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Scenari | Lemanik

Asia debole nel terzo trimestre, ma crescerà velocemente  

«Il mercato asiatico dovrebbe crescere più velocemente degli Stati Uniti e dell'Europa anche nel 2022. Le valutazioni sono più basse in tutta la regione e questo crediamo possa offrire buone prospettive di crescita a lungo termine». Il commento di Marcel Zimmermann

Asia debole nel terzo trimestre, ma crescerà velocemente  

Il continente asiatico visto dal satellite

Cina e Giappone escono indebolite dal quadro economico di ottobre. Il Pil cinese del terzo trimestre registra un +4,9%, in calo rispetto al +7,9% del secondo trimestre. Positivi però servizi ed esportazioni, con le esportazioni di settembre in aumento del 28,1% su base annua, e l'indice Pmi Caixin Service che rimbalza a settembre a 53,4 da 46,7. Persiste invece la carenza di semiconduttori, nonché la presenza di colli di bottiglia logistici in settori chiave come l'elettronica di consumo e la produzione di automobili, cosa che mette in difficoltà l'industria dell’export di Giappone e Corea del Sud.

«Le esportazioni dall'Asean continuano a vedere una crescita a due cifre», commenta Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity (nella foto a lato). «La crisi di liquidità che coinvolge il secondo sviluppatore immobiliare cinese, Evergrande, continua a trascinare giù anche altre società del settore: Modern Land China, Sinic Holdings e Fantasia hanno mancato i loro rimborsi. Secondo la China Real Estate Information Corp, inoltre, le vendite di case da parte dei principali costruttori in ottobre sono scese del 32% su base annua. L'incertezza tra gli investitori può essere vista anche sull'indice Hang Seng China Enterprise, che è sceso di nuovo verso il suo minimo del 2020. Lo yen si è indebolito durante ottobre contro la maggior parte delle valute».

Quali saranno dunque i prossimi scenari? «Ci aspettiamo che la Federal Reserve tagli presto il sostegno straordinario all'economia, il che dovrebbe portare a un aumento dei rendimenti a lungo termine», spiega Zimmermannn. «Per quanto riguarda le nostre posizioni di investimento, rimaniamo coperti sullo yen e sul dollaro di Hong Kong. Abbiamo aumentato leggermente la nostra esposizione in Indonesia, aumentando così ulteriormente il sovrappeso nell'Asean. Gli investimenti in Cina sono orientati verso la new economy, i materiali di base e l'industria dell’export ma la ponderazione assoluta rimane inferiore al benchmark. Il Giappone rimane molto attraente in termini di approccio di valutazione e i rischi d'inflazione sono limitati al segmento aziendale, poiché i loro bilanci hanno una leva molto bassa».

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