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Scenari | Dpam

Azionario: il 2022 non sarà facile

«Per quanto riguarda il posizionamento, si dovrebbero favorire i settori che contribuiranno a risolvere i problemi attuali come i colli di bottiglia dell'offerta, la minore produttività, i cambiamenti dirompenti, l'Esg». Il commento di Johan Van Geeteruyen

Nonostante gli ultimi tre anni non siano stati del tutto incoraggianti, le performance sono state eccellenti, e ora ci si domanda cosa aspettarsi dal prossimo futuro. Cosa succederà con l’imminente tapering e l’inflazione in aumento? Gli investitori continueranno ad essere ottimisti? Certo, per quanto riguarda la lotta al Covid sono stati fatti passi da gigante grazie ai vaccini, ma il virus rimane ancora al centro della scena. La fiducia nelle campagne vaccinali aveva portato gli strateghi a vedere il 2021 come il ritorno dei ruggenti ’20, eppure il numero ancora ingente delle persone che rifiutano la vaccinazione, unito alla scarsità di dosi nei Paesi più poveri, sta mettendo in crisi questa visione ottimistica.

«I Paesi in via di sviluppo risultano indietro a causa dell'inadeguatezza dei canali di distribuzione e delle infrastrutture», commenta Johan Van Geeteruyen, cio fundamental equity di Dpam. «I lockdown sono ancora in vigore in luoghi come Cina, Malesia, Vietnam, esacerbando i problemi della catena di approvvigionamento per il resto del mondo. Oggi, la vaccinazione è ampiamente disponibile, e i governi stanno puntando sulla terza dose, il cosiddetto "booster", per sostenere economia e industria attive. In definitiva, potremmo dover imparare a convivere con il Covid come abbiamo fatto con l'influenza».

I colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento globale saranno una seconda sfida chiave, in parte legata alla prima. Nel 2020, i consumi sono diminuiti, le aziende hanno dato fondo alle proprie scorte, che hanno raggiunto i minimi storici, nel tentativo di preservare il capitale a causa delle incertezze future, mentre la produzione ha rallentato durante i lockdown. «Se già dal mese di novembre era chiaro che per soddisfare la futura domanda repressa - la ripresa a forma di V - le aziende avrebbero dovuto riprendere la produzione a pieno regime, la carenza di manodopera ha messo a dura prova specialmente degli anelli finali della catena produttiva», continua Van Geeteruyen. «Le conseguenze prevedibili sono state un allungamento estremo dei tempi di consegna, un eccesso di ordini di materie prime per sopperire la mancanza e un’eccessiva dipendenza da parte di molte imprese da pochi fornitori selezionati».

Tutto questo porta al forte aumento dei prezzi dovuto a una mentalità troppo diffusa. «Le imprese», spiega l’esperto, «sono pronte a pagare un prezzo più alto per le forniture e i componenti necessari per poter servire i propri clienti nella speranza di non perdere quote di mercato. Il risultato però è un eccesso di ordini in alcuni casi e, di conseguenza, un'impennata dei prezzi per materie prime, semiconduttori, cibo, logistica e salari. Si tratta di una tipica reazione a catena che ora è visibile in più catene del valore. Nel caso dei prezzi dell'energia, l'aumento non è il risultato dell'esplosione della domanda, ma piuttosto il risultato di una tempesta perfetta. Di conseguenza, l'impennata dei prezzi del gas naturale si è riversata sul resto del mondo».

Il sistema è decisamente sotto stress, ma il mercato del lavoro più ristretto e le strozzature della catena di approvvigionamento non sono esattamente una novità. In passato, l'economia mondiale ha già assistito a questi problemi, anche se in misura ridotta. «Siamo convinti che questa situazione si risolverà nonostante sia difficile definire una tempistica esatta», prosegue Van Geeteruyen. «Tuttavia, se la situazione si protraesse ancora rischieremmo di assistere a una riduzione della domanda da parte dei consumatori non disposti ad attendere per entrare in possesso dei prodotti o di pagare prezzi maggiorati. Un crollo della domanda potrebbe anche avere un effetto positivo: meno stress sul sistema. Le aziende avrebbero più tempo per rifornire le scorte, calibrare la produzione, assumere e formare le persone. In definitiva, pensiamo che la domanda verrà ripristinata, grazie anche a un maggior risparmio da parte delle famiglie durante la pandemia. Per quanto riguarda il settore energetico, possiamo aspettarci che i prezzi scenderanno dopo il periodo invernale, quando la domanda rallenterà».

