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Criptovalute

Registro Oam: sanzioni solo amministrative per gli operatori non iscritti

La strada per contrastare l'abusivismo appare ancora tutta in salita: resta il nodo dei soggetti che operano via web dai paradisi fiscali

Un investitore italiano su cinque cerca di investire in criptovalute in modo indipendente

Come comunicato la scorsa settimana dall’Oam, finora sono solo 46 i soggetti che si sono iscritti nel registro degli operatori che scambiano criptovalute. Altri 24 hanno inviato all’Organismo agenti e mediatori la relativa istanza prima del 15 luglio e sono ora in attesa della chiusura del procedimento .

Ma che cosa succede a tutti colo che non sono iscritti al registro e non hanno neppure presentato ancora la domanda? Rientrano tra i siti abusivi ma, dato che l’Oam, a differenza della Consob, non ha poteri di vigilanza, non sarà possibile emettere alcun provvedimento che ne disponga l’oscuramento. Il tema delle sanzioni resta quindi delicato, come ricordato da Federico Luchetti, direttore generale Oam, interpellato da Plus del Sole24Ore.  

In pratica ad oggi, chi non si iscrive, subirà una sanzioni amministrativa in linea con quelle previste per i cambiavalute. Ed è proprio su questo punto che si rischia una distorsione del mercato a scapito di chi invece si è adeguato ai requisiti per l'iscrizione e continuerà a rispettare tutti gli obblighi previsti ( tra cui ad esempio inviare all’Oam alla fine di ogni trimestre il saldo e il numero delle operazioni dei clienti con le criptovalute).

Gli operatori infatti, come ricordato da Plus, “hanno accolto  positivamente la volontà di regolamentare questo settore ma temono gli effetti di una concorrenza sleale anche perché non sarà facile intercettare gli abusivi che operano via web da qualche misterioso paradiso fiscale”.

La notifica del provvedimento per le piattaforme off shore, non solo non è semplice, ma rischia di avere inoltre effetti veramente molto modesti rispetto alle dimensione del business di questi operatori.

Il decreto legislativo da cui è scaturito il registro parla di forme di cooperazione tra il ministero dell’Economia e delle Finanze e le forze di polizia idonee “ad interdire l’erogazione dei servizi da parte degli abusivi”. Ma per ora, nonostante questa previsione, la strada per contrastare l’eventuale abusivismo appare ancora tutta in salita.

 

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