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La Cina verso una crescita del 2% nel 2020

"In base ai dati forniti dal report, la crescita regionale nel 2020 sarà pari allo 0,9%: tale valore è il più basso degli ultimi cinquant'anni e deve essere considerato con attenzione". Il commento di Lorenzo Riccardi

Lo yuan cinese

Lo yuan cinese

"La Banca Mondiale ha pubblicato l'ultimo aggiornamento Asia Pacific Economic Update per ottobre 2020 dal quale emerge il forte impatto economico e sociale causato dall'emergenza sanitaria su tutta la regione del Far East". Il commento di Lorenzo Riccardi, economista del Belt Road Institute di Shanghai University. 

In base ai dati forniti dal report, la crescita regionale nel 2020 sarà pari allo 0,9%: tale valore è il più basso degli ultimi cinquant'anni e deve essere considerato con attenzione; le previsioni relative alla Cina parlano di una crescita di circa il 2% (migliorativo rispetto al 1% stimato in giugno), mentre il resto della regione entrerà in recessione, con una contrazione di circa il 3,5%.

Le uniche economie della regione oltre alla Cina che conseguiranno una crescita sono Vietnam (+2,8%) e Myanmar (+0,5%), mentre le isole del Pacifico, in particolar modo Fiji, subiranno un pesante contraccolpo.

Vi è stata una contrazione al livello delle attività economiche e industriali con una drastica riduzione del volume degli scambi commerciali e dei viaggi internazionali, impattando in particolar modo sui Paesi in cui il turismo rappresenta un'importante fonte di reddito.

Inoltre, i Paesi più poveri, con una minore dotazione di infrastrutture e con uno scarso livello di protezione sociale per i propri abitanti, sono stati fortemente colpiti con un conseguente incremento nel 2020 per la popolazione sotto la soglia della povertà (corrispondente ad un reddito inferiore a 5,5 dollari al giorno) di oltre 38 milioni. Tra i più colpiti vi sono Palau, Micronesia e Marshall Islands, microstati nella sfera di influenza americana.

Per il 2021 le stime di Banca Mondiale tornano positive per tutta la regione: la crescita attesa di Pechino per il prossimo anno è infatti pari al 7,9%, mentre lo sviluppo complessivo delle altre economie dell'area rimbalzerà al 5,1%. Gli scambi commerciali aumenteranno con la progressiva riapertura delle attività economiche, mentre il recupero dei flussi turistici richiederà un periodo di tempo superiore.

Malaysia (6,3%), Myanmar (5,9%), Mongolia (5,6%) e Filippine (5,3%) seguono la crescita di Cina e Vietnam nel 2021. In base all'analisi della World Bank, Pechino ha controllato l'emergenza, con un focus sul mercato domestico e il rilancio delle esportazioni; una strategia che Xi Jinping ha definito dual circulation: sviluppo globale e aumento dei consumi interni.

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