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Valute digitali: come si sta evolvendo il denaro del futuro

«L’obiettivo delle stablecoin è di offrire una versione alternativa della criptovaluta priva di rischio, gestita in modo indipendente dalle banche commerciali e che può essere utilizzata direttamente dal consumatore, a prescindere dalla sua situazione bancaria». Il commento a cura di David Goodman

Valute digitali: come si sta evolvendo il denaro del futuro

Le valute digitali decentralizzate sono state dichiarate illegali questo settembre dalla banca centrale cinese, che ha anche proibito le operazioni in criptovaluta, dichiarando ufficialmente fuori legge tutte le attività correlate alle monete digitali. Secondo la PboC «le attività imprenditoriali correlate alle valute virtuali sono attività finanziarie illegali», e «sussistono rischi legali per i singoli e le organizzazioni» che partecipano ad attività di scambio che comportano il ricorso alle valute virtuali. Tra l’altro, in concomitanza col divieto delle criptovalute decentralizzate, la Cina ha lanciato la valuta digitale della banca centrale (Cbdc).

«La banca centrale cinese spiegò che il lancio dello yuan digitale era la sua risposta alla minaccia derivante dalla diffusione delle criptovalute decentralizzate, come il Bitcoin, e che una valuta digitale centralizzata avrebbe contribuito all’efficienza delle transazioni in Cina», spiega David Goodman, investment manager di Gam Investments. «Il sistema prevede che lo yuan digitale scada dopo un certo periodo di tempo allo scopo di incoraggiare la spesa e stimolare la domanda economica. La banca centrale ha già lanciato il Dcny in diverse città attraverso programmi pilota che hanno avuto successo».

Nel 2014 quando la Cina ha iniziato a pubblicizzare il piano per la sua valuta digitale, altri Paesi avevano seguito con interesse l’iniziativa, cominciando a esplorare questa soluzione. Sulla base di un sondaggio condotto dalla Banca dei regolamenti internazionali, l’86% delle banche centrali sta valutando vantaggi e svantaggi del lancio delle Cbdc, ma solamente il 14% si trova in una fase di sviluppo avanzato, con l’introduzione di piani pilota. In un recente rapporto, la Bank of England ha specificato: «Una valuta digitale della banca centrale o Cbdc consentirebbe a famiglie e imprese di effettuare direttamente pagamenti elettronici utilizzando la moneta emessa dalla Bank of England».

«Attualmente, solo le banche commerciali hanno un collegamento diretto con la banca centrale, una valuta Cbdc potrebbe però consentire per la prima volta a consumatori e imprese di accedervi direttamente», continua Goodman. «In generale, per Cbdc si intende una forma digitale della moneta legale che utilizza la tecnologia blockchain per gestire il suo libro mastro. A differenza delle criptovalute, una Cbdc viene amministrata da un ente centralizzato, nella maggior parte dei casi la banca centrale di un Paese. Per l’utente finale, il valore che l’unità digitale rappresenta, per esempio una sterlina digitale, resta invariato».

Ma quali sarebbero i vantaggi di una valuta digitale? La divisione ricerca sugli strumenti digitali di Bank of America, in un rapporto di ottobre, ha rivelato che 221 milioni di persone hanno acquistato o venduto una criptovaluta a giugno 2021, in aumento rispetto ai 66 milioni del maggio 2020. «Con la rapida diffusione dei pagamenti contactless e delle transazioni online, dipendiamo sempre meno dalla moneta fisica», spiega l’esperto. «Le valute digitali possono essere considerate come un upgrade dei protocolli di gestione del denaro via internet che già conosciamo e utilizziamo nelle nostre operazioni online. E come ogni upgrade, si prevede l’aggiunta di nuove funzioni che migliorino la rapidità, l’efficacia e in generale l’esperienza dell’utente. Quali saranno queste funzioni dipenderà dalle decisioni che saranno prese sui singoli progetti; tuttavia, in generale verranno ridotti i tempi di liquidazione e potenziati i sistemi di monitoraggio delle reti di pagamento».

Numerose criptovalute private collateralizzate con un asset di riserva, chiamato stablecoin, sono già state create. È la soluzione del settore privato alla moneta legale digitale, un tipo di criptovaluta emesso da una società privata con un meccanismo per ridurre le oscillazioni dei prezzi e stabilizzarne il valore. «L’obiettivo delle stablecoin è di offrire una versione alternativa della valuta digitale priva di rischio, gestita in modo indipendente dalle banche commerciali e che può essere utilizzata direttamente dal consumatore, a prescindere dalla sua situazione bancaria», chiarisce Goodman. «Le stablecoin consentono di scambiare facilmente miliardi di dollari e oggi rappresentano un capitale superiore a 100 miliardi di dollari investito nell’ecosistema delle criptovalute. Considerato che quest’industria supererà i 2 mila miliardi di dollari, non ci sorprende che le banche centrali stiano mostrando crescente interesse per un’opportunità molto appetibile».

Sebbene sia ancora troppo presto per capire come si concretizzerà questa soluzione o in che modo i governi gestiranno le valute digitali, secondo Goodman il processo di digitalizzazione delle valute proseguirà, a prescindere da quali saranno i soggetti coinvolti. «Anche se le banche centrali hanno chiarito che le Cbdc saranno utilizzate in aggiunta al denaro contanti e non lo sostituiranno, a prescindere dalla forma, digitale o meno, è ancora la moneta legale che perde valore con l’inflazione», conclude. «Va inoltre considerato il fatto che i governi assumono più controllo sui cittadini. Nel frattempo, la nostra conclusione è che gli “hard asset” come azioni, bitcoin, lingotti d’oro o immobili, sono uno strumento utile per gli investitori che vogliono combattere l’inflazione».

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