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Facebook dice addio al riconoscimento facciale: vince la privacy

«È uno sviluppo positivo in linea con la Dichiarazione degli investitori sul riconoscimento facciale di Candriam, sottoscritta da oltre 50 investitori impegnati in un uso responsabile della tecnologia, che consideri i rischi di dati personali, diritti umani e libertà civili». Il commento di Benjamin Chekroun

Facebook dice addio al riconoscimento facciale: vince la privacy

Facebook è nell’occhio del ciclone: Cambridge Analitica, Atlas, Facebook Papers… ormai sono dieci anni che  Mark Zuckerberg fa la spola tra aule giudiziarie, sedi di authority e parlamenti. L’ultimo scandalo della big tech è arrivato ad ottobre, con oltre 10mila file riservati denunciati da una dirigente e rivelati dal Wall Street Journal. I contenuti sono scottanti, troppo per il colosso dei social: mostrano fin dove può arrivare la spregiudicatezza di Facebook e del suo creatore. C’è chi bisbiglia che il grosso social down del 4 ottobre sia stato causato proprio dal tentativo dell’azienda di eliminare quanti più dati incriminanti possibili.

Comunque sia, resta il fatto che Zuckerberg non se la stia passando bene, e viene quasi il sospetto che la decisione di cambiare il nome del gruppo da ‘Facebook’ in ‘Meta’ sia in realtà un tentativo per ripulirsi l’immagine. Ultima decisione in casa ex-Facebook è l’eliminazione del sistema di riconoscimento facciale, che, introdotto sulla piattaforma nel 2010, permetteva di identificare i volti nelle foto e nei video, e suggeriva automaticamente a chi pubblicava di taggare le persone presenti nell’immagine. Sistema che, già da tempo, aveva suscitato varie polemiche riguardo le sue implicazioni sulla privacy degli utenti.

Benjamin Chekroun, stewardship analyst di Candriam, ha così commentato l’ultimo annuncio di Zuckerberg: «La decisione di Facebook di chiudere il suo sistema Frt (Facial recognition technology) invia un segnale forte e rappresenta un momento cruciale per l'evoluzione e la regolamentazione di questa tecnologia. È uno sviluppo positivo, ed è in linea con la Dichiarazione degli investitori sul riconoscimento facciale di Candriam, lanciata all'inizio di quest'anno e già sottoscritta da oltre 50 investitori. I firmatari si impegnano attivamente con le aziende del settore Frt e sostengono un uso responsabile di questa tecnologia che consideri i rischi concreti relativi a diritti umani, riservatezza dei dati e libertà civili».

 

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