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Sell-off dell’azionario: cosa è successo?

«Il ritmo e la gravità della correzione del mercato riflettono un sentiment degli investitori sempre più avverso al rischio, con marcate flessioni per mercati azionari e asset speculativi quali le criptovalute». Il commento di Martyn Hole

Sell-off dell’azionario: cosa è successo?

I timori in merito all’inflazione persistente, all’inasprimento della politica monetaria e all’aumento dei rendimenti obbligazionari, hanno portato gli investitori a liquidare i titoli growth dall’inizio dell’anno. In particolare, i settori con valutazioni più elevate, come quello tecnologico, sono stati i più penalizzati dai sell-off, dal momento che le loro valutazioni sono sottoposte a un esame più attento, viste le aspettative di tassi di interesse maggiori. A fine gennaio l’indice Nasdaq Composite ha perso il 7,6%, archiviando il calo più significativo dall’inizio della pandemia facendo salire a -12,5% le perdite da inizio anno.

«Tra le società più colpite», spiega Martyn Hole, investment director di Capital Group (nella foto a lato), «si registra Netflix: il 21 gennaio, infatti, il prezzo delle sue azioni è sceso del 22% dopo aver segnalato una crescita degli abbonati inferiore al previsto, il che fa presagire che incrementare gli abbonati potrebbe diventare più difficile. Questo ha rafforzato i timori in merito al fatto che persino i colossi del settore non sono esenti dal calo della domanda e dal potenziale deterioramento degli utili. Il ritmo e la gravità della correzione del mercato riflettono un sentiment degli investitori sempre più avverso al rischio, con marcate flessioni per mercati azionari e asset speculativi quali le criptovalute. Nel quarto trimestre Netflix ha registrato risultati dignitosi, segnalando tuttavia una crescita degli abbonati inferiore al previsto, il che fa presagire che incrementare gli abbonati potrebbe diventare più difficile».

Prevedere con precisione l’andamento dell’attività è complesso, ma secondo l’esperto le ultime segnalazioni vengono compensate da altri aspetti positivi, come la relativa solidità dei risultati del quarto trimestre, il tasso di abbandono al minimo storico, il forte engagement, l’assenza di spese eccessive in termini di marketing, l’ottima posizione competitiva, e il fatto che rimane fondamentalmente interessante nel lungo termine.

Inoltre, il mercato complessivo di riferimento è sempre vasto, e per Netflix rimane la possibilità di continuare ad acquisire quote di mercato. «In un contesto di passaggio secolare a lungo termine dalla Tv lineare ai servizi di video streaming on-demand (video-on-demand, VOD)», commenta, «prevediamo che i contenuti di Netflix (grazie ai recenti successi di Squid Games e Don’t Look Up) e il vantaggio di scala rispetto ai competitor continuino a crescere».

Gli investitori sono prudenti nei confronti dei livelli di valutazione, soprattutto in prossimità dei massimi di mercato, viste le sfide e le complessità dei cambiamenti di politica monetaria, il rallentamento della crescita e i timori in merito all’inflazione. Eppure, non si dovrebbero temere le società con valutazioni elevate, perché molte di queste società potrebbero continuare ad apprezzarsi, finché i fondamentali si rivelano superiori alle aspettative nel corso del tempo. Le valutazioni di partenza sembrano contare meno nel lungo termine, e alcune società sono costose per buone ragioni.

«Questo», spiega Hole, «vale in particolar modo per le società a crescita secolare con mercati complessivi di riferimento vasti e in espansione, unitamente a ridotti tassi di penetrazione, e con percorsi di crescita dei ricavi e degli utili potenzialmente molto lunghi. Il colosso tecnologico Microsoft ne è un esempio. Di recente, la società ha annunciato un’acquisizione dello sviluppatore di giochi Activision da 69 miliardi di dollari, cercando al contempo di garantire la crescita futura migliorando i contenuti di prime parti e l’impronta in ambito mobile, ovvero il segmento più vasto e a crescita più rapida del settore del gaming. Una volta completata, l’operazione porterebbe Microsoft a diventare una delle piattaforme di gaming più complete al mondo e consoliderebbe la sua posizione all’avanguardia nell’economia globale negli anni a venire. Esiste inoltre la possibilità di maggiori accordi di M&A, dato che i settori continuano a evolversi e a digitalizzarsi».

Come per tutti gli investimenti di successo a lungo termine, la volatilità delle quotazioni azionarie è prevedibile. Negli ultimi 15 anni, alcune note società in rapida crescita hanno subito molteplici correzioni in termini di quotazioni, ma, secondo l’esperto, se gli investitori avessero mantenuto gli investimenti avrebbero ottenuto rendimenti interessanti. «È importante sottolineare che la selettività è fondamentale», dice. «Nei momenti di difficoltà alcune società registrano un rimbalzo più marcato, mentre altre vacillano. A nostro avviso, la correzione del mercato rappresenta un’opportunità per modificare i portafogli, assumendo posizioni selettive nelle aree in cui risiedono le nostre tesi d’investimento di lungo periodo, in modo da poter essere ben posizionati per i prossimi cinque o dieci anni».

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