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Scenari | Schroders

La BoE alza i tassi, finisce il tempo dell’attesa

«Ci aspettiamo che la Bank of England prosegua con un altro aumento dei tassi a febbraio, arrivando allo 0,5%». Il commento di Azad Zangana

La BoE alza i tassi, finisce il tempo dell’attesa

La sede di Bank of England a Londra

Sorprende la banca centrale inglese, che aveva deluso gli investitori a novembre con atteggiamenti restii al rialzo, e che ora sceglie invece di portare i tassi dallo 0,1% allo 0,25%. Il consensus si era allontanato dall’idea di un inasprimento a causa dei livelli dello spread e dell’incertezza posta dalla nuova variante Omicron; invece, la BoE ha scelto di non aspettare oltre. In risposta, la sterlina ha guadagnato lo 0,6% rispetto al dollaro e lo 0,25% rispetto all’euro. L’indice FTSE 100 ha perso terreno rispetto al momento appena precedente all’annuncio, ma resta in rialzo su base giornaliera, e il rendimento del Gilt a 10-anni è in salita.

«La nostra ultima analisi metteva in evidenza la solidità del mercato del lavoro e il numero contenuto di posti di lavoro persi con la fine dello schema di cassa integrazione supportato dal Governo. La quantità di ore lavorate in media è tornata vicina ai livelli pre-pandemici», commenta Azad Zangana, senior european economist and strategist di Schroders (nella foto sotto). «Con il numero di posti di lavoro vacanti che continua ad aumentare, i dati suggeriscono che il passaggio da un’occupazione all’altra ha raggiunto un livello record. Tutte queste osservazioni indicano un mercato del lavoro molto rigido, esacerbato dalle normative sull’immigrazione post-Brexit».

Nel frattempo, l’inflazione è salita a 5,1%, soprattutto per i prezzi energetici al dettaglio più alti, ma anche per via dei colli di bottiglia nella produzione di beni. Anche le aziende nel settore dei servizi, sembrano essere state incoraggiate a trasferire l'aumento dei costi sui consumatori. «Secondo le nostre previsioni, l’inflazione britannica dovrebbe salire sopra il 6,5% entro aprile 2022, e i rischi rispetto a questa stima sono decisamente al rialzo», dice Zangana. «Sebbene l’indice dei prezzi al dettaglio (Retail Price Index) come misura dell’inflazione abbia perso di rilevanza, viene ancora considerato e l’anno prossimo potrebbe arrivare alla doppia cifra».

L’inflazione più elevata, anche se riconducibile a fattori temporanei, potrebbe facilmente innescare un aumento nell’inflazione salariale, dovuto alla carenza di forza lavoro. Ciò a sua volta farebbe aumentare ulteriormente costi e prezzi, e potrebbe far partire una spirale tra salari e inflazione. «In fin dei conti, la BoE ha deciso che i rischi di disruption derivanti dalla variante Omicron vengono surclassati da quelli dovuti a un’inflazione di medio termine più elevata», continua l’economista. «Vale la pena ricordare che l’aumento dei tassi è minimo, pari a soli 15 punti base».

I tassi d’interesse rimangono comunque incredibilmente bassi, visti i livelli di crescita e inflazione del Regno Unito attuali e prospettici. «Ci aspettiamo», spiega Zangana, «che la BoE prosegua con un altro aumento dei tassi a febbraio, arrivando allo 0,5%. In seguito, tuttavia, è probabile che la Banca Centrale decida di mettersi in pausa, poiché il trend dell’inflazione dovrebbe invertirsi verso il basso a partire dal secondo trimestre in avanti. Potenzialmente potrebbe arrivare sotto l’1%, il limite minimo del range del target della BoE».

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