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Mercato telematico azionario

Trading: durante il lockdown investitori più giovani ma meno donne

Lo conferma una ricerca realizzata da Consob e dalla Scuola Normale Superiore di Pisa: tra smartworking e cura della famiglia sono loro ad aver rinunciato più spesso a investire

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A seguito delle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid19  gli italiani, in particolare durante i periodi di lockdown veri e propri, non solo hanno utilizzato di più la tecnologia digitale per lavorare o per studiare, ma anche per conoscere e sperimentare servizi mai utilizzati prima, come ad esempio il trading sul Mercato Telematico Azionario. Ad operare di più sono stati gli investitori più giovani,  decisamente a proprio agio nel mondo digitale. Nello stesso periodo però, a negoziare di meno sui mercati finanziari sono state le donne.

Di fronte allo smartworking, alla didattica a distanza, e alla cura della famiglia e della casa,  la quota di donne che ha investito per la prima volta sull’Mta è calata di quasi 10 punti rispetto al dato medio. A rivelare questo dato è una ricerca, frutto di una collaborazione tra la Consob e la Scuola Normale Superiore di Pisa, sull’evoluzione della composizione del retail trading sul mercato azionario italiano.

Con il lockdown 185mila nuovi investitori sull'Mta

Le limitazioni agli spostamenti causate dai lockdown, e l’accesso conseguente a un numero più elevato di servizi digitali, sono state accompagnate da un generale incremento di interesse per il mercato azionario italiano, come testimoniato dal volume di scambi degli investitori individuali.

Il fenomeno è stato messo sotto la lente da una ricerca, pubblicata sull’ultimo Quaderno FinTech Consob, sull'evoluzione della composizione del retail trading sul mercato azionario italiano a seguito delle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid19.

Lo studio, frutto di una collaborazione tra la Consob e la Scuola Normale Superiore di Pisa, analizza l'attività di trading dei singoli investitori in azioni italiane nel periodo gennaio 2019-settembre 2021, verificando come la loro composizione e l'attività di trading siano cambiate nel periodo di lockdown (9 marzo - 19 maggio 2020) e più in generale nel periodo della pandemia.

Dato il calo generalizzato dei prezzi durante i periodi di restrizione, gli investitori retail, tipicamente contrarian, sono stati acquirenti netti, anche se per singoli controvalori medi individuali inferiori rispetto alla media individuale rilevata nel corso del 2019.

Per gli autori dell’indagine ciò può essere spiegato dall’ingresso sul Mercato Telematico Azionario (MTA), durante il lockdown, di un gruppo di circa 185 mila investitori che non avevano mai negoziato mai ( rispetto al periodo di riferimento di inizio a gennaio 2019) .

Nuovi investitori sempre più giovani

Dal confronto con gli investitori attivi anche nel periodo precedente (‘investitori pre-lockdown‘ - IPL) emerge che: a) i ‘nuovi investitori’ (NI) sono mediamente più giovani di dieci anni degli IPL; b) la frazione di maschi è maggiore tra i NI rispetto alla popolazione degli Investitori pre-lockdown; c) osservando il profit and loss lordo, i NI appaiono più abili nel trading, e quindi maggiormente capaci di ottenere un profitto.

Chi aveva iniziato a fare trading, nel periodo precedente ​​al lockdown, aveva un'età media di 59 anni. Durante il lockdown l’età media è calata fino ai 50-51 anni e questo dato rivela come abbiano iniziato ad operare sui mercati  persone sempre più giovani.

Subito dopo il lockdown, l’età media è aumentata ma si è attestata su un valore più basso di circa cinque anni rispetto a quella precedente: in pratica, la permanenza obbligata tra le mura domestiche potrebbe aver stimolato un nuovo bacino di potenziale nuovi investitori, più consapevoli delle possibilità offerte dal web anche in quest’ambito.

Lo stesso fenomeno si è registrato infatti durante il secondo lockdown (che la ricerca identifica come quello tra il 7 gennaio 2021-15 febbraio 2021): ancora una volta, durante il periodo di restrizione alla mobilità, il numero di investitori che hanno iniziato ad operare sui mercati è risalito.

Il lockdown ha ostacolato gli investimenti delle donne

Dall’osservazione della composizione della platea degli investitori che si sono cimentati per la prima volta con il trading, è emerso tuttavia un altro cambiamento decisamente più negativo: le donne interessate a negoziare per la prima volta sull’Mta hanno dovuto rinviare i loro piani di investimento al periodo successivo al lockdown.

L’immagine ( qui sotto) mostra la quota settimanale di donne tra gli investitori che hanno fatto trading per la prima volta in funzione della settimana in cui sono entrate nel mercato ( le barre rosa indicano i periodi di lockdown, ndr). È evidente che, sebbene questa frazione sia tipicamente superiore al 30%, durante il lockdown è scesa di circa il 22% per poi risalire al termine del periodo. Anche nel secondo lockdown si osserva un calo simile di questa quota.


Fonte: "How Covid mobility restrictions modified the population of investors in Italian stock markets",
Consob - Scuola Normale Superiore di Pisa, Quaderni FinTech

Detto in altri termini, se per molti investitori il lockdown ha fornito lo stimolo e il tempo per sperimentare nuovi servizi digitali, tra cui quelli di investimento, per le donne ha rappresentato invece un motivo per rinviare l’operatività ( nonostante l'interesse). È interessante notare infatti, come dopo il primo lockdown, la quota di donne che hanno investito sull’Mta per la prima volta sia aumentata a livelli persino superiori rispetto al periodo precedente.

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