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La Bce "dovish" deve fare i conti con inflazione e crescita

"Ci aspettiamo adesso che la Bce rafforzi la sua forward guidance collegando la politica monetaria alle prospettive di inflazione della zona Euro". L'analisi a cura di Gero Jung

La Bce "dovish" deve fare i conti con inflazione e crescita

Mirabaud AM: Le Banche Centrali rinnovano lo spirito dovish

"Il discorso di Mario Draghi a Sintra non ha lasciato dubbi sulla volontà della Banca Centrale Europea di allentare ulteriormente la politica monetaria. L’inflazione core all’8% e le prospettive economiche dell’Eurozona non sono motivi di ottimismo". Analisi a cura di Gero Jung, chief economist di Mirabaud Am.

Riteniamo possibile un taglio di 10 punti base del tasso sui depositi a -0,50% nella riunione del 12 settembre,

L’ostacolo a un’azione della Bce è abbastanza basso: soltanto la mancanza di miglioramenti sul fronte dell'inflazione, piuttosto che un peggioramento, costituirebbe una causa sufficiente.

L’eco del messaggio di Draghi è stato ulteriormente amplificato quando ha ribadito la natura simmetrica del target di inflazione della BCE, confermando che l’Istituto di Francoforte non si rassegna a un'inflazione bassa nel medio termine.

Ci aspettiamo adesso che la Bce rafforzi la sua forward guidance collegando la politica monetaria alle prospettive di inflazione della zona Euro, e riteniamo possibile un taglio di 10 punti base del tasso sui depositi a -0,50% nella riunione del 12 settembre, oltre all’esenzione di parte del surplus delle riserve delle banche commerciali dai tassi negativi che attualmente le portano a pagare alla BCE più di 7 miliardi di euro all'anno.

Questa mossa ha anche il sostegno dell'ex capo economista della Bce. I nuovi acquisti di attività e l'allentamento del limite per emittente saranno probabilmente presi in considerazione solo in un momento successivo. 

Negli Stati Uniti, anche la Federal Reserve dovrebbe tagliare i tassi di 25 punti nel mese di luglio, sebbene la situazione sembri meno urgente. Il settore servizi è ancora solido e il mercato del lavoro non mostra segnali di rallentamento, ma il comprato manifatturiero continua a rallentare.

Inoltre, sta aumentando il rischio che le aspettative di inflazione a lungo termine si stiano disancorando, come dimostra il calo dei tassi swap sull’inflazione di 30 pb dall'inizio di maggio.

Tuttavia, la Fed non sta ancora anticipando la fine dell'espansione economica e non ha avviato un nuovo round di tagli dei tassi. Una riduzione dei tassi ufficiali sarebbe di natura preventiva, finalizzata ad estendere la crescita economica in un contesto di elevata incertezza e inflazione moderata.

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