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Le stranezze di Wall Street, cosa succede ai Treasury

«La spiegazione potrebbe trovarsi nell’instabilità degli operatori, rafforzata dalla politica monetaria delle banche centrali, in atto ormai da oltre un decennio». Il commento del team Fundstore

Le stranezze di Wall Street, cosa succede ai Treasury

Editorial Use Only Andriy Blokhin stockadobecom

Negli ultimi tempi i mercati hanno mostrato volti inaspettati, comportandosi diversamente dalle aspettative degli investitori. Stranezze che non si sono limitate solo a Wall Street e alle altre Borse, ma hanno coinvolto l’intero mercato obbligazionario. Il rendimento del Treasury americano è cresciuto dal 1,2% di Agosto al 1,7% del 21 Ottobre, per poi crollare ad 1,4%, senza che alcun fattore economico ne abbia influenzato l’andamento, almeno apparentemente.

«La spiegazione», dice il team di Fundstore, «potrebbe trovarsi nell’instabilità degli operatori, rafforzata dalla politica monetaria delle banche centrali, in atto ormai da oltre un decennio. Una risalita dei rendimenti obbligazionari sembrerebbe più che logica osservando l’economia americana, in crescita del 6%, con un’inflazione che ha ampiamente superato il 6% e che, con il passare dei mesi, si profila meno transitoria di quanto avesse stimato la Fed».

Gli investitori si sono chiesti quanto potesse durare un quantitative easing disegnato per affrontare l’emergenza, e per quanto tempo i tassi di interesse potessero restare a zero. A causa di questa incertezza, il sentiment del mercato è virato e gli investitori hanno iniziato a vendere Treasury, portando ad una conseguente salita dei rendimenti.

«Durante la riunione del 3 Novembre 2021, la Fed ha annunciato la riduzione del quantitative easing e la cessazione degli acquisti di Bond a metà 2022, senza segnalare la volontà di rialzare i tassi d'interesse nei mesi successivi», spiega il team. «Nelle parole del presidente della Fed, Jerome Powell, gli operatori hanno percepito un tentativo di rassicurazione: la banca centrale degli Stati Uniti ha gli strumenti per fronteggiare l’inflazione e potrà mantenere una politica monetaria ultraespansiva in linea con le altre banche centrali. Ricordiamo, inoltre, che l’Italia sta traendo giovamento da questa politica, che le permette di rimanere “Ossigenata”».

La prosecuzione delle politiche espansive aiuta sia i mercati obbligazionari che i titoli di stato italiani. Infatti il rendimento dei nostri BTP era in rialzo già da Agosto e seguiva la crescita del Treasury americano. Tuttavia, il problema dell’inflazione, preoccupa l’economia globale e i mercati,  con una crescita del 6,2% dei prezzi al consumo.

«Vedremo come si evolveranno le cose con l’inizio del nuovo anno e quali saranno le azioni intraprese delle banche centrali», conclude il team. «Certamente, l'ombra di una grande ondata di inflazione globale è preoccupante e gli effetti non si ripercuoteranno solamente sui mercati e gli operatori, che dovranno correre ai ripari, ma soprattutto sull’economia reale e sui consumatori».

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