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Non solo energetico: le nuove opportunità della transizione

«Stiamo esplorando settori della decarbonizzazione relativamente sconosciuti, come quello alimentare e l'agricoltura sostenibile, concentrandoci su un gruppo diversificato ma molto selezionato di aziende leader con vantaggi competitivi». Il commento di Deirdre Cooper

Non solo energetico: le nuove opportunità della transizione

L’attesa per la CoP26 è stata trepidante, eppure, durante la conferenza a Glasgow sembrava che il focus fosse già alla CoP27, ovvero il prossimo summit che si terrà nel 2022 in Egitto. La frequenza annuale di questi eventi climatici dimostra non solo l’urgenza del problema, ma anche l’interesse per la decarbonizzazione da parte di agende politiche e finanziarie. In effetti, non è più un segreto ormai: la sostenibilità è l’Eldorado dei portafogli, e gli investitori fanno a gara per chi riesce ad adocchiare le società migliori.

«I tre fattori chiave della crescita strutturale alimentata dalla decarbonizzazione sono gli sviluppi normativi, i progressi tecnologici e i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori», spiega Deirdre Cooper, co-head of thematic equity e co-portfolio manager della strategia Global Environment di Ninety One (nella foto a lato). «Tutti rimarranno molto rilevanti nel 2022. Dal punto di vista normativo, la legislazione Build Back Better negli Stati Uniti dovrebbe passare verso la fine del 2021 e inizieremo a vederne gli impatti dal prossimo anno. Sebbene il piano di stimolo sia stato ridotto da 3 trilioni di dollari a 1,5 trilioni di dollari, ciò che rimane sono essenzialmente tutte le misure climatiche. In Cina, la decisione della banca centrale di fornire finanziamenti agevolati per i settori "verdi" alimenterà anche la crescita di società selezionate nel 2022 e oltre».

Il ritmo dello sviluppo tecnologico è effettivamente rapido in molte aree legate alla lotta ai cambiamenti climatici, in particolare in alcuni settori che sono all'inizio del loro percorso di decarbonizzazione. Da qui, la scelta ni Ninety One di aumentare la loro esposizione a società di software che stanno contribuendo a rendere gli edifici più efficienti, nonché alle società che sviluppano soluzioni clean-tech per aree difficili da decarbonizzare, come il trasporto aereo. «Il settore alimentare è un altro focus della nostra ricerca», aggiunge Cooper, «data la necessità di ridurre le emissioni dell’agricoltura e produzione alimentare. Ci sono stati entusiasmanti progressi anche in questo campo, ad esempio nello sviluppo di proteine alternative alla carne».

Un aspetto molto importante della CoP26 è stato il coinvolgimento della società civile nelle discussioni. La necessità di affrontare il cambiamento climatico è nell'agenda di quasi tutti e di conseguenza le preferenze dei consumatori si stanno spostando ulteriormente verso soluzioni sostenibili. «Consideriamo questa una grande opportunità per le aziende che producono materiali per prodotti di consumo sostenibili, come gli ingredienti per shampoo a base biologica e altri beni per la casa, nonché alimenti più sostenibili», spiega l’esperta.

Restano comunque dei rischi a cui prestare attenzione. Il tema delle interruzioni delle catene di approvvigionamento è un aspetto che deve essere ancora risolto. «Ha fatto salire i prezzi di vari componenti, il che è un vantaggio per alcune aziende ma un vento contrario per altre», dice Cooper. «Alcune aziende del nostro universo hanno visto un rallentamento delle vendite perché non sono state in grado di accedere alle materie prime, oltre ad aver registrato margini più bassi. Ci aspettiamo che questi problemi si dissolvano nel corso del prossimo anno, ma devono essere monitorati. Detto questo, in qualità di investitori a lungo termine, consideriamo alcune di queste dislocazioni del mercato nel breve termine come opportunità per acquisire esposizione a società che ci piacciono a prezzi interessanti».

Oltre a questo, sarà da tenere d’occhio la crisi energetica. In Europa, la stretta è guidata dall'offerta e dipende principalmente dalla disponibilità di gas russo. Ma in Cina, è guidata dalla domanda. La domanda cinese di energia è aumentata del 20% solo quest'anno: una conseguenza di combustibili fossili più costosi è di rendere l'energia pulita ancora più economica a confronto. Il costo delle rinnovabili è comunque diminuito nel tempo e in molte parti del mondo l'eolico è già di gran lunga il modo più economico per generare elettricità. «Riteniamo», continua l’esperta, «che i forti aumenti dei prezzi dei combustibili fossili quest'anno accelereranno la domanda di energia pulita a medio termine. Questo sarà un elemento di sostegno per un gruppo diversificato di aziende, dalle utilities legate all’energia pulita ai produttori delle tecnologie e dei componenti necessari per rendere “verde” le reti».

Come posizionare quindi i portafogli nel 2022? «Noi abbiamo in portafoglio diverse società che riteniamo siano ben posizionate per trarre vantaggio dalla decarbonizzazione negli Stati Uniti, comprese le società legate all’energia pulita e le aziende che realizzano sistemi di riscaldamento e raffreddamento efficienti», spiega Cooper. «Se la legislazione Build Back Better passasse al Congresso, come ci aspettiamo, ciò aumenterebbe significativamente le nostre previsioni su quelle società. Inoltre, abbiamo un'ampia esposizione ai veicoli elettrici (EV) lungo tutta la catena del valore, anche tramite società che producono componenti per le batterie e software per la mobilità. A ottobre di quest’anno, il 23% delle vendite di auto nuove in Europa era elettrico, il che evidenzia come stia accelerando il passaggio al trasporto elettrificato. E stiamo continuando a esplorare settori della decarbonizzazione relativamente sconosciuti, come quello alimentare e l'agricoltura sostenibile. Nel complesso, manteniamo il nostro approccio agli investimenti, che consiste nel concentrarsi su un gruppo diversificato ma molto selezionato di aziende leader con vantaggi competitivi, che consentono tutte una decarbonizzazione sostenibile».

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