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2022, focus sull’azionario

«Gli indicatori misti delle attività come CESI (Citigroup Economic Surprise Indexes) sembrano aver raggiunto il limite inferiore, e sono tornati interamente positivi a dicembre». Il commento di Hugo Bonnard

2022, focus sull’azionario

Il mercato di quest’anno sembra essere più economico di quello di inizio 2021, grazie alle continue revisioni al rialzo (utili per azione del 39,3% per il 2021, paragonati al 29,2% di inizio anno). Inoltre, gli utili del terzo trimestre sono stati robusti, con una buona crescita top-line e risultati aziendali sia in Europa che in Nord America. La crescita degli utili è stata maggiore rispetto alle attese iniziali, il che ha comportato un altro aumento nelle previsioni di crescita dell’EPS misto. A questo si aggiungono le stime attuali per il quarto trimestre, inferiori rispetto ai livelli di settembre, con un ribasso delle attese sugli utili per azione durante il periodo autunnale. Dal momento che, solitamente, il quarto trimestre è molto più forte del terzo, ciò pone i presupposti per un altro trimestre positivo.

«Fondamentalmente», commenta Hugo Bonnard, equity portfolio manager di La Française Am, «prevediamo ulteriore margine di crescita. L’occupazione, fattore principale che sostiene la spesa per consumi e quindi il miglior motore per la crescita, rimane favorevole, mentre il periodo peggiore per gli approvvigionamenti pare essere stato superato, così come i prezzi dell’energia che tornano su livelli normali. Inoltre, il rallentamento della crescita cinese sembra alle spalle e sta emergendo un contesto di normative più favorevoli, mentre le preoccupazioni sul fronte creditizio dovrebbero restare sotto controllo. Se ciò non bastasse, gli indicatori misti delle attività come CESI (Citigroup Economic Surprise Indexes) sembrano aver raggiunto il limite inferiore, e sono tornati interamente positivi a dicembre. Un segnale favorevole per i rendimenti dell’azionario nei tre-sei mesi seguenti».

Secondo l’esperto, la ripresa economica nel settore dei servizi, così come l’aumento degli investimenti privati e pubblici, dovrebbe continuare ad alimentare la crescita negli anni a venire. Inoltre, l’attività di M&A continuerà nel 2022, il che sosterrà i livelli di valutazione attuali. Nel medio termine, l’accelerazione degli investimenti in ricerca e innovazione guiderà la crescita e porrà le basi per molte quotazioni di aziende altamente innovative.

«Visti i messaggi relativamente restrittivi delle banche centrali a dicembre», dice Bonnard, «non ci aspettiamo altri annunci di inasprimento delle politiche monetarie. I prezzi dei future attuali e l’inflazione accompagnata dalla crescita non intaccano l’azionario. I titoli growth sembrano molto sensibili ai rendimenti reali, mentre i titoli yield lo sono di meno. Ciò è dovuto per lo più alla natura di lungo termine dei titoli growth. Tuttavia, visto il loro profilo di maggiore qualità, non li abbandoneremo del tutto. Questo posizionamento ci permette di muoverci nell’attuale contesto di mercato volatile per via del peggioramento sanitario (dovuto alla variante Omicron). In conclusione, rimaniamo positivi sull’azionario, visto il possibile miglioramento degli utili, i livelli ragionevoli delle valutazioni e il loro vantaggio di rendimento. Continuiamo a preferire l’Europa e il Giappone rispetto agli Usa per via di una struttura del mercato più ciclica/value nel momento attuale. Sui mercati emergenti, nel complesso rimaniamo molto selettivi, restando lontani dagli investimenti cinesi che sarebbero in ambiti di attenzione normativa».

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