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Scenari | Franklin Templeton

Esg: non bisogna fermarsi all’apparenza

«Ci sono società a cui vengono assegnati bassi punteggi di sostenibilità a causa di informative incomplete, non per problemi fondamentali. Individuarle prima che il mercato assegni loro un prezzo adeguato alle loro prospettive sostenibili, dà un vantaggio sulla concorrenza». Il commento di Andrew Ness e Preyesh Patel

Esg: non bisogna fermarsi all’apparenza

Per essere sostenibili anche negli investimenti, non basta cercare società con ottimi profili Esg (Environmental, Social and Governance): serve di più, serve fare lo sforzo di andare a scoprire quelle società con Esg in miglioramento e informative esaurienti che possano testimoniarlo. Un lavoro che nel caso dei mercati emergenti viene ostacolato proprio da informative non omogenee e inevitabilmente non all’altezza delle concorrenti dei mercati sviluppati. Eppure, si tratta di mercati che potrebbero offrire agli investitori opportunità importanti.

«Investiamo nei mercati emergenti da decenni e abbiamo sviluppato conoscenze approfondite sul progresso delle società verso la sostenibilità, grazie alla ricerca che svolgiamo sul posto e ad un costante coinvolgimento con i management», spiegano Andrew Ness e Preyesh Patel, rispettivamente portfolio manager e senior Esg analyst di Franklin Templeton Emerging Markets Equity. «Dall’esperienza maturata abbiamo visto che le società dei mercati emergenti non sono completamente arretrate rispetto ai peer dei mercati sviluppati, per quanto riguarda le informative Esg. In qualche mercato emergente specifico le aziende sono state più trasparenti. È incoraggiante anche la crescente apertura dimostrata dalle società dei mercati emergenti negli ultimi anni. Qui, la nostra presenza sul posto costituisce un vantaggio, considerando che le nostre relazioni con le società ci consentono spesso di ottenere informazioni più approfondite».

Secondo i due esperti poi, le politiche e le iniziative Esg starebbero generalmente guadagnando terreno nei mercati emergenti. «Ci aspettiamo», dicono, «che questa tendenza imprima uno slancio alle informative Esg delle società e alla responsabilità pubblica. In effetti, ci siamo fortemente attivati affinché il patrocinio politico sia sempre il punto focale dell’agenda».

Gli investitori potrebbero sostenere informative migliori e altri miglioramenti tramite il coinvolgimento con le società, gli organi di regolamentazione e altri stakeholder. «Le relazioni basate sulla fiducia che siamo riusciti a costruire ci consentono di discutere di questioni rilevanti e contribuire a modellare il cambiamento», commentano Ness e Patel. «Siamo convinti che alcune delle opportunità di investimento sostenibile più sottovalutate nei mercati emergenti si trovano in società che stanno portando avanti transizioni positive a favore dei fattori Esg. Sarà fondamentale osservare l’evoluzione delle informative Esg e il loro impatto sulla capacità degli investitori di percepire e posizionarsi nel modo migliore a fronte di tali transizioni».

L’investimento sostenibile è spesso associato alla ricerca di società leader nell’attenzione prestata ai fattori Esg, ma tale concentrazione può far trascurare le opportunità d’investimento offerte anche da società che danno risalto alle proprie credenziali Esg. È una trappola alla quale bisogna fare particolarmente attenzione nei mercati emergenti, dove una percezione generale del divario in merito ai fattori Esg rispetto ai mercati sviluppati ha impedito di essere sul radar di certi investitori nella sostenibilità.

«Questa prudenza è stata un elemento costante, nonostante la crescente consapevolezza delle considerazioni Esg nei mercati emergenti nel corso degli anni. In una certa misura, le carenze di reporting sui fattori Esg delle società dei mercati emergenti possono essere state un freno per la fiducia degli investitori», commentano gli esperti. «Utilizzando come proxy i punteggi assegnati da Bloomberg alle informative Esg, vediamo che nel complesso le società dei mercati emergenti si sono mosse nella scia di quelle dei mercati sviluppati per quanto riguarda l’ammontare dei dati Esg dichiarati pubblicamente. Analizzando i singoli mercati, tuttavia, il quadro è molto più ricco di sfumature. I livelli delle informative Esg delle società sono stati molto diversi tra i vari mercati emergenti, e certi mercati quali la Malesia e il Brasile sono andati meglio degli Stati Uniti. Anche il punteggio di mercati quali Taiwan e India è stato buono, a confronto. Crearsi un’opinione in base a una panoramica superficiale sul deficit delle informative delle società dei mercati emergenti sconterebbe le nicchie esistenti di solide prassi nel reporting».

Un altro elemento promettente secondo i due economisti sarebbe la crescita costante della trasparenza, dimostrata da quasi tutte le società dei mercati emergenti. «Negli ultimi anni, i punteggi delle informative Esg delle società dei mercati emergenti sono aumentati più di quelli di società europee e giapponesi», dicono. «L’accelerazione del progresso per i mercati emergenti potrebbe riflettere in parte una base di partenza più bassa, e riteniamo che vi sia ancora ampio spazio per ulteriori sviluppi».

Vari mercati emergenti con informative Esg che hanno ottenuto punteggi Bloomberg superiori alla media hanno continuato a irrobustire le proprie politiche. Taiwan, ad esempio, ha lanciato nel 2020 una nuova roadmap di governance societaria triennale per le società quotate in borsa. Nell’ambito di misure intese a migliorare la trasparenza delle informazioni, dovrebbe aumentare il numero delle società che pubblicano relazioni sulla sostenibilità.

L’India ha iniziato nel 2020 ad applicare un codice di stewardship per i fondi comuni, sollecitando gli investitori istituzionali a intensificare il monitoraggio delle società in cui investono e le relazioni reciproche. «Quest’anno i responsabili delle decisioni politiche hanno ampliato la portata delle relazioni in materia di responsabilità delle società nei confronti delle loro attività, chiedendo loro di dichiarare informazioni Esg più quantificabili e granulari», spiegano i due esperti.

Intanto vi è stato anche un impegno a migliorare di certi mercati emergenti ancora arretrati rispetto ai peer per quanto riguarda le informative Esg. Nel 2018, il fondo pensionistico statale della Corea del Sud e il principale investitore istituzionale, il National Pension Service, hanno adottato un codice di stewardship, rafforzando una spinta affinché le società si assumessero una maggiore responsabilità nel paese. Mentre la Corea potrebbe beneficiare di una roadmap più chiara per la governance societaria, ha anche implementato certe riforme attese da tempo.

La debolezza relativa della Cina nelle informative Esg ne smentisce la notevole accelerazione negli anni. Sebbene la Cina non abbia alcun codice di stewardship, la China Securities Regulatory Commission (CSRC) ha pubblicato un nuovo codice di governance societaria nel 2018. Quest’anno la CSRC ha rivisto le norme di reporting annuale e semestrale per le società quotate nelle borse nazionali, che sono ora tenute a divulgare informazioni sui fattori ambientali e di responsabilità sociale in una sezione separata. Le nuove norme sono un importante segnale di cambiamento positivo, soprattutto alla luce dell’impegno della Cina per la neutralità del carbonio e la forte importanza generale assegnata ai fattori Esg. «Riteniamo che con l’avvicinamento della Cina al reporting Esg obbligatorio dovrebbero migliorare anche le informative diffuse dalle società», commentano gli economisti.

Un altro elemento degno di nota sono le iniziative delle borse valori mirate a promuovere le prassi Esg delle società quotate, e ad attirare verso i loro mercati un capitale concentrato sulla sostenibilità. Il 93% circa dei mercati emergenti ha borse valori che aderiscono all’iniziativa Sustainable Stock Exchange, un programma di partnership delle Nazioni Unite (UN) che studia come le borse possano migliorare la performance Esg e incoraggiare un investimento sostenibile. Alcune borse hanno spinto attivamente per un aumento delle informative Esg. «Nel Medio Oriente, dove le informative si sono ampiamente mosse nella scia dei mercati emergenti e di quelli sviluppati, quasi tutte le borse valori hanno comunicato la necessità di un’integrazione da parte delle società di considerazioni Esg nelle loro strategie e nel reporting relativo alle proprie attività. Varie borse hanno redatto linee guida per il reporting Esg ad uso delle società», spiegano Ness e Patel. «Alcune, incluse la borsa Tadawul in Arabia Saudita e la Boursa Kuwait, hanno annunciato di avere in programma il lancio di indici Esg».

«Prevediamo che gli indici Esg porteranno a un notevole progresso dell’agenda di sostenibilità», dicono. «Le società che aspirano a essere incluse in tali indici hanno forti incentivi per soddisfare i criteri di idoneità Esg e dichiararne le misure e gli obiettivi. Un’informativa più esauriente, a sua volta, rafforza la responsabilità pubblica in materia di fattori Esg e potrebbe spronare un maggiore risalto per le credenziali Esg. Nel complesso, secondo noi le politiche e le iniziative Esg hanno un impatto favorevole sui comportamenti delle società. Abbiamo infatti visto molte società dei mercati emergenti dimostrare una maggiore attenzione per gli azionisti nel corso degli anni, ad esempio con una maggiore predisposizione a riacquistare azioni o distribuire dividendi più elevati. Di conseguenza, anche il rapporto utili/dividendi generale nei mercati emergenti è salito dal 36,2% di fine 2017 al 48,6% di fine 2020. La Corea del Sud è stata tra i paesi dove il miglioramento su questo fronte è stato particolarmente robusto, seguendo l’impulso al cambiamento della politica nel paese. Un miglioramento dei comportamenti delle società potrebbe manifestarsi anche in modelli di attività più robusti e utili di qualità migliore, nonché in minori rischi Esg. Il riconoscimento da parte del mercato di tutti questi cambiamenti potrebbe portare a una revisione al rialzo delle valutazioni».

Va ricordato che le informative Esg nei mercati emergenti non sono omogenee. Mentre sono disponibili rating Esg assegnati da terzi, le agenzie di ricerca differiscono per portata e focus sulla copertura delle società. Anche divergenze tra dati e soggettività possono portare a rating incongruenti.

«A volte abbiamo trovato società alle quali vengono assegnati bassi punteggi Esg a causa di informative incomplete, più che di problemi fondamentali», spiegano i due esperti. «Utilizziamo le informazioni pubblicate come punto di partenza per la ricerca, e incorporiamo i nostri risultati per formulare opinioni previsionali sulle prospettive Esg delle società. Il lavoro supplementare richiede l’approfondimento sul posto dello studio di specifici mercati e società, nonché un accesso immediato ai management e altri stakeholder. I nostri impegni vanno oltre il livello societario. Abbiamo colloqui frequenti con organi di regolamentazione, borse valori, organismi di governance societaria e altri stakeholder, nell’ambito del nostro patrocinio di sane politiche per i mercati di capitale, che possono esercitare un impatto ad ampio raggio sullo sviluppo economico, il comportamento delle società e gli interessi degli investitori. Partecipiamo anche a certi comitati di borse valori specifiche, dove si discutono fattori Esg e altre questioni».

Secondo Ness e Patel, un miglioramento determinante delle considerazioni Esg richiederà tempo. Fare investimenti sostenibili significa in ampia misura identificare società che cercano di fare, o stanno già facendo progressi nel loro sviluppo delle problematiche Esg, così come è importante individuare i leader Esg esistenti. Differenze di livello delle informative Esg nei mercati emergenti impediranno tuttavia agli investitori di crearsi un’opinione completa relativa alla direzione in cui procedono le società verso i fattori Esg.

«Anche con una crescente trasparenza», dicono, «continuiamo a ritenere vitali la ricerca sul campo proprietaria nonché un coinvolgimento sostenuto con le società nel filtrare le attività, l’impegno alla sostenibilità e le intenzioni. La nostra esperienza nell’investimento in mercati emergenti ci ha dimostrato la differenza che possono fare relazioni approfondite con le società. Una fiducia reciproca e una comunicazione bidirezionale ci spianano spesso la strada per una partnership nell’esplorare e modellare miglioramenti nelle informative Esg e altre aree. Tutto questo lavoro, se ben eseguito, potrebbe creare un vantaggio maggiore rispetto alla concorrenza nell’individuare le società più progredite per i fattori Esg prima che il mercato assegni loro un prezzo adeguato alle loro prospettive».

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