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Report mid small cap italiane

Intermonte: volumi di scambio dimezzati rispetto a un anno fa

Rispetto alle crisi passate, tuttavia, secondo gli analisti, le imprese starebbero dimostrando un certo grado di resilienza nel far fronte all'aumento dei costi dei fattori di produzione

Techedge si quota sull'indice Ftse Italia Small Cap

Secondo l’ultimo report realizzato dal team di ricerca di Intermonte, i continui timori di stagflazione avrebbero condizionato pesantemente i mercati azionari: le mid/small cap italiane hanno infatti registrato un ulteriore peggioramento dei volumi di scambio, dimezzati rispetto a un anno fa.

Rispetto alle crisi passate, tuttavia, secondo gli analisi, starebbero dimostrando un certo grado di resilienza nel far fronte all'aumento dei costi dei fattori di produzione. La loro salute finanziaria inoltre suggerisce minori rischi di brutte sorprese.

Performance

Il mercato azionario italiano (prezzi al 20 giugno 2022) è sceso dell'8,5% nell'ultimo mese ed è in calo del 19,7% da inizio 2022. L'indice Ftse Italy Mid-Cap (-8,4% nell'ultimo mese) ha sovraperformato l'indice principale di appena lo 0,1% (-3,6% YtD su base relativa), mentre l'indice Ftse Italy Small Caps (-2,8% nell'ultimo mese) ha registrato una performance migliore del 5,7% rispetto al mercato nell'ultimo mese, o +10,8% su base relativa da inizio 2022. Guardando alle performance delle mid/small cap in Europa, l'indice Msci Europe Small Caps ha perso il 7,1% nell'ultimo mese, una performance leggermente migliore rispetto alle mid-cap italiane.

Stime

Dall'inizio dell'anno, il team di ricerca di Intermonte ha effettuato una revisione del +4,7% delle stime sugli Eps per il 2022, guidata da un significativo upgrade degli utili dei titoli del settore energetico, mentre in media ha tagliato le previsioni per i restanti titoli ed in particolare del 4,4%, relativamente ai titoli inclusi nella copertura di mid/small cap. Guardando quest'ultima, nell'ultimo mese sono state apportate modifiche limitate alle proiezioni di Eps per il 2022 (-0,6%), ma il team è diventato più cauto nelle proiezioni di crescita per il 2023 (2023E Eps -1,2%).

Valutazioni

Se si confronta la performance da inizio anno con la variazione delle stime per l'esercizio ‘22 nello stesso periodo, si noterà come i titoli del Ftse Mib hanno registrato un de-rating Ytd del 25,2% (era -16,9% un mese fa); le mid-cap si sono deprezzate del 19,6%, mentre le small-cap si sono rivalutate dello 0,6%. Su base p/e, il panel esaminato dal team è scambiato con un premio del 37% rispetto alle large cap, ben al di sopra del premio medio storico (17%) ma al di sotto del livello di un mese fa (44%).

Liquidità

Osservando l'andamento dei titoli inclusi nell’indice Ftse Mib, si nota come la liquidità per le large cap nell'ultimo mese (misurata dai volumi medi moltiplicati per i prezzi medi in un periodo specifico) è inferiore alla media annuale, con un calo del 14,3% rispetto alla media a 1 anno, rimanendo debole come un mese fa, quando la stessa metrica era pari a -15,5%. “È interessante notare che la liquidità delle mid cap ha subito una contrazione più significativa, con una variazione del -32,1%, mentre per le small cap la stessa metrica è diminuita del 29,9%. Vale la pena evidenziare che la liquidità media giornaliera per la nostra copertura mid/small cap è stata di 1,45 milioni di euro nell'ultimo mese, con un calo del 45% rispetto al periodo corrispondente di un anno fa”, si legge nel report.

Scenario e previsioni

Questo mese il mercato ha risentito di uno scenario macro che non mostra ancora alcun segnale di rientro dell'inflazione e dai continui timori di stagflazione. Le mid/small cap italiane hanno registrato un ulteriore peggioramento dei volumi di scambio, dimezzati rispetto a un anno fa. Per i prossimi mesi il team di ricerca di Intermonte si aspetta che il contesto generale degli investimenti rimanga difficile, anche per le mid/small cap, dato il rallentamento abbastanza inevitabile della crescita globale; tuttavia, le aziende stanno dimostrando nel complesso un certo grado di resilienza nel far fronte all'aumento dei costi dei fattori di produzione e la salute finanziaria generale suggerisce minori rischi di sorprese negative rispetto alle crisi passate. “In alcuni casi - precisa il report - soprattutto per i titoli del settore IT, riteniamo che il mercato stia scontando uno scenario eccessivamente negativo, sottovalutando gli investimenti che le aziende italiane stanno mettendo in campo per ridurre il gap digitale, in un contesto in cui le società IT quotate possono beneficiare dal loro capitale di risorse umane specializzate, in un momento in cui lo shortage di competenze rimane elevato”.

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