Quantcast

Scenari | Gamma Capital Markets

Growth, è arrivato il momento di rientrare

«Chi vuole investire nel Tech ora deve evitare questi titoli e andare su quelli “tradizionali” ad altissima capitalizzazione: Amazon, Google, anche Meta (sotto i 600 miliardi)». Il commento di Carlo De Luca

Growth, è arrivato il momento di rientrare

L’economia dell’area euro mostra segnali di ripresa, anche grazie ad un ampio sostegno politico: è la stessa Lagarde a dirlo durante l’ultima conferenza stampa. È probabile però che la crescita rimanga contenuta nel primo trimestre, visto il peso dell'attuale ondata pandemica sull'attività economica. Le misure di contenimento colpiscono maggiormente i servizi ai consumatori come viaggi, turismo, ospitalità e intrattenimento e, oltre a ciò, ci sono altre criticità che potrebbero minare la ripresa del Vecchio Continente. Tra queste, La carenza di attrezzature, materiali e manodopera, che in alcuni settori continua a ostacolare la produzione di manufatti e a ritardarne la costruzione, e gli elevati costi dell’energia (+28,6% YoY), che riducono il potere d'acquisto delle famiglie e i guadagni delle imprese, limitandone i consumi e gli investimenti.
 
«Questi fattori hanno determinato un aumento dell’inflazione che a gennaio ha toccato i livelli di 5,1%, contro una stima del 4,4%», spiega Carlo De Luca, responsabile del team di asset management di Gamma Capital Markets. «Infatti, escludendo l'energia e altre componenti volatili come il food, l'inflazione core è stata del 2,3%, in calo rispetto al 2,6% del mese scorso. Per tutta risposta, la Banca Centrale Europea ha riconosciuto i crescenti rischi di inflazione e non ha escluso l’ipotesi di un aumento dei tassi di interesse quest'anno, segnando una notevole svolta politica. Anche se la Presidente Lagarde, in un’intervista ai media tedeschi, ha avvertito che un’azione troppo rapida della BCE potrebbe danneggiare la ripresa dell’economia, per cui sarà necessario graduare ogni intervento».
 
Le aspettative degli analisti di Goldman Sachs indicano un duplice rialzo nel 2022, con un ritmo di crescita di 50 punti base all’anno, anche nel 2023 e 2024. Inoltre, la BCE sospenderà gli acquisti netti di attività nell’ambito del PEPP (Programma Di Acquisto di Emergenza Pandemica) alla fine di marzo 2022, seppur con l’obiettivo di reinvestire i titoli in scadenza acquistati almeno fino alla fine del 2024, contribuendo così a contrastare qualsiasi aumento dei costi di finanziamento. «D’altra parte», commenta De Luca, «la Banca centrale europea ha ampliato il suo vecchio programma di acquisto di asset – APP - dal suo ritmo mensile di 20 miliardi di euro, salendo a 40 miliardi di euro nel secondo trimestre e riportandolo a 30 miliardi di euro nel terzo. Da ottobre in poi, il Consiglio direttivo manterrà gli acquisti netti di attività nell'ambito del PAA a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro per tutto il tempo necessario a rafforzare l'impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali. Il Consiglio direttivo prevede che gli acquisti netti terminino poco prima che inizino ad aumentare i tassi di interesse chiave della BCE».
 
Per il mercato obbligazionario Goldman Sachs ha rivisto al rialzo allo 0.50% le previsioni sui rendimenti dei Bund a 10 anni a fine 2022 , indicando anche un ulteriore appiattimento della curva. L’avvicinarsi della fine del QE avrà indubbiamente delle ricadute sui rendimenti dei Paesi più indebitati, per cui lo spread Btp-Bund potrebbe allargarsi fino a 175 punti base. Il rendimento del titolo di Stato italiano a 10 anni è salito fino a 1,8680% che risulta essere ai massimi dall’aprile 2020.
 
