Quantcast

Scenari | BlueBay

2022 non facile per gli obbligazionisti, ma c’è una soluzione

«Per chi è alla ricerca di modi con cui generare ritorni positivi ed è preoccupato per i tassi, il mercato High Yield con le sue attuali dinamiche rappresenta una buona opzione». Il commento di Justin Jewell

2022 non facile per gli obbligazionisti, ma c’è una soluzione

Che i tassi siano destinati ad aumentare sembra ormai un dato di fatto, e ad uscire vincitore da questa partita sarà chi avrà trovato il nascondiglio perfetto per sfuggire al riassetto. In questo caso, l’universo obbligazionario continua a offrire opportunità di rendimento: high yield a bassa duration e alto rendimento è il posizionamento consigliato dagli esperti.

Questa asset class infatti, registrerà performance positive nel 2022, grazie al supporto di diversi fattori chiave come le politiche monetarie. «La Fed ha iniziato il ritiro degli stimoli, il cosiddetto ‘tapering’, a fine novembre, e gli acquisti di bond termineranno in primavera», spiega Justin Jewell, senior portfolio manager di BlueBay Asset Management (nella foto sotto). «Tutto ciò è in linea con le nostre previsioni di un primo rialzo dei tassi a metà anno. Storicamente, quando i tassi dei Treasury sono saliti, i bond Hy hanno sovraperformato in modo piuttosto significativo rispetto ai bond corporate Ig a duration più elevata, considerando un periodo di 12 mesi. Ecco perché la breve duration e l’alto rendimento che caratterizzano l’high yield dovrebbero agire da ‘cuscinetto’ contro la normalizzazione della curva dei tassi Usa, permettendo all’asset class di performare bene anche con tassi in aumento».

I flussi del mercato high yield statunitensi sono stati negativi l’anno scorso, ma ci si aspetta che questa dinamica si inverta, con gli investitori che migrano dall’universo Ig a quello Hy, visto che il primo verrà probabilmente impattato dall’aumento dei tassi. In Europa invece, gli afflussi verso l’asset class sono stati moderatamente positivi, superiori ai 775 milioni di euro, così come quelli verso i prestiti a leva, i cui tassi variabili sono motivo di appeal per l’asset class.

«Dopo una prima impennata nel numero di downgrade del rating nel 2020, gli upgrade ora viaggiano a un tasso doppio rispetto ai declassamenti», prosegue Jewell. «L’incremento del volume di emittenti in ascesa, che stanno ritornando sui livelli investment grade rappresenta un fattore tecnico di supporto per l’Hy, in quanto compensa l’impatto del fitto calendario di aste. Il rapporto upgrade/downgrade nei bond Hy Usasi attesta a 2,83 (al 30.11.2021). In Europa vediamo trend simili, a un ritmo più lento. Data la tipica lentezza nei tempi con cui gli indicatori economici solidi si traducono in azioni sui rating, ci aspettiamo ulteriori innalzamenti per tutto il 2022».

Nel frattempo, il Covid-19 sta diventando meno dominante come fattore di rischio, e la probabilità di nuovi lockdown è diminuita di molto. Man mano che le società si adattano a convivere con il virus, le economie sviluppate rimarranno aperte. «Il miglioramento degli utili societari sta aiutando a ridurre i livelli di prestiti richiesti per gli emittenti Hy», dice l’esperto. «I rapporti di indebitamento per l’Hy Usa hanno raggiunto il picco a 6x a fine 2020 e ora sono scesi a 5,19 (al 30.09.2021). Questo calo mostra che gli emittenti si stanno finanziando su livelli migliori e stanno sfruttando la normalizzazione degli utili per ridurre il proprio debito».

Da non sottovalutare però, l’impennata nei prezzi del gas naturale guidata dalle difficoltà sul lato dell’offerta, che sta influenzando l’universo ad alto rendimento. «L’Europa viene colpita più duramente degli Usa», spiega Jewell, «a causa della dipendenza dalle importazioni di gas, quindi l’aumento dei prezzi probabilmente rallenterà la ripresa della regione».

La politica fiscale europea e statunitense intanto, restano ampiamente accomodanti, anche se alcune politiche di supporto lanciate per far fronte all’emergenza Covid-19 stanno subendo un ridimensionamento. Per quanto riguarda il Regno Unito invece, gli schemi della cassa integrazione stanno terminando – diversi segmenti di lavoratori ora ne sono preoccupati, ma nel complesso la politica monetaria resta accomodante e permangono diverse politiche fiscali di supporto.

Per quanto riguarda l’aumento dei costi di input, le catene di approvvigionamento più rigide e la carenza di forza lavoro, si tratta di diversi fattori che aumentano la probabilità di shock idiosincratici, anche se le condizioni di liquidità continuano ad essere ampiamente resilienti. I mercati emergenti potrebbero invece registrare una volatilità elevata, con il settore immobiliare cinese che attualmente subisce più stress, in quanto il deleveraging continua a fronte di un supporto governativo limitato.

«Nessun investitore obbligazionario va incontro a un cammino facile nella caccia ai rendimenti reali nel 2022», sostiene Jewell. «Tuttavia, per chi è alla ricerca di modi con cui generare ritorni positivi ed è preoccupato per i tassi, il mercato High Yield con le sue attuali dinamiche rappresenta una buona opzione. La variante Omicron ha riportato il Covid-19 nella top 3 dei temi top-down. Ci aspettiamo maggiore volatilità e restiamo cauti nel breve termine. Tuttavia, guardando ai prossimi sei mesi, siamo più ottimisti, poiché la combinazione tra una maggiore guidance sulla salute pubblica, tassi di vaccinazione più alti e terze dosi eviteranno un periodo prolungato di restrizioni economiche. Manteniamo un outlook costruttivo per l’asset class degli asset finanziari a leva, in un contesto di bassi default, e vediamo il recente aumento della volatilità come una opportunità potenziale. Ci aspettiamo che il trend di flussi positivi prosegua nel 2022, in favore dei bond High Yield, anche perché in generale le stime di rendimento nell’universo obbligazionario sono più modeste rispetto agli anni passati. Crediamo che i rendimenti staranno nel range del 3-4%, anche assumendo un aumento dei tassi Usa di 100 punti base, visto che c’è ancora un po’ di margine sugli spread».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo