari. In rialzo i big bancari e assicurativi come Intesa Sanpaolo +1,74% e Unicredit +1,74%.

Dopo la seduta altalenante di ieri giovedì 16 giugno, avvio stabile per lo spread tra Btp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato europei. Il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco stamattina si muoveva in avvio a 216 punti base, lo stesso valore del finale di ieri. Il rendimento del Btp decennale benchmark è indicato, in avvio, al 3,87%.

Intanto ieri è arrivato  l’annuncio della Bank of England: la banca centrale del Regno Unito ha alzato i tassi principali di riferimento degli UK di 25 punti base, dall’1% all’1,25%, ovvero record degli ultimi 13 anni.

Si tratta della quinta stretta consecutiva, che conferma la lotta della banca centrale contro l’inflazione, che galoppa al ritmo più alto degli ultimi 40 anni, pari a +9% su base annua. Ma all’orizzonte si profilano ulteriori manovre restrittive. La Bank of England ha rivisto infatti al rialzo l’outlook sull’inflazione del Regno Unito di quest’anno e prevede una fiammata dei prezzi “lievemente al di sopra” dell’11%.

La Bank of Japan non seguirà invece la Federal Reserve, la Bank of England (BoE) e la Banca nazionale svizzera (BNS) e confermando la politica monetaria ultra-espansiva. Come da attese la Boj ha mantenuto il suo obiettivo di tasso a breve termine a -0,1% e quello per il rendimento delle obbligazioni a 10 anni intorno allo 0% durante la riunione di politica monetaria che si è conclusa venerdì.

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