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Scenari | Schroders

Emergenti latino americani trainati dal Brasile

“Su un orizzonte temporale più lungo, l’attrattività dell’America Latina in termini di investimenti resta forte, supportata da una classe media in crescita, costi della manodopera relativamente bassi e ampie risorse naturali". Pablo Riveroll (Schroders)

Gli emergenti latinoamericani trainati dal Brasile

I mercati emergenti fanno gola sempre di più. L’America Latina in particolare con un inizio anno molto positivo grazie a un indice Msci Latin America che ha reso, al 26 febbraio, il 13,1% in più in dollari. Un segno di vitalità importante dopo la perdita del 6,5% in dollari nel 2018. Di questo pezzo di mondo azionario parla Pablo Riveroll, head of Latin American equities di Schroders.

 Pablo Riveroll, head of Latino American equities di schroeders

Riveroll sottolinea come, nonostante il tracollo di tutte le asset class, l’anno scorso “se confrontate con i mercati emergenti più in generale e con quelli sviluppati, le azioni dell’America Latina hanno avuto performance relativamente positive nel 2018: l’Indice Msci Emerging Markets ha perso infatti il 14,6% e l’Msci World l’8,7%”. 

“Su un orizzonte temporale più lungo, l’attrattività dell’America Latina in termini di investimenti resta forte, supportata da una classe media in crescita, costi della manodopera relativamente bassi e ampie risorse naturali. Mantenere un approccio attivo agli investimenti sarà cruciale per cogliere queste opportunità”.

“In Cile e Colombia, i rendimenti negativi sono stati legati soprattutto ai bassi prezzi delle commodity”, scrive il responsabile equity in America Latina. “Intanto le preoccupazioni politiche hanno pesato sulle performance degli asset messicani con l’elezione di un nuovo presidente e un governo di sinistra. Questi effetti non sono stati controbilanciati dal Brasile dove il mercato è stato lievemente più debole, mentre l’incertezza sulle elezioni ha ostacolato la ripresa economica e ha pesato sulla valuta”.

E l’Argentina? “Al momento non fa parte dell’Indice Msci Latin America, ma dovrebbe essere inclusa nuovamente a giugno di quest’anno. Il 2018 nonostante ciò è stato un anno complesso per l’azionario e il peso argentino, che hanno avuto un calo quando le misure economiche graduali del governo sono state sviate a causa dalla forza del dollaro e della possibile crescita dei tassi negli Usa. Il paese”, continua Riveroll, “ha quindi concordato un pacchetto di supporto con il Fondo Monetario Internazionale, compreso un prestito di 50 miliardi di dollari, con un’ulteriore linea di credito pari a 7 miliardi”. 

Le economie dell’America Latina stanno migliorando. “L’outlook per la crescita economica in America Latina è positivo per quest’anno”, guidato dalla ripresa della crescita in Brasile, principale economia della regione. L’accelerazione della crescita in quest’area potrebbe essere modesta ma pur sempre maggiore rispetto a quella globale, in rallentamento”, commenta il manager di Schroders facendo riferimento alla maggiore resistenza alle perdite dimostrata nel 2018 dal l’indice Mci Emerging Markets rispetto all’Msci World. “Storicamente, l’aumento del differenziale della crescita rispetto ai mercati sviluppati ha supportato la sovraperformance relativa dell’azionario dell’America Latina”. 

I paesi latinoamericani da tenere sott’occhio per il 2019, per Schroders, sono i seguenti. 

Brasile. “Secondo le aspettative il paese dovrebbe vedere un’accelerazione dell’attività quest’anno, con una crescita del Pil fino al 2,5% nel 2019 (le stime erano dell’1,3% nel 2018). Dopo l’elezione di Jair Bolsonaro, l’incertezza politica è diminuita e una gestione liberale dell’economia dovrebbe sostenere la fiducia. I piani della nuova Amministrazione includono la privatizzazione di alcune società, oltre ad altre riforme positive per l’economia. Anche la politica monetaria accomodante dovrebbe aiutare a supportare la crescita del credito e il minor grado di utilizzo della capacità produttiva insieme all’alto tasso di disoccupazione dovrebbero mantenere l’inflazione bassa”.

Argentina. “L’economia secondo le stime dovrebbe essersi ridotta del 2,6% nel 2018. Quest’anno le previsioni indicano una contrazione attorno all’1,6%. Le politiche monetarie e fiscali restrittive dovrebbero restare invariate, data la necessità di rispettare le condizioni dell’Fmi”, scrive Pablo Riveroll. Tuttavia, l’economia dovrebbe gradualmente riprendersi “a partire dal secondo trimestre, supportata da una crescita del settore agricolo e dal calo dell’inflazione che dovrebbe migliorare i salari reali. Anche la crescita più forte in Brasile dovrebbe essere di supporto. La portata e la sostenibilità della ripresa economica argentina probabilmente dipenderanno dalle evoluzioni politiche che precederanno le elezioni generali di ottobre”.

Colombia. È previsto che il prodotto interno lordo del paese cresca. “Dovrebbe accelerare fino al 3,6% quest’anno, rispetto al 2,8% stimato per il 2018. Gli investimenti, che continuano il momentum raggiunto a seguito dell’elezione di Ivan Duque lo scorso maggio, dovrebbero sostenere tale scenario. Anche i consumi privati dovrebbero essere di supporto e i profitti societari dovrebbero essere sostenuti dalla recente riforma fiscale.

Perù e Cile. “Le prospettive per la crescita del Pil nel 2019 sono del 4,1% per il Perù e del 3,4% per il Cile, rispetto al 4,1% e 4,0% del 2018”. Complici la debolezza esterna “legata all’incertezza sulle guerre commerciali che dovrebbe portare a un certo rallentamento in Cile”. Ma la crescita dovrebbe restare positiva per entrambe le economie.

Messico. Pil in crescita per il paese del Peso che dovrebbe guadagnare 2,1 punti percentuali quest’anno, “in linea con le aspettative per il 2018, anche se esiste un rischio di downside nel 2019.

Nonostante i segnali di un approccio più razionale a seguito delle elezioni di luglio, ci sono preoccupazioni crescenti sul cambiamento di direzione del Presidente Andrés Manuel López Obrador (Amlo) e del suo partito Morena. La cancellazione del progetto per il nuovo aeroporto di Città del Messico, in seguito a una controversa consultazione pubblica, è emblematica in tal senso. Di conseguenza, la fiducia delle società è diminuita, con un impatto negativo sugli investimenti privati. Ciò potrebbe essere parzialmente controbilanciato da consumi più elevati, aiutati dai finanziamenti governativi previsti dai programmi sociali del Presidente Amlo”.

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