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Scenari | Columbia Threadneedle Investments

Azionario Usa più selettivo dopo il tapering della Fed

«Sarà necessario fare ricorso a un’intensa attività di ricerca per individuare le società in grado di conseguire la crescita costante degli utili». Il commento di Nicolas Janvier, Paul DiGiacomo e Benedikt Blomberg

Azionario Usa più selettivo dopo il tapering della Fed

Con l’anno nuovo i cambiamenti si faranno notare non poco, a cominciare dalla Fed, che dopo più di dieci anni di stimoli monetari, ha annunciato una politica più restrittiva, con tassi di interesse più alti e meno supporto all’economia e ai prezzi degli attivi. Una novità non certo positiva per le azioni, non più trainate dall’espansione dei multipli di valutazione e costrette a dover fare affidamento sull’effettiva crescita degli utili.

«In un mercato probabilmente caratterizzato da una vasta disparità tra titoli vincenti e perdenti», commentano Nicolas Janvier, responsabile azionario Usa, Paul DiGiacomo, responsabile della ricerca azionaria e Benedikt Blomberg, gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments(nella foto a lato), «sarà essenziale svolgere un’intensa attività di ricerca per individuare le azioni più redditizie. Una tale ricerca implica l’interazione con i vertici aziendali per comprendere la posizione competitiva delle rispettive società e come reagiranno all’impatto dei principali temi economici del 2022».

«Abbiamo individuato», dicono gli esperti, «tre temi che svolgeranno a nostro avviso un ruolo cruciale all’inizio di quello che si preannuncia come un anno turbolento. Mentre all’orizzonte si profila la ripresa, peraltro non lineare, dalla pandemia di Covid-19, gli investitori meglio attrezzati saranno quelli in grado di comprendere come le condizioni macroeconomiche prevalenti e questi temi cruciali incideranno sulle singole società e sui loro modelli di business. La prima questione che si pone è verso che aree si indirizzerà la domanda inespressa. Prima della pandemia, i consumatori preferivano le “esperienze”. Di conseguenza, viaggi, alberghi, ristoranti, voli e crociere erano oggetto di forte domanda. Tuttavia il distanziamento sociale ha sconvolto le abitudini di spesa dei consumatori spingendo verso l’alto beni come mobili e abbigliamento, che negli Stati Uniti hanno segnato un rialzo del 21% rispetto alla fine del 2019, mentre la spesa per servizi langue ai livelli pre-pandemia».

Il secondo tema è correlato, e riguarda le carenze che affliggono l’economia e alimentano l’inflazione. «L’impatto», spiegano, «è avvertito soprattutto in tre aree: scorte al dettaglio, catena delle forniture e manodopera. In primo luogo, i distributori faticano a tenere il passo con la domanda di beni dei consumatori dati i livelli insufficienti delle scorte, che frenano le vendite. Anche le catene delle forniture sono sotto pressione a causa di fattori quali la ripresa della domanda e le previsioni errate. Riteniamo che le strozzature nelle catene delle forniture si attenueranno all’inizio del 2022; nel corso dell’anno si osserverà poi una stabilizzazione e all’inizio del 2023 si tornerà alla normalità. Per quanto riguarda la manodopera, continuano a mancare quattro milioni di lavoratori a causa dell’impatto combinato di decessi da Covid-19, pensionamenti anticipati, operatori sanitari ancora fuori servizio e bassi livelli di immigrazione. Paradossalmente, le carenze potrebbero favorire alcune società facendo salire i prezzi. I nostri analisti ritengono che le aziende potenzialmente più avvantaggiate sono quelle attive in aree quali trasporto aereo e agricoltura, mentre case automobilistiche, società minerarie e anche le banche sono quelle più a rischio».

Infine, non si può tralasciare l’ascesa dei criteri Esg, che avranno sempre più rilevanza nel 2022. «Le società nordamericane stanno già cominciando a reagire mutando i propri comportamenti», dicono gli esperti. «Riteniamo che questo trend subirà un’accelerazione nel 2022. Per esempio, Union Pacific, la compagnia ferroviaria più importante del Nord America, ha pubblicato alla fine del 2021 il suo primo piano d’azione sul clima, che illustra nel dettaglio i passi che intende adottare per ridurre il proprio impatto ambientale e ridurre a zero le emissioni entro il 2050. Altre aziende faranno altrettanto. Interagiamo con le società in un ruolo consultivo discutendo di temi ambientali, sociali e di governance (Esg) al fine di comprenderne l’operato e capire quale possa essere l’impatto delle prassi aziendali sugli utili nel corso del tempo».

Insomma, nel 2022, in un contesto profondamente mutato, le azioni evidenzieranno progressi altalenanti e disomogenei. «Sarà necessario», concludono, «fare ricorso a un’intensa attività di ricerca per individuare le società in grado di conseguire la crescita costante degli utili».

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