Quantcast

Politica monetaria

Finisce l’era dei tassi negativi: la Bce approva l’aumento di 50 pb

Al via la prima stretta monetaria dal 2011. Approvato lo scudo anti-spread ma "senza restrizioni ex ante"

Bce, si chiude l’era del quantitative easing

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha approvato l’aumento di 50 punti base per i tre tassi di interesse di riferimento e lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria (Transmission Protection Instrument, Tpi).

Pertanto, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente allo 0,50%, allo 0,75% e allo 0,00%, con effetto dal 27 luglio 2022.

Per quanto riguarda il meccanismo anti-frammentazione, del quale non sono stati rivelati dettagli, viene specificato in una nota che, "il Consiglio direttivo ha ritenuto necessaria l'istituzione del Tpi al fine di sostenere l'efficace trasmissione della politica monetaria" e che "il Tpi rappresenta un ulteriore strumento a disposizione del Consiglio direttivo attivabile per contrastare ingiustificate, disordinate dinamiche di mercato che mettono seriamente a repentaglio la trasmissione della politica monetaria in tutta l'area dell'euro". "La portata degli acquisti del Tpi dipenderà dalla gravità dei rischi per la trasmissione della politica monetaria - viene aggiunto - Gli acquisti non sono soggetti a restrizioni ex ante".

Per quanto riguarda il Pepp, intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma almeno sino alla fine del 2024. In ogni caso, la futura riduzione del portafoglio del Pepp sarà gestita in modo da evitare interferenze con l’adeguato orientamento di politica monetaria.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo