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Opportunità per l’azionario, soprattutto nel luxury

«Prevediamo che lo slancio in corso a fine anno si rivelerà un catalizzatore per una continua sovraperformance del settore, in un contesto macroeconomico favorevole». Il commento di Niall Gallagher e Swetha Ramachandran

Opportunità per l’azionario, soprattutto nel luxury

Negli ultimi 15 anni ci siamo abituati ad uno scenario che volge al termine. Dalla crisi finanziaria la crescita economica è stata piuttosto bassa, con inflazione altrettanto contenuta e rendimenti obbligazionari in calo. Un periodo di deleveraging e di bassi livelli di investimenti materiali, che hanno permesso ad alcune tipologie di azioni di performare molto bene.

«Si è trattato essenzialmente di titoli di qualità», spiega Niall Gallagher, investment director european equities di Gam Investments (nella foto a lato); «bassa volatilità, società a flusso di cassa costante e anche società in crescita, perché in un contesto di scarsa crescita questo genere di aziende ha performato bene e in una fase di calo dei rendimenti obbligazionari molti titoli di qualità o in crescita sono stati rivalutati. Pensiamo che, mentre stiamo attraversando la pandemia, ci stiamo anche dirigendo verso un contesto in cui ci sarà un po' più di inflazione. Ci saranno probabilmente alti livelli di crescita».

«Allo stesso tempo», prosegue, «stiamo entrando in un super ciclo per gli investimenti di capitale, che, in parte, sarà guidato dai governi che vogliono investire di più solo per sostenere le proprie economie. Inoltre, la transizione verso il Net Zero richiederà quantità molto significative di investimenti in tutta la gamma di settori, reti energetiche e anche in ambiti come quello degli immobili residenziali. Dunque, negli ultimi 18 mesi o due anni abbiamo aumentato gradualmente l'esposizione verso alcune di queste forti tendenze di crescita strutturale».

La preoccupazione ovvia è che le mutazioni del coronavirus comportino chiusure continue. Alcune reazioni di panico da parte dei governi sono state dannose, ma secondo l’esperto la maggior parte delle aziende sarà abbastanza preparata, anche la situazione è ancora di stop/start, con l'eccezione forse di quelle nel settore dei viaggi che potrebbero essere più colpite. «Pensiamo», dice Gallagher, «che questo sia il rischio maggiore. L'altro rischio, che non riteniamo sia grave, è che potremmo avere un aumento dell'inflazione più serio di quanto i politici si aspettino. Pensiamo che le banche centrali siano in ritardo rispetto alla curva. Anche se pensiamo di essere ben posizionati per un contesto di inflazione più elevata, un contesto simile potrebbe anche essere piuttosto devastante per alcune asset class».

La crescita vede protagonista anche le azioni del settore del lusso, sostenuto dai continui upgrade degli utili. Le motivazioni sono strutturali: la continua ascesa della classe media emergente asiatica, l'influenza dei consumatori più giovani e la digitalizzazione - sia per ridurre l'intensità del capitale per il settore fornendo un servizio ai consumatori a costi inferiori, sia per costruire nuovi flussi di entrate nel metaverso. «Il filo conduttore di questi fattori è anche il ruolo crescente delle preoccupazioni relative alla sostenibilità nel comportamento di consumo», spiega Swetha Ramachandran, investment manager e responsabile del fondo Gam Luxury Brands Equity. «Il motto de facto del settore del lusso è “Comprare meno, comprare meglio”. Crediamo che il mercato stia sottovalutando il potere di determinazione dei prezzi del settore, che dovrebbe alimentare l'espansione dei margini fino al 2022, a fronte di un contesto di domanda sana e sostenuta nel 2021. Prevediamo che lo slancio in corso a fine anno si rivelerà un catalizzatore per una continua sovraperformance del settore, in un contesto macroeconomico favorevole».

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