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Studio Mercer: bonus e compensi in aumento rispetto al pre-pandemia

Circa il 90% delle società del Ftse Mib presenta almeno un indicatore Esg all’interno dei propri sistemi incentivanti di breve termine

Studio Mercer: bonus e compensi in aumento rispetto al pre-pandemia

Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia

Aumentano i compensi fissi dei ceo, anche se in misura contenuta, e gli emolumenti riconosciuti agli amministratori non esecutivi.

A rivelarlo è la decima edizione dello "Studio sui compensi dei consigli di amministrazione delle società appartenenti all’Indice Ftse Mib" realizzato da Mercer e finalizzato ad analizzare le retribuzioni fisse e variabili degli organi di amministrazione e controllo.

“Lo studio rappresenta per le aziende italiane la cartina di tornasole per la valutazione del collegamento e del contributo delle politiche retributive alla strategia di business e di sviluppo sostenibile”, dichiara Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia. "L’analisi oggi offre la possibilità di effettuare comparazioni tra i trend degli ultimi 10 anni e collegarlo alla performance aziendale e borsistica. Pensiamo per esempio ai temi del pay for performance, dell’integrazione con la strategia di sostenibilità così come più in generale alle politiche di gestione del personale”.

La combinazione di fattori quali l’inversione del trend sui risultati di business post pandemici, la reintroduzione di piani di incentivazione annuale temporaneamente sospesi nel 2020 e alcune variazioni di incumbent hanno portato a valori di bonus annuale erogato superiore non solo al 2020, ma anche degli anni pre pandemici. A conferma dell’inversione del trend sui risultati di business rispetto al 2020, più della metà dei ceo ha over-performato la scheda obiettivi del 2021.

Le politiche retributive previste per l’anno 2022 svelano un’offerta retributiva variabile complessiva sostanzialmente stabile con una leggera flessione sugli incentivi variabili annuali mediani.

Nell’ambito dei sistemi di incentivazione si evidenzia la conferma di una forte focalizzazione sulle azioni di salvaguardia del clima e di valorizzazione del capitale umano (DE&I in primis). La maggiore attenzione verso le tematiche Esg è altresì testimoniata dall’aumento delle società che hanno introdotto i Comitati sostenibilità: sono presenti nel 53% delle società dell’indice (21 società), rispetto al 40% del 2020 (16 società) e al 28% del 2019 (11 società).

Circa il 90% delle società del Ftse Mib presenta almeno un indicatore Esg all’interno dei propri sistemi incentivanti di breve termine: dato in costante crescita se si pensa al 76% registrato lo scorso anno, al 69% di due anni fa e al 56% di tre anni fa. Salgono invece al 73% le aziende che presentano almeno un indicatore Esg all’interno dei sistemi incentivanti di lungo termine (versus il 53% dello scorso anno e il 44% di ue anni fa). Il peso relativo medio di tali metriche all’interno delle schede obiettivo è circa il 20% sia per gli incentivi di breve, che per quelli di lungo termine.

 “Notiamo un sempre maggiore impegno rispetto alla salvaguardia dell’ambiente e all’attuazione di politiche di contenimento e gestione di fattori climatici.” ha continuato Morelli. “Cresce costantemente, inoltre, l’attenzione a creare un ambiente lavorativo sano, coinvolgente, equo e inclusivo. Di questo fanno certamente parte le politiche di gestione e promozione della diversità: ormai circa due terzi dei sistemi incentivanti valuta infatti le performance del ceo anche sul divario di genere e sulle strategie volte a colmarlo (DE&I: Diversity, Equity & Inclusion).”

Nell’ambito delle politiche DE&I la dimensione ad oggi ancora più presente è relativa alla rappresentatività di genere. Lo studio conferma l’evidenza di una presenza femminile che si riduce col crescere delle responsabilità. Si registra un lieve aumento di donne dirigenti e impiegate (rispettivamente 20% e 46% nel 2021) mentre diminuiscono leggermente le donne «prima linea dell’ad» (15% nel 2021).

Se si guarda alla composizione dei consigli di amministrazione, risulta in lieve crescita il numero di donne presenti all’interno dei board (38% contro il 37% nel 2020), pur registrando la presenza di solo 3 donne executive (rispetto alle 4 dello scorso anno),

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