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Vicende legali

Colossi svizzeri nell’occhio del ciclone giudiziario

Ubs ha accettato di pagare 25 milioni di dollari per chiudere il contenzioso con la Sec mentre Credit Suisse si prepara a far ricorso contro la condanna per non aver adottato le misure antiriciclaggio

Colossi svizzeri nell’occhio del ciclone giudiziario

Temperature a parte, la settimana ha visto la chiusura di due dossier scottanti che hanno coinvolto  Credit Suisse, condannata per non aver adottato le misure anti-riciclaggio, e Ubs sanzionata dalla Sec americana per  frode in relazione al collocamento di un complesso strumento di investimento.

Come apprendiamo dal canale di notizie della Radiotelevisione Svizzera, Credit Suisse è stata condannata al pagamento di una multa di 2 milioni di franchi per non aver messo in atto un dispositivo sufficiente a evitare il riciclaggio di denaro di un'organizzazione criminale bulgara. La sentenza pronunciata lunedì dal Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona, ha tenuto conto delle transazioni finanziarie avvenute tra luglio 2007 e fine 2008 ( poiché i fatti precedenti erano già caduti in prescrizione).

La banca è stata condannata anche a versare “a titolo di indennizzo oltre 19 milioni di franchi, somma che corrisponde agli averi dell'organizzazione criminale che non sono stati confiscati a causa degli errori della banca. Sono stati anche confiscati altri 12 milioni di franchi depositati su conti del Credit Suisse legati all'organizzazione criminale”. I  legali di Credit Suisse hanno però già dichiarato a RSI che faranno appello contro la sentenza.

Ubs ha invece accettato di pagare 25 milioni di dollari per chiudere un contenzioso negli Stati Uniti. La banca era accusata di frode in relazione a un complesso strumento di investimento denominato Yes (Yield Enhancement Strategy).

Secondo la Securities and Exchange Commission (Sec), da febbraio 2016 a febbraio 2017 Ubs ha commercializzato e venduto prodotti Yes a circa 600 investitori attraverso la sua piattaforma di consulenti finanziari locali. Secondo quanto si legge da una nota diffusa dalla Sec, “Ubs non ha istruito e monitorato adeguatamente i suoi consulenti finanziari durante questo periodo”.

Secondo le motivazioni fornite dalla Sec e riprese da RSI, “malgrado la banca sapesse che gli investimenti nei prodotti Yes erano associati a rischi significativi, documentati, non ha condiviso questi documenti con i consulenti e i clienti”. In questo modo, aggiunge la Sec, “ alcuni consulenti non erano consapevoli dei rischi e i loro consigli non erano nell'interesse dei clienti”.

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