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Recessione e inflazione: la reazione degli investitori premia i settori difensivi

Secondo il Retail Investor Beat di eToro, nel nostro Paese un intervistato su tre ha approfittato delle vendite per comprare, mentre il 57% ha mantenuto i propri investimenti

Recessione e inflazione: la reazione degli investitori premia i settori difensivi

Emanuela Manor, regional manager per l’Italia di eToro

 

Inflazione, conflitti internazionali e recessione minano la fiducia, ma non destabilizzano gli investitori, che si posizionano su settori difensivi e approfittano dei ribassi per aumentare le loro allocazioni. A rivelaro è l’ultimo Retail Investor Beat di eToro, sondaggio su base trimestrale condotto dalla piattaforma di investimento su un campione di investitori individuali in Italia e nel mondo.

Mentre l’azionario si avvia a chiudere il peggior trimestre dal panico scatenato dalla pandemia a inizio 2020, l’analisi di eToro rivela un ulteriore perdita di fiducia degli investitori italiani sullo stato di salute dell’economia domestica e mondiale. Il 65% degli intervistati si dichiara infatti pessimista sull’andamento dell’economia, con un 41% che in media mantiene una visione negativa anche nei prossimi 12 mesi.

A gravare sul sentiment degli investitori italiani l’aumento dell’inflazione (46%), con il susseguirsi delle dichiarazioni da falco da parte delle banche centrali, il persistere del conflitto tra Russia e Ucraina (44%) e lo stato dell’economia globale che vede l’ombra della recessione (38%). Tali rischi non dissuadono, tuttavia, dall’investire. Oltre un intervistato su tre (34%) dichiara di aver approfittato delle vendite per comprare, mentre il 57% ha mantenuto i propri investimenti, riposizionando il proprio portafoglio per far fronte ai rischi.

La protezione del portafoglio si è manifestata in un aumento dell’esposizione alle materie prime, con il 46% degli intervistati che investono nell’asset class. Nei prossimi tre mesi, i metalli preziosi come l'oro e l'argento (40%) sono visti come la migliore opportunità di investimento, seguiti dai prodotti agricoli come grano, caffè, zucchero (33%) e dal petrolio (29%).

Solo il 21% del campione afferma di considerare una riduzione del proprio capitale investito nei prossimi tre e dodici mesi. Uno su quattro (26%), al contrario, intende aumentare i propri investimenti nel prossimo trimestre; una percentuale che sale al 32% se si considera un orizzonte di un anno.

Secondo gli investitori italiani, i settori ad offrire maggiori opportunità nel prossimo trimestre sono quello dell’energia (34%), seguito dal tecnologico (28%) e dalle utility (22%).

"Nonostante la raffica di battute d'arresto sui mercati finanziari globali, gli investitori retail hanno trovato la forza di guardare oltre la volatilità di breve termine e di utilizzare questi cali dei prezzi per rafforzare i loro portafogli a lungo termine", spiega Emanuela Manor, regional manager per l’Italia di eToro.

"Per molti questa è la prima esperienza di un calo dei mercati. Gestire il rischio, dominare le emozioni e mantenere l'attenzione sugli obiettivi di lungo termine è un compito che anche gli investitori più affermati si trovano a dover affrontare. Il nostro ultimo sondaggio sul sentimento degli investitori retail mostra che gli investitori italiani sono resistenti, hanno mantenuto gli investimenti e stanno costruendo portafogli diversificati per superare la tempesta".

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