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  Asset allocation: puntare sulle strategie attive

«Grazie al nostro network consolidato da oltre 50 anni, abbiamo potuto irrobustire le performance dei portafogli sia con gestori dal lungo track record, sia con gestori di nicchia, maggiormente focalizzati su specifici segmenti di mercato». Il commento di Giacomo Calef

  Asset allocation: puntare sulle strategie attive

Ormai è chiaro, l’inflazione appare più strutturale che transitoria. Le politiche economiche ultra-espansive, l’eccesso di risparmio delle famiglie e la pressione al rialzo sui salari che si sta verificando negli Stati Uniti hanno contribuito a spingere i prezzi alle stelle. Da non escludere poi, anche l’effetto della politica “zero Covid” perseguita dalla Cina, dove l’imposizione di frequenti lockdown ha portato a ripetute interruzioni delle attività economiche e delle catene di distribuzione.

«In Cina, i costi di produzione hanno subìto un aumento di oltre il 10% su base annua», commenta Giacomo Calef, country manager di NS Partners. «Pertanto, l’impatto dell’inflazione e delle future decisioni delle banche centrali avrà delle conseguenze strutturali sull’asset allocation di portafoglio che, a nostro avviso, dovrebbe essere rivista. In particolare, il tema su cui focalizzarsi sarà il comparto obbligazionario: oggi, infatti, sembra quasi impossibile ottenere un rendimento positivo (non solo in termini reali, ma anche nominali)».

In questo contesto tuttavia, le strategie attive ("relative value") sembrano particolarmente interessanti come potenziali sostitute. Perseguono una gestione attiva, con l’obiettivo di fornire performance positive (anche in termini reali), ma con una volatilità in linea con quella del comparto obbligazionario. «Grazie al nostro network consolidato da oltre 50 anni», dice Calef, «abbiamo potuto irrobustire le performance dei portafogli sia con gestori dal lungo track record, sia con gestori di nicchia, maggiormente focalizzati su specifici segmenti di mercato».

«Negli ultimi 12 anni», prosegue, «la nostra strategia attiva che, si sottolinea, ha l’obiettivo di sostituire parzialmente il reddito fisso mantenendo contenuti livelli di volatilità, ha registrato una performance media annua del +5,8%, rispetto al +3,4% e al +2,2% dei due indici obbligazionari. La volatilità annualizzata della nostra strategia risulta solo 3,1% e non mostra correlazioni significative con i mercati obbligazionari. Ma ancora più interessante che, se consideriamo i 10 mesi in cui il tasso d'interesse americano a 10 anni è aumentato maggiormente, la strategia ha conseguito una performance media di +0,96%, mentre l'indice BoA-ML Global Bond ha registrato esattamente lo stesso risultato, ma con un segno negativo, cioè -0,96%».

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