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Scenari | Candriam

Tassonomia europea: un buco nell’acqua

«L’obiettivo era di fornire un terreno comune basato sul consenso scientifico per sostenere l'agenda della finanza sostenibile dell'Ue, invece ora si rischia di finirla con molteplici sfumature di green, creando confusioni per le aziende e i loro investitori». Il commento di Alix Chosson

Tassonomia europea: un buco nell’acqua

Era attesissima la tassonomia europea, che avrebbe dovuto finalmente dare una definizione univoca di “sostenibilità” ad aziende, investitori e governi. Purtroppo però, quello che doveva essere un consenso basato sulla scienza, sta diventando  un compromesso politico. «Il fatto che la Commissione abbia agito in contraddizione con le opinioni degli esperti della Platform Sustainable Finance», 

commenta Alix Chosson, senior Esg analyst di Candriam (nella foto a lato), «potrebbe danneggiare la credibilità della struttura fornita dalla tassonomia come fondamento dell’agenda sulla finanza sostenibile europea».  

Una decisione che crea confusione negli investitori. «C’è la necessità», continua Chosson, «di bilanciare i contraddittori punti di vista sull’inclusione del nucleare e del gas nei fondi sostenibili tra la tassonomia europea e le label nazionali (Febelfin in Belgio e FNG-Siegel in Germania) e, anche se è comprensibile che queste ultime possano avere delle specificità, l’obiettivo della tassonomia era di fornire un terreno comune basato sul consenso scientifico per sostenere l'agenda della finanza sostenibile dell'Ue. Si rischia di finirla con molteplici sfumature di green, creando confusioni per le aziende e i loro investitori».

L'inclusione del nucleare e del gas nei requisiti della tassonomia va ad aggiungere così ulteriore complessità a un esercizio già complicato e oneroso. Il rischio, sarà quello di una reportistica a più livelli, che non farà altro che aumentare la confusione, rifuggendo consenso e chiarezza.

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