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Scenari | Ebury

La Fed reagisce, il dollaro ringrazia

«I membri della banca centrale americana ora prevedono di aumentare i tassi tre volte nel 2022, ed è chiaro che la probabilità di un rialzo nel meeting di marzo stia aumentando». Il commento del team Ebury

La Fed reagisce, il dollaro ringrazia

Dopo mesi e mesi di slogan ‘inflazione transitoria’, la Fed inizia a mostrare qualche preoccupazione per le pressioni inflazionistiche nella riunione di dicembre. E il dollaro reagisce: con la sterlina si rafforza contro le altre valute del G10. I mercati emergenti a dire il vero, hanno retto meglio dei concorrenti sviluppati, ad eccezione della lira turca, unica valuta crollata di oltre il 15% a causa delle politiche di Erdogan che minacciano di far crollare il sistema finanziario del Paese.

«C'è stata una massiccia inversione di tendenza nelle priorità delle banche centrali nelle ultime settimane, come dimostrato dalla linea restrittiva della Fed, dal rialzo inaspettato dei tassi della Banca d'Inghilterra e dal dissenso che sta emergendo all'interno del consiglio della Bce», commenta il team di Ebury. «Con l'avvicinarsi delle vacanze, gli investitori presteranno molta attenzione alle notizie sulla variante di Omicron. Nel nuovo anno, invece, il diverso ritmo di inasprimento della politica monetaria delle banche centrali continuerà a essere il fattore chiave nei mercati valutari».

Per quanto riguarda l’Eurozona, la stretta monetaria della Bce arriverà chiaramente più tardi rispetto a quella delle altre banche centrali. «Tuttavia», precisa il team, «riteniamo che ci siano stati piccoli ma chiari segnali che l'istituzione stia cambiando la sua visione sull'inflazione e stia assumendo una posizione più aggressiva. Le previsioni di inflazione sono state riviste nettamente al rialzo. Inoltre, la variante Omicron è stata citata come una potenziale causa di inflazione aggiuntiva. Infine, la presidente Lagarde ha fatto trapelare l'esistenza di una fazione dissenziente e che spinge per un inasprimento della politica monetaria all'interno del Consiglio, ammettendo che la decisione non è stata all’unanimità. Per ora, tuttavia, Lagarde insiste sul fatto che un rialzo del 2022 rimane "molto improbabile" e l'euro ha faticato a trovare supporto per tutta la settimana».

Oltreoceano invece, la Federal Reserve ha raddoppiato la velocità del tapering, e concluderà i suoi acquisti di obbligazioni entro marzo. Tuttavia, le comunicazioni della Fed, in particolare il "dot plot", sono state più restrittive di quanto ci si aspettasse. «I membri della Fed ora prevedono di aumentare i tassi tre volte nel 2022, ed è chiaro che la probabilità di un rialzo nel meeting di marzo stia aumentando», spiegano gli esperti. «Il presidente Powell ha suggerito che la banca centrale è molto più preoccupata per l'inflazione rispetto alla riunione precedente e che vede il mercato del lavoro vicino alla piena occupazione. Sebbene manteniamo le nostre prospettive generalmente positive sull'economia statunitense, una delle principali incertezze è ciò che accadrà ai rendimenti statunitensi una volta che il massiccio sostegno della Fed al mercato obbligazionario scomparirà, poiché gli acquisti termineranno entro marzo del prossimo anno».

In Uk l'inflazione di novembre ha offerto un'altra brutta sorpresa, salendo al di sopra delle aspettative al 5,1% per l'anno. Questo potrebbe essere stato il motivo dell'aumento a sorpresa dei tassi della Banca d'Inghilterra, con un voto di 8-1. La banca centrale ha menzionato specificamente un mercato del lavoro vicino alla piena occupazione e pressioni inflazionistiche come giustificazioni per l'intervento sui tassi. «Riteniamo», conclude il team, «che ci sia il potenziale per un ulteriore rally della sterlina da qui a fine anno; le ragioni principali sono la scarsità di dati economici in uscita, le notizie positive dalla banca centrale e la posizione ribassista sulla sterlina di molti investitori, che quindi potrebbero essere costretti a chiudere un po’ di posizioni durante le festività natalizie».

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