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Scenari | Columbia Threadneedle

Mercati emergenti, moltiplicano le opportunità per gli investitori

«Nel 2008 oltre il 60% dell’universo era esposto alla crescita ciclica; oggi circa il 60% è esposto alla crescita strutturale, e nell’ultimo decennio vi è stato un aumento di quasi il 90% del numero di imprese quotate». Il commento di Dara White

Mercati emergenti, moltiplicano le opportunità per gli investitori

La Cina sta assistendo, da ormai più di un anno, a nuove regolamentazioni volute dal governo di Pechino, che fino al prossimo anno si focalizzerà sul raggiungimento della “prosperità comune”. Secondo gli esperti, non solo il settore privato non verrà smantellato, ma addirittura gli obiettivi strategici corrisponderebbero ai desiderata delle economie occidentali, come la riservatezza dei dati e la riduzione delle pratiche monopolistiche.

«Intendiamo concentrarci sulle aree dell’economia esposte a fattori d’impulso politici, che trarranno vantaggio dal piano del governo di puntare sulla prosperità e sulla produttività nel Paese, come ad esempio “Made in China 2025”, che spazia dall’industria dei semiconduttori alla biotecnologia fino ai veicoli elettrici, solo per citare alcuni settori», commenta Dara White, responsabile globale azioni mercati emergenti di Columbia Threadneedle Investments (nella foto a lato). «Crediamo che si sia conclusa la prima fase di regolamentazione in cui il premio per il rischio azionario legato alla regolamentazione interna sembrava già scontato e si stia passando alla fase successiva, in cui le disposizioni regolamentari vengono applicate. Vi sono anche segnali di allentamento delle politiche economiche con l’avvicinarsi dell’anno elettorale, ma possiamo aspettarci una normalizzazione di queste politiche anziché ampie misure di stimolo».

Sul fronte delle relazioni con gli Stati Uniti, l’esperto prevede che la posizione dell’amministrazione Biden rimanga invariata, dato il sostegno bipartisan accordato alla sua politica nei confronti di Pechino, e l’amministrazione dovrebbe avere anche il supporto dei paesi alleati. «Monitoriamo», aggiunge, «anche le opzioni relative ai dazi Usa-Cina, in quanto il Segretario al Tesoro Usa Janet Yellen sta esplorando la possibilità di ridurre i dazi dell’era Trump per cercare di attenuare in parte le spinte inflazionistiche».

Sebbene l’ottimismo sui vaccini abbia alimentato la fiducia degli investitori a livello mondiale, continueranno le difficoltà di distribuzione nel breve termine. «Continuiamo a monitorare la portata delle nuove ondate di contagio su scala globale, valutando il rischio di nuove varianti», spiega White. «Contestualmente, le prospettive di inflazione restano un punto centrale sia per i mercati emergenti sia per quelli sviluppati, in quanto le banche centrali potrebbero iniziare a ridurre l’accomodamento monetario».

Va detto che i timori legati al tapering da parte della Federal Reserve hanno ancora un impatto sul sentiment relativo alle economie emergenti. Nel 2013, i “5 fragili” sono stati identificati come i Paesi più a rischio, in parte a causa dei loro ampi disavanzi correnti. Ciò, pesa ancora sugli investitori in certa misura. Tuttavia, la nozione dei “5 fragili” è superata, in quanto ormai solo la Turchia sembra vulnerabile. «Anche escludendo la Cina, che ha un ampio avanzo corrente, a livello aggregato le economie emergenti evidenziano un surplus delle partite correnti», dice l’esperto. «Ciò non significa che il mercato non reagirà ai timori per il tapering della Fed e si porrà le domande solo dopo, ma quando si porrà le domande, troverà risposte molto migliori che in passato. Sul piano degli investimenti, utilizzeremo la reazione emotiva dei mercati come un’opportunità per aggiungere specifiche imprese che giudichiamo positivamente nel lungo termine».

La dipendenza del mondo emergente da quello sviluppato poi, sta man mano venendo meno, grazie alla maggiore domande interna, che rafforza la capacità di tenuta nei confronti di forze esterne, allo sviluppo di mercati obbligazionari locali e alla stabilizzazione del differenziale dei tassi di interesse tra gli Stati Uniti e le economie emergenti. Pertanto, i punti di debolezza sono migliorati.

«Attribuiamo anche molta importanza ai fattori Esg, che diventeranno indubbiamente ancora più rilevanti nel corso del 2022», spiega White. «Comprendere la capacità di una società di gestire i suoi rischi Esg materiali è essenziale per valutare la qualità di un investimento. L’enfasi del nostro approccio di ricerca Esg è cogliere l’esposizione ai (e la gestione dei) fattori che hanno un impatto sulla performance tramite la regolamentazione, le minacce fisiche agli attivi, al marchio e alla reputazione, nonché i costi operativi. Adottiamo un approccio basato sulla massima qualità e valutiamo le società rispetto ai competitor».

Più in generale, il principale trend di lungo periodo per i mercati emergenti sarà la transizione da una crescita principalmente trainata dall’export a un’economia spinta dalla forza della domanda interna. Ciò si riflette nel cambiamento della composizione dell’universo, ormai dominato da società caratterizzate da una crescita strutturale di qualità più elevata e orientate al mercato nazionale. «Nel 2008 oltre il 60% dell’universo era esposto alla crescita ciclica; oggi circa il 60% è esposto alla crescita strutturale», prosegue l’esperto. «Inoltre, vi è stato un aumento di quasi il 90% del numero di imprese che si sono quotate nell’ultimo decennio. Crediamo che l’innovazione dell’universo, in termini sia di spessore che di qualità, sia ideale per gli stock picker ed è in quest’ambito che possiamo creare valore aggiunto con la gestione attiva. Gli investitori dovrebbero ormai considerare i mercati emergenti in un’ottica diversa».

La creazione strutturale di ricchezza, l’ascesa del ceto medio e le conseguenti modifiche dei consumi e dei servizi sono il tema dominante. Ciò dà luogo a diversi trend secondo gli esperti, tra cui: la rivoluzione tecnologica, con l’emergere di società piattaforma con diverse integrazioni verticali (l’adozione della tecnologia in generale avviene di norma più rapidamente nei mercati emergenti in quanto l’infrastruttura non è così sviluppata ed è quindi più facile passare all’e-commerce); la penetrazione finanziaria, relativamente a cui osserviamo un incremento dell’inclusione e della partecipazione tradizionale, nonché sviluppi del fintech; e la localizzazione, con numerosi paesi decisi a creare marchi locali forti e a sviluppare industrie nazionali.

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