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Scenari | Plenisfer Investments

Cina: rischi e opportunità del mercato di Pechino

«Ci aspettiamo che sulle società di real estate il governo continui con la ristrutturazione dei debiti e la cessione di asset, allo scopo di evitare l’effetto domino che eventuali fallimenti di player di dimensioni rilevanti potrebbero generare sull’economia». Il commento di Marco Mencini

Cina: rischi e opportunità del mercato di Pechino

Confermata dal XIX Comitato centrale del Partito comunista cinese la terza candidatura del presidente Xi Jinping, in scadenza a marzo 2022. La riconferma ha trovato spazio in un momento particolarmente delicato per la Cina, che tra il crollo di Evergrande, la crisi del real estate, la stretta regolamentare sulle big tech locali, le tensioni geopolitiche crescenti con lo snodo strategico di Taiwan e il generale rallentamento della crescita economica, non se la sta passando troppo bene. Dopo una corsa ventennale, con tassi di crescita in media del 10%, nel quarto trimestre dell’anno la crescita è stimata intorno al 2-3%, tasso che porterebbe quella annuale intorno al 6%.

«Il cambio di passo dell’economia cinese non è solo legato alla crisi del real estate, ma piuttosto a un percorso di riordino generale che, nelle intenzioni del governo, dovrà portare a una grande transizione dell’economia verso un modello fondato sulla prosperità comune, fortemente sostenuta dal presidente Xi Jinping e "principio fondamentale" del socialismo cinese», commenta Marco Mencini, senior portfolio manager di Plenisfer Investments (nella foto a lato). «Un principio che, come indicato dal 14° piano quinquennale varato lo scorso anno, dovrà tradursi in obiettivi concreti entro il 2025 portando a una società più equa con un migliore benessere sociale e minori divari di reddito, migliori servizi pubblici, una rete di sicurezza sociale più forte».

Il disegno cinese è di lungo periodo e punta a una crescita ordinata e qualitativa, piuttosto che quantitativa. Ma quali saranno le implicazioni per gli investitori? «Con riferimento al settore del real estate, come è noto, l’anno è stato segnato dalla crisi di Evergrande che con un debito monstre di circa 300 miliardi di dollari, di cui circa 50 in capo a investitori esteri ha rischiato il default», continua Mencini. «La società è ancora in bilico: sono state pagate le cedole delle obbligazioni in valuta forte e 3 coupon arretrati, ma la situazione resta delicata e in evoluzione, e le tensioni restano elevate non solo sulla società, ma per l’intero settore che, peraltro, ad ottobre ha evidenziato un calo del 25% rispetto allo stesso periodo del 2020, connesso alla riduzione delle vendite e dell’avvio di nuovi progetti immobiliari». Ma ci sono segnali incoraggianti: uno dei big player del settore, Sunac, che conta una capitalizzazione pari a circa 9 miliardi di dollari e debiti per 50 miliardi, ha recentemente raccolto 1 miliardo attraverso un aumento di capitale e la cessione della società di property management.

«In Plenisfer ci aspettiamo che sulle società di real estate il governo continui nella direzione intrapresa di contenimento delle crisi attraverso la ristrutturazione dei debiti e la cessione di asset allo scopo di evitare l’effetto domino sull’economia che eventuali fallimenti di player di dimensioni rilevanti potrebbero generare», spiega l’esperto. «Riteniamo inoltre che il settore tech resterà centrale nello sviluppo del Paese: crediamo che la leadership cinese continuerà a supportare sia l’innovazione che l’imprenditorialità, necessarie alla crescita economica cui mira. Il 31 agosto i vertici cinesi alla riunione settimanale del Consiglio di Stato hanno segnalato "risultati iniziali" nell'antitrust e hanno chiesto di bilanciare regolamentazione e sviluppo. Un binomio inedito rispetto a quanto emerso dalle riunioni di aprile e luglio 2021, tutte incentrate esclusivamente sulla regolamentazione. Ci aspettiamo che i regolatori facciano di più per proteggere gli utenti (ad esempio, tutela dei dati personali) e i lavoratori (assicurazione, salari), ma ad oggi non vediamo effetti disruptive sui modelli di business. Diventerà tuttavia sempre più importante concentrarsi su nomi di qualità con un vantaggio competitivo e una crescita sostenuta e sostenibile degli utili. Il divario di valutazione tra i leader e i player minori del settore si amplierà e le aziende meno competitive diventeranno sempre più irrilevanti. In particolare, le limitazioni sulle sovvenzioni, la privacy dei dati degli utenti, i costi di consegna ecc. avranno un impatto minore sui player dominanti o addirittura le aiuteranno a incrementare la posizione di leadership rispetto ai concorrenti».

Secondo Plenisfer, terminata la fase di riordino in atto – riflessa nelle decisioni di rallentare la politica monetaria e di non adottare incentivi fiscali mentre si avviavano alcune riforme radicali – i prossimi passi nel percorso di crescita passeranno attraverso stimoli fiscali e incentivi alla crescita. Una particolare attenzione sarà data allo sviluppo della middle class: va ricordato che i salari cinesi sono mediamente cresciuti a un tasso in linea con quello del prodotto interno lordo nominale (+10% annuo) con ricadute sui consumi interni, centrali nel modello della “prosperità comune”. Ma non solo: tale modello prevede anche che la middle class cresca adottando stili di vita più sani. «Ci aspettiamo», continua Mencini, «che continuino ad essere sostenuti i settori connessi al benessere ed all’attività sportiva, anche in vista delle Olimpiadi che si terranno a Pechino nel 2022».

Insomma, beneficeranno della nuova fase di crescita sostenibile fondata sulla “prosperità comune”, i settori in cui l’agenda del governo è chiara, ovvero, oltre a quelli relativi al benessere e alla crescita interna e al tech, quelli connessi alla transizione energetica. La ripartenza dell’economia trainerà inoltre i settori ciclici. «Singole e selezionate opportunità di investimento in tali ambiti sono oggi caratterizzate da valorizzazioni interessanti», conclude l’esperto. «Tuttavia, saranno da considerare i rischi connessi alla fase di una transizione soggetta all’agenda politica. Le tensioni su Taiwan e in generali quelle geopolitiche, resteranno un fattore da monitorare con attenzione».

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