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Brexit con o senza accordo? Opportunità in entrambi i casi

Una hard Brexit risolleverebbe le valutazioni dei bond corporate; se invece il Parlamento dovesse approvare l'accordo di May questo farebbe bene al valore delle azioni sul mercato. L'analisi di Quentin Fitzsimmons (T. Rowe Price)

Brexit con o senza accordo? Opportunità in entrambi i casi

Il Parlamento britannico voterà stasera la proposta d’accordo con l’Ue presentata da Theresa May per una Brexit governata. Nel frattempo continuano ad addensarsi le nubi sulla strategia del primo ministro. Due su tutte: il parere dell’attorney Geoffrey Cox secondo cui i rischi legali dell’uscita restano invariati nonostante  le garanzie offerte dall'Unione Europe; le dichiarazioni del capo dei laburisti, Jeremy Corby, che dichiara il fallimento dei negoziati con la Commissione.


C’è fibrillazione anche sui mercati finanziari. Quentin Fitzsimmons, gestore obbligazionario e brexit specialist in T. Rowe Price prova a ipotizzare alcuni possibili scenari che con cui si potrebbe fare i conti nelle prossime settimane.

Gli scenari proposti sono quattro. Il primo propone un Parlamento che riesce ad approvare una versione modificata dell’accordo concordato con l’Ue. La conseguenza sarebbe un Regno Unito fuori dall’Unione il 29 marzo. Il secondo immagina il fallimento dell’accordo proposto da May davanti alla prova del voto di stasera e la conseguente uscita dall’Ue “senza disposizioni in atto e senza un periodo di transizione che permetta alle imprese e alle persone di prepararsi. Gli scambi commerciali tra Uk e Ue”, commenta Fitzsimmons, “diventerebbero immediatamente soggetti alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio”.

Il terzo scenario di T. Rowe Price è il seguente: “L’Ue concede un’estensione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona che stabilisce il 29 marzo come data legalmente vincolante per la Brexit, lasciando più tempo al governo britannico per far approvare un accordo dal Parlamento. Questo scenario potrebbe implicare una consultazione dell’elettorato britannico tramite un secondo referendum sul deal”. Una seconda consultazione popolare vita di buon grado dal partito del laburisti.

Secondo la quarta e ultima ipotesi Il primo ministro Theresa May “deciderà di chiedere le elezioni anticipate, nel tentativo di incrementare la maggioranza parlamentare del Partito Conservatore e facilitare l’approvazione di un accordo. In questo scenario sarebbe comunque necessaria un’estensione dell’articolo 50.
Il mercato scommette (e spera) in particolare sull’approvazione dell’accordo (50%); Ilno-deal è quotato soltanto al 15%; la proroga della data di uscita raggiunge il 25% dei pareri; le elezioni anticipate si fermano al 10%.
Queste sono le previsioni offerte da un recente sondaggio svolto dall’azienda di investimenti statunitense.
 
Quali saranno gli effetti sulle asset class?
 
Fixed Income. “Il mercato obbligazionario britannico dipenderà probabilmente dall’andamento economico del paese, che difficilmente sarà solido nel breve termine. Qualunque sia l’esito della Brexit”. In ogni caso, “una hard Brexit avrebbe un forte impatto sui mercati del credito ma offrirebbe anche molte opportunità per acquistare bond corporate le cui valutazioni sono calate troppo rispetto alla qualità dei fondamentali”, aggiunge lo specialista in Brexit. 

Azionario. “L'equity del Regno Unito ha già subito un de-rating. In teoria le azioni britanniche appaiono attraenti nel confronto internazionale e l’approvazione dell’accordo del Primo Ministro sbloccherebbe valore sul mercato, il quale si è preparato alla possibilità di una Brexit disordinata senza un accordo”.

Valute. “La sterlina”, prosegue Quentin Fitzsimmons,“è stata sostenuta dalla prospettiva di un accordo, che preverrebbe la possibilità di una Brexit ‘cliff-edge’. Tuttavia, il deal proposto da Theresa May non è una soluzione economica ideale. Dato che la sterlina solitamente assorbe gli shock dell'economia britannica, potrebbe comunque indebolirsi ancora. La misura di tale indebolimento dipenderebbe dai tempi necessari a ripristinare la fiducia nell’economia. Riteniamo che l'economia britannica possa riprendersi più rapidamente del previsto: ciò significa che la debolezza della sterlina e degli asset britannici in generale, potrebbe avere vita breve.
 

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