Con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai fornitori esteri e rafforzare l’indipendenza tecnologica, la Commissione europea ha varato il cosiddetto Chips Act, una serie di misure legislative e finanziarie per sostenere la produzione di semiconduttori in Unione Europea. Questo settore è il perno dell’industria tecnologica, rappresentando componente principale degli strumenti che utilizziamo ogni giorno, dagli smartphone alle automobili. Attualmente la maggior parte dei microchip proviene dall’Asia, dove ci sono stati numerosi stop alla produzione che hanno causato la chip shortage degli ultimi 2 anni. La Commissione Europea intende investire fino a 43 miliardi di euro, provenienti principalmente da programmi come Next Generation Eu e Horizon, con l’obiettivo di raddoppiare la quota europea del mercato mondiale, portandola dal 8% al 20%, da qui al 2030.
 
Negli Stati Uniti intanto, l’indice dei prezzi al consumo di gennaio è aumentato del 7,5% YoY, contro una stima del 7,2%. Questo rappresenta un duro colpo per l’economia dato che risulta essere il valore più alto dal 1982. «Su base mensile, l 'inflazione complessiva è incrementata dello 0,6%. La parte core, invece, è aumentata del 6% su base annua e dello 0,6% su base mensile», dice l’esperto. «Di conseguenza, i rendimenti dei Treasury statunitensi sono aumentati, con il tasso di riferimento a 10 anni che ha superato il livello del 2%, dopo che i dati chiave sull’inflazione hanno mostrato pressioni sui prezzi più alte del previsto».
 
Il presidente della Fed di St. Louis James Bullard ha affermato di essere favorevole ad un rialzo dei tassi di 50 punti base già a marzo (il primo dal 2000) e di un intero punto percentuale entro l’inizio di Luglio. Il piano di Bullard prevede di spalmare gli aumenti su tre riunioni, restringere il bilancio della FED a partire dal secondo trimestre e in seguito decidere il percorso dei tassi in base ai dati aggiornati. Al momento, la banca centrale statunitense ha affermato che cesserà del tutto il suo programma di acquisto di obbligazioni entro marzo e inizierà a ridurre il proprio bilancio (circa 9 trilioni di dollari) solo dopo l’inizio degli aumenti dei tassi di interesse, con probabilità di inizio a maggio.
 
«Già lo scorso anno abbiamo eliminato i titoli Growth a bassa capitalizzazione e quelli con un rapporto prezzo-utili atteso troppo elevato», spiega De Luca. «Adesso potrebbe già essere un momento per rientrare. Chi vuole investire nel Tech ora deve evitare questi titoli e andare su quelli “tradizionali” ad altissima capitalizzazione: Amazon, Google, anche Meta (sotto i 600 miliardi). È il momento ideale per i microchip, che sono un po’ scesi in correzione e hanno un p/e tra 10 e 20. I chip sono fondamentali per tutto il comparto auto e l’IoT. Ci sono tantissime società americane con p/e molto contenuti e che permettono di entrare nel settore con valutazioni basse e flussi di cassa certi».
 
Secondo l’esperto, in generale va bene comprare più Europa che America, e inserire una selezione di titoli finanziari. Ma il rendimento si continua a trovare nel Large Cap Growth, non necessariamente tecnologico. Ci sono titoli in particolare che sono Value nei Paesi occidentali (es: Coca-Cola) ma Growth nei Paesi emergenti (beneficiano di milioni di consumatori in più). «Si tratta di aziende che riflettono l’inflazione sui consumatori finali», spiega, «in quanto rappresentano titoli Value, staccano dividendo e crescono nei Paesi emergenti, hanno brand riconosciuti, e hanno anche opportunità nei megatrend. Questi titoli scendono col mercato in correzione perché sono liquidi, ma è proprio in quel momento che vanno comprati, pensando a un orizzonte di lungo periodo. Nel 2022 non abbiamo più un’opzione binaria Covid-non Covid. Non esiste più la stay-at-home- economy: esiste la selezione attiva di tipo bottom-up. Vanno capite le singole società. Ad esempio, Netflix ha un vantaggio competitivo enorme, perché la sua banda larga funziona praticamente in tutto il mondo. Non si tratta solo di contenuti, ma di qualità della trasmissione. Il periodo attuale è buono per l’oro, anche fisico. Il lingotto sale quando le politiche sono espansive, ma se quelle restrittive sono già state scontate, il suo acquisto va anticipato».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo