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Veicoli elettrici: l’Asia si prende la leadership  

«La produzione di batterie agli ioni di carbonio oggi è dominata da Giappone, Cina e Corea del Sud che giocano un ruolo significativo». Il commento di Selina Lu

Veicoli elettrici: l’Asia si prende la leadership  

Ha raggiunto il 4,6% nel 2020, e crescerà ancora. La quota globale di vendite di auto elettriche non sembra arrestarsi, e si stima che le vendite di Ev potrebbero arrivare a costituire il 10% di tutte le vendite di veicoli entro il 2025. Il costo d’altronde è sceso, e le infrastrutture di ricarica sono state migliorate; il vero peso sul consumatore rimane la batteria, che rappresenta il 30% del costo totale del veicolo, ma è anche uno degli elementi più importanti in termini di prestazioni, sicurezza e durata dell’auto elettrica.

«I veicoli elettrici sono stati identificati come una parte fondamentale degli sforzi globali per raggiungere le emissioni zero nette di anidride carbonica, e la domanda è destinata a crescere di dieci volte nel prossimo decennio», dice Selina Lu, senior analyst Rbc asian equity di Rbc Global Asset Management (nella foto a lato). «La produzione di batterie agli ioni di carbonio oggi è dominata dall’Asia orientale, con Giappone, Cina e Corea del Sud che giocano un ruolo significativo. Ma ci sono anche altre tecnologie avanzate di produzione di batterie all’orizzonte, e le aziende alzano il tiro per guadagnare quote in questo mercato in crescita».

Due innovazioni degne di nota sono le batterie agli ioni di sodio e allo stato solido. Il più grande produttore di batterie al mondo è una società cinese che ha recentemente annunciato l’applicazione di batterie agli ioni di sodio a partire da quest’anno. «Tali batterie», spiega Lu, «sono uniche e vantaggiose nelle prestazioni a bassa temperatura, nella ricarica veloce e nell’adattabilità ambientale: la cosa più importante è che la soluzione data da esse potrebbe potenzialmente abbattere i costi di stoccaggio dell’energia».

Le batterie agli ioni di sodio potrebbero costare dal 30% al 50% in meno rispetto alle opzioni di batterie EV più economiche attualmente disponibili. Il sodio è più comune e più uniformemente distribuito. Questo tipo di batterie ha attualmente una densità di energia relativamente più bassa, ma funziona meglio a temperature più basse e ha una durata di vita più lunga, il che lo rende un buon investimento a lungo termine. Con il sostegno del Governo, la Cina ha iniziato a costruire nuove catene di approvvigionamento per le batterie agli ioni di sodio che dovrebbero entrare in funzione entro il 2023. 

«Per aumentare significativamente la densità di energia e aumentare l’autonomia di guida, la tecnologia a stato solido è la soluzione definitiva», spiega l’esperta. «La sostituzione degli elettroliti liquidi nelle batterie agli ioni di sodio con materiali allo stato solido abbasserà la possibilità che la batteria prenda fuoco, e questa finestra elettrochimica più ampia permetterà anche di applicare materiali catodici ad alta tensione e anodi di litio metallico ad alta densità energetica. Le batterie a stato solido possono spingere la densità di energia più in alto, e sono al contempo più sicure e più durature, cosa che rappresenta un vero e proprio game changer».

Sono tre le aziende giapponesi leader nel mondo per i brevetti relativi. Una di queste ha quasi triplicato il numero di brevetti rispetto al concorrente più immediato, e punta a lanciare un prototipo dell’auto quest’anno, con lancio commerciale nel 2025. «Stiamo anche iniziando a vedere», prosegue Lu, «investimenti in questo settore anche da altre aziende che in Cina e Corea del Sud stanno studiando questa tecnologia, e non resteranno molto indietro. Crediamo che le batterie a stato solido diventeranno diffuse dopo il 2025».

Insomma, le aziende asiatiche non solo stanno guidando l’attuale catena di approvvigionamento delle batterie EV, ma stanno preparando la scena per aumentare la loro quota di mercato sviluppando nuove tecnologie per le batterie per le auto elettriche. «Ci aspettiamo», conclude l’esperta, «che le opportunità di investimento emergano da una serie di aree, come ad esempio, le aziende che sono all’avanguardia nei nuovi materiali, componenti, sistemi e metodi di produzione».

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