Ma un’ulteriore sfida bussa alla porta: la Cina. Xi Jinping è determinato a stabilire un'economia guidata dal consumo invece che dall'industria. In una prima fase, questo comporta una politica che aumenti il reddito medio delle famiglie. Se non gestita correttamente, una tale politica lascia però spazio agli eccessi. «Gli eccessi nel gioco, nell'istruzione e nella proprietà sono stati affrontati in modo diretto e spietato da parte del governo, che ha preferito porre l’attenzione sulla prosperità comune: per aumentare i tassi di natalità ad esempio, i cittadini cinesi dovevano assicurarsi che le famiglie avessero mezzi sufficienti per crescere i bambini in modo confortevole», spiega l’esperto. «Una tale politica può causare un effetto a catena in tutta l'economia globale: se la Cina aumentasse il consumo di 1 unità e riducesse gli investimenti di 1 unità, il suo Pil rimarrebbe invariato. Tuttavia, le conseguenze si sentirebbero in tutto il mondo».

Tre grandi attori economici devono prendere una decisione difficile che darà forma ai mercati nel 2022 e oltre. Le banche centrali dovranno definire se l'alto livello dell’inflazione sia un fenomeno transitorio o strutturale. La Fed è passata da una posizione che poneva la massimizzazione dell’occupazione al centro, a una posizione più orientata al controllo inflazionistico durante l'ultima riunione del Federal Open Market Committee. Il tapering era già previsto dal mercato che si è invece concentrato sulla sua velocità e sulla tempistica dei potenziali rialzi dei tassi di interesse. «I mercati sono preoccupati, come illustrato dall'anticipazione del numero di rialzi nel 2022», nota Van Geeteruyen. «Gli investitori prevedono già rialzi di 2.5 punti nel 2022 e il pericolo principale è un errore politico: che la Fed rialzi troppo presto o troppo in fretta fa una bella differenza. Le aziende si troveranno ad affrontare discontinuità e un'acuta carenza di forniture, decidendo di conseguenza se continuare a pagare prezzi elevati per logistica, ecc e gestendo come riversare questi aumenti sui loro clienti. Ciò infatti avrà un impatto sui margini futuri e sulla loro quota di mercato. Un aumento esagerato dei prezzi potrebbe infatti rallentare la domanda da parte dei consumatori. Per alcune aziende è più facile far passare questi costi aggiuntivi che per altre. Quelle che si trovano nella sezione “upstream” della catena del valore, ad esempio, così come quelle di nicchia, sono nella posizione migliore per superare la tempesta. Infine, il consumatore. Sarà pronto a pagare per i suoi acquisti? Avrà la pazienza di aspettare un anno intero per entrare in possesso della sua nuova auto? Il risultato di tutte queste scelte ci dirà come si comporteranno i mercati nel 2022».

Secondo l’esperto, i mercati continueranno a dare risultati positivi: la crescita rimarrà al di sopra dell’attuale trend e, seppur non paragonabile ai ruggenti anni ’20, ci sarà un aumento della domanda da parte delle famiglie. Le intenzioni di capex aumenteranno, ispirate dalla mancanza di forza lavoro e dai problemi della catena di approvvigionamento, e il sostegno delle banche centrali e dei responsabili politici rimarrà in vigore. Infine, la Cina continuerà a crescere grazie a impulsi monetari e fiscali selettivi.

«Per quanto riguarda il posizionamento», spiega Van Geeteruyen, «si dovrebbero favorire i settori che contribuiranno a risolvere i problemi attuali come i colli di bottiglia dell'offerta, la minore produttività, i cambiamenti dirompenti, l'Esg. Negli investimenti, prediligiamo aziende competitive a livello di prezzo, con focus sulle tecnologie innovative, così come un solido Capex aziendale e orientate alla sostenibilità ambientale. Queste aziende sono idealmente posizionate per beneficiare delle principali tendenze nel 2022».